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Daniela Salina - Slalom tra le parole

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Il creativo pubblicitario parte da un’idea che va razionalizzata secondo una linea strategica e veicolata con uno stile consono al prodotto e al target a cui si rivolge. Sia il linguaggio testuale sia quello verbale completano, spiegano o esaltano il significato dell’immagine. Le parole, come i suoi codici visivi, si avvalgono sempre della creatività. Un volume ad hoc, dunque, quello edito da Franco- Angeli, per tutti gli appassionati di scrittura creativa nonché per gli studenti dei corsi di copywriter e comunicazione creativa.

 

 

Zigzagare tra le parole, i pensieri e le immagini per imparare a scrivere, sorprendere, convincere. Il libro scritto da Daniela Salina (ha iniziato come copywriter all’agenzia interna della STAR e, dopo un’esperienza di marketing in Colgate Palmolive, è tornata alla vita d’agenzia, in multinazionali come TBWA, Publicis, Foot Cone & Belding, nel ruolo di capogruppo e poi di direttore creativo; ha insegnato all’Accademia di Comunicazione di Milano e alla Nuova Accademia di Belle Arti e tenuto seminari per il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e per il CIM dell’Università di Pavia) si avvia con una riflessione sulla nostra capacità di osservare ed entrare nei fatti.

Il testo si compone, poi, idealmente, di due parti: nella prima si è cercato di equilibrare il peso degli esercizi con quello della lettura, prova fondamentale per appassionarsi alla scrittura e indispensabile per andare oltre l’uso di parole ovvie e scontate. Gli esempi letterari, gli approfondimenti su ritmo e figure retoriche e le osservazioni sulla costruzioni di certi passi fanno familiarizzare con i diversi modi in cui si sviluppa il pensiero. Nella seconda parte, “professionale”, si è continuato il cammino delle parole e dei loro innumerevoli, talvolta strani, abbinamenti, cercando di tracciare la metodologia di lavoro del copywriter e illustrando lo scenario in cui opera.

La scrittura creativa è il mezzo con cui il copywriter esprime la sua capacità di leggere le tendenze, o meglio, di dare visibilità a ciò che sta maturando nei gusti e nelle aspettative del pubblico.

Esistono principalmente due ostacoli. Il primo, secondo l’autrice, è il programma scolastico visto che “le scuole riconosciute dallo Stato, razionalmente o regionalmente, svolgono un programma ministeriale pensato per una figura di creativo pubblicitario ‘mista’ che copre almeno tre figure professionali: grafico, art director e copywriter. Di conseguenza si può solo sperare che chi si accosta al mestiere del copy abbia già un buon livello di scrittura e un particolare talento.

Il secondo ostacolo è rappresentato dai ragazzi stessi, i quali si staccano molto lentamente dalle precedenti esperienze scolastiche, in cui hanno vissuto le materie di studio in ambiti separati e con diversi livelli di interesse”. Un buon esempio di linguaggio fresco e creativo, per la Salina, è il libro Jack Frusciante è uscito dal gruppo, in cui è protagonista Alex D., un ragazzo di 17 anni, bolognese e appartenente alla media borghesia. La sua storia si svolge agli inizi degli anni ‘90 ed è raccontata, in lunghi flashback, da una voce narrante che nell’introduzione si qualifica come conoscente e persona informata dei fatti. L’esempio più rappresentativo del gioco di imitare un’altra lingua è, invece, quello interpretato da Stefano Accorsi, giovane attore che è arrivato alla celebrità attraverso una battuta in inglese maccheronico: “Du gusti s megl che uan”.

Fabio Traversa

Commenti  

 
0 #1 Beau 2017-08-21 09:19
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