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La dieta-Mondiali? TV e Social media

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Conto alla rovescia – Come si profila il grande appuntamento.

Sarà un Mondiale tra tecnologia e convivialità quello che partirà l’11 giugno in Sudafrica. Da una parte televisori a schermo piatto di ultima generazione e computer collegati ai social network e dall’altra happy hour con gli amici e familiari rigorosamente sul divano di casa.

Questo il panorama sulle macrotendenze tracciato da D’Adda, Lorenzini, Vigorelli, BBDO e commissionato dal Gruppo Amadori per capire i nuovi trend e quanto sono cambiate le abitudini degli italiani mentre guardano una partita di calcio. “L’innovazione tecnologica contribuisce a incrementare la voglia di vedere le partite in compagnia, soprattutto in un’abitazione privata – spiega Stefano Spadini, direttore strategico di DLV BBDO – Insomma, oggi, la convivialità, prevalentemente ‘casalinga’, si sposa con l’alta tecnologia”.

E i numeri parlano chiaro. L’aumento delle vendite del 134% dei televisori a schermo piatto, sempre più grandi e ad alta definizione (da 9.513 venduti nel 2007 si è passati a 22.272 che oggi hanno la possibilità di vedere la Tv su schermo lcd/plasma/led) è un dato importante che favorirà l’incremento del numero di persone che vedranno le partite a casa in compagnia di amici e parenti.

Su Facebook, intanto, si moltiplicano i gruppi dedicati ai Mondiali: per esempio “Guardare le partite in tv in compagnia degli amici” conta un migliaio di fan mentre “Regolamento per le donne durante la Coppa del Mondo” (un nome che non ha bisogno di spiegazioni) ha superato i 12.000 membri. Ma, alla fine, e al di là delle distinzioni di sesso (che vengono meno per competizioni del genere), gli italiani che guarderanno i Mondiali saranno ben 28,7 milioni: il 66% uomini e il 34% donne. Di questi il 69% avrà dai 14 ai 64 anni.

Gli azzurri, poi, costituiscono motivo di aggregazione per il 98% degli italiani. Il 72% preferisce la Nazionale alla squadra del cuore e, rispetto alle partite di club, le partite dell’Italia sono maggiormente seguite in compagnia di amici. “Si sa che il calcio in Italia – continua Spadini – è uno sport soprattutto parlato e il divano è il suo terreno di gioco”. Il 75% degli italiani ci passa più di 30 minuti al giorno e ai giovani tra i 24 e i 34 anni capita spesso di mangiare sul sofà. Ma il dato più importante è che tutto questo scenario ha messo in moto un giro di affari delle aziende italiane nel mondo di ben 3 miliardi di euro.

Fabio Traversa

Ulteriori approfondimenti su "La Gazzetta dell'Economia" num. 20 del 22 maggio 2010, pagg. 16-17

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