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Solo il turismo religioso va a gonfie vele

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San Giovanni Rotondo

Il turismo religioso non conosce crisi. Sembra, infatti, che l’attuale congiuntura economica sfavorevole e il contenimento dei consumi degli italiani degli ultimi mesi non abbiano affatto sfiorato questo settore che, al contrario, manifesta segnali di forte ascesa.

Anzi, probabilmente tale tipologia potrebbe ricevere un impulso nella domanda perché si tratta di un turismo che parte da motivazioni ben diverse, più forti, più profonde, legate alla sfera personale e spirituale della persona, motivazioni che uscirebbero addirittura rafforzate proprio dalla crisi economica. Il turismo religioso interessa nel mondo 330 milioni di viaggiatori all’anno, per un fatturato di circa 18 miliardi di dollari.

Fede e devozione

 

Se sul mercato internazionale si registra complessivamente un + 36%, su quello nazionale ci assestiamo sul + 20%, generando in Italia un mercato pari a oltre 4 miliardi di euro, che rappresenta il 6% del fatturato del mercato del turismo. Secondo l’indagine condotta da Trademark, società di ricerche di mercato specializzata nel turismo, le cifre parlano di un trend in costante crescita. Solo fede e devozione popolare sono alla base di questa nuova realtà? Oppure la ricerca di un contatto più ravvicinato con il mistero della vita?
“L’esperienza del pellegrinaggio è un po’ la metafora della vita – fanno sapere da Trademark – è uno spazio, un luogo, un tempo dentro il quale l’uomo ritrova se stesso. Nel mondo frenetico, schizofrenico, nel quale corriamo tutti i giorni, esso rappresenta un po’ una sosta, un’oasi, una pausa nella quale l’uomo ritrova se stesso, i suoi valori, per vivere meglio la propria vita di tutti i giorni. Il pellegrinaggio non è un prodotto che si vende, ma un’esperienza che si offre da vivere”. Se guardiamo al decennio appena passato, aperto con l’Anno Giubilare del 2000 che si ipotizzava anno record, è stata invece l’annata del 2005 quella che ha fatto registrare il boom dei viaggi religiosi in Italia (la morte di Papa Wojtyla certamente ha influito sul fenomeno). Il 2007 ha confermato il trend con due destinazioni in testa a tutte le altre: Roma e San Giovanni Rotondo.

La punta dell’iceberg

Il comune garganico (che conta 27.202 residenti) rappresenta la punta dell’iceberg di questo fenomeno in Puglia. Dopo la capitale, è in assoluto la meta più gettonata. Nel 2007 arrivò a eguagliare Lourdes. Con l’ostensione delle spoglie di San Pio (25 aprile 2008 – 23 settembre 2009) ha sfiorato i 9 milioni di visitatori (nel periodo in cui hanno funzionato i conta-persone sono stati registrati ben 8.987.600 visitatori solo alla cripta del Santuario “Santa Maria delle Grazie”). E le previsioni sono orientate a una nuova impennata delle visite con la traslazione delle spoglie mortali di San Pio da Pietrelcina nella cripta del nuovo santuario a lui intitolato, progettato dall’architetto Renzo Piano.

Papa Giovanni Paolo II

La crescita turistica di San Giovanni Rotondo ebbe inizio con la visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1987. L’afflusso è incrementato progressivamente con l’avvicendamento delle tappe del processo di beatificazione prima, e di canonizzazione poi, di Padre Pio da Pietrelcina, il santo del XX secolo. Negli ultimi anni, inoltre, il territorio ha conosciuto un’eccezionale espansione urbanistica: sono state costruite decine di hotel, alcuni anche molto lussuosi. E non mancano anche i personaggi famosi che di tanto in tanto fanno capolino da queste parti per pregare sulla tomba del Frate delle Stimmate. Un autentico boom rispetto alle mete italiane tradizionali.
Sempre secondo Trademark, San Giovanni Rotondo precede Assisi (5,5 milioni di visitatori all’anno), Loreto (4,5 milioni), Padova (4,2 milioni). Del resto l’Italia vanta l’85% del patrimonio artistico, culturale e monumentale europeo; quasi il 70% dei beni culturali esistenti in Italia sono di proprietà della Chiesa Cattolica (30.000 tra chiese e basiliche, 700 musei diocesani, 3500 tra santuari, monasteri, conventi e aree archeologiche). L’incidenza prevalente della motivazione religiosa riguarda il 4,6% dei viaggi con pernottamento fino a 3 notti, ma solo l’1,7% dei viaggi con pernottamento di più lunga durata. Per quanto riguarda il breve-medio raggio, viene sempre privilegiato il mezzo proprio, mentre i gruppi si muovono prevalentemente in pullman. In Europa è la Spagna a detenere il record delle presenze per turismo religioso con una quota del 24,7% delle presenze, e del 13,3% della spesa del movimento religioso internazionale complessivo.

Trasporti carenti

Oggi San Giovanni Rotondo conta oltre 6200 posti letto, suddivisi tra 95 alberghi e oltre 70 strutture ricettive tra b&b, affittacamere, villaggi, camping e case per ferie. Da non sottovalutare anche il folto popolo di coloro che si recano a San Giovanni Rotondo per visite mediche e degenze presso Casa Sollievo della Sofferenza, case di cura e strutture ospedaliere, spesso con familiari al seguito. In questi casi la visita al Santuario diventa quasi d’obbligo. Discorso a parte meriterebbe il tema dei trasporti. In tanti reclamano maggiori collegamenti aerei con la Capitanata e talvolta proprio con San Giovanni Rotondo (ipotizzando un utilizzo anche per scopi civili l’aeroporto militare dell’Amendola).

Enza Moscaritolo

Ulteriori approfondimenti su "La Gazzetta dell'Economia" num. 17 del 01 maggio 2010, pagg. 2-3-4-5-6-7

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