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Antonio Isabella - Retention e formatori di valore

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Un libro che si rivolge a coloro che credono che la filosofia dell’azione formativa nei contesti d’impresa sia la primaria piattaforma scientifico-culturale da cui muovere per governare e gestire i processi del vivere individuale nei contesti di lavoro e nelle organizzazioni: Antonio Isabella vuole creare uno spazio di attenzione al valore che assumono le strategie di retention e di disputa sul diverso ruolo richiesto alla formazione. Due concetti chiave su cui si concentra gran parte del volume.

Del resto le teorie o best practices economico-organizzative che hanno definito le linee guida per generazioni manageriali si frantumano, giorno dopo giorno, contro l’imprevedibilità di nuovi modelli socio-economici che influenzano e condizionano il modo di progettare e gestire le organizzazioni. Modelli economici e sociali che si modificano o si trasformano, senza soluzione di continuità, in qualche cosa di diverso che fa scoprire obsoleto ciò che appena prima si era compreso come il nuovo.

 

E la storia dell’uomo testimonia come la grande capacità che ha consentito al genere umano di adattarsi, sopravvivere e svilupparsi in contesti ambientali in cambiamento sia sempre stata quella dell’apprendimento. La formazione è l’attività umana che parla all’apprendere. Ne identifica le idee e l’oggetto della nuova conoscenza. Progetta, realizza e implementa i processi attraverso cui l’uomo sfrutta l’intelligentia e, come un attrezzista di bottega rinascimentale, crea e adatta le tecniche dotandosi degli strumenti cognitivi che assicurano ai sistemi organizzativi di svolgere un ruolo dominante nell’ambiente di riferimento. Il formatore esce dal blocco di pietra nel quale è una sola cosa con le prassi operative aziendali per liberarsi delle parti inutili e realizzare il nuovo mandato che è chiamato a svolgere ma anche per prendere la “forma” che gli appartiene per competenza, vocazione culturale, dovere sociale e organizzativo.

In questo contesto la formazione rappresenta un importante fattore di contribuzione alla creazione del valore economico d’impresa e costituisce un elemento cruciale nella definizione delle strategie e dei piani di conservazione – la retention – e come potenziamento delle competenze necessarie agli obiettivi di business. Componenti che, assieme a quelle della gestione d’impresa, incidono sulle capacità di generare ricchezza economica. E il concetto di retention va ripensato in ragione della consapevolezza che gli individui hanno di se stessi in termini di dignità della persona, di work/ life bilance, di progetto professionale e di vita e che le aziende hanno in termini di salvaguardia e valorizzazione continua dell’investimento in capitale umano.

Temi su cui l’autore (che conduce studi e ricerche sull’economia del lavoro e sull’efficienza delle organizzazioni e ha fondato “La Scuola di Sermoneta ai campi nuovi” per la formazione e consulenza manageriale allo sviluppo delle tecniche e abilità di direzione aziendale) coinvolge (in interviste con 19 quesiti sui concetti di talento e di competenza di valore) manager di primarie organizzazioni d’impresa italiane e multinazionali. Professionisti con un portato di storie, sensibilità ed esperienze lavorative particolarmente significative che arricchiscono il quadro di insieme e rappresentano un’ulteriore conferma di come sia necessario contestualizzare pensiero, azione e strategia alle storie e obiettivi di impresa. Fabio Traversa

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