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Francesco Albergo - Strumenti di controllo e analisi del rischio

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Come il reporting limita tutti i rischi.

Ogni nuova iniziativa porta con sé un certo livello di rischio non assicurabile ed è in questo che si riconosce il valore che un’azienda può generare per l’azionista, scriveva Frank Knight nel 1921. Ingvar Kamprad, fondatore dell’Ikea, oggi uno degli uomini più ricchi al mondo, ha sostenuto che “solo chi dorme non corre rischi”.

Il rischio aziendale non va demonizzato ma riconosciuto, identificato e affrontato con consapevolezza imprenditoriale. Su questo si concentra il libro di Francesco Albergo che ricorda che il rischio, secondo studi economico-aziendali, è la condizione insita nella previsione di un evento o un accadimento futuro di cui aprioristicamente non si conoscono con precisione le modalità di verificazione e gli effetti derivanti dalla sua manifestazione. Le attività di riconoscimento e misurazione dei rischi aziendali costituiscono due fasi essenziali del percorso che conduce alla gestione degli stessi rischi. Le principali tipologie di rischio sono: rischio di mercato, di credito, liquidità e operativo.

Inevitabilmente l’instabilità dei mercati finanziari, la grande crisi economica mondiale, le alte perdite finanziarie e le nuove forme di rischio hanno imposto alle aziende nel settore dell’intermediazione finanziaria l’utilizzo di nuovi sistemi di controllo, capaci di adattarsi e assorbire in tempi brevi mutamenti repentini.

Albergo li passa in rassegna concentrandosi sull’approccio top-down e bottom-up nei sistemi di programmazione e controllo, sugli aspetti critici con particolare riferimento ai costi, sul controllo di gestione, con focus su quello basato sul budget. Per quest’ultimo si intende un documento contabile-amministrativo che individua un dato programma di gestione attraverso la determinazione dei risultati economico- finanziari che l’azienda intende raggiungere nell’esercizio successivo e che si sintetizza nella formulazione e nella redazione di un bilancio preventivo.

Il budget fornisce una visione analitica e aggiornata degli obiettivi formulati in sede di pianificazione. Il testo fornisce un approfondimento sulla composizione e formazione del budget, mostra l’obsolescenza delle tecniche di budget e gli approcci probabilistici, analizza il bracket budgeting (un particolare metodo di previsione che consente di esprimere in termini “probabilistici” le possibilità di successo degli obiettivi aziendali) e il budget tattico (che è rappresentato da una serie di semplici equazioni che illustrano in che modo i vari elementi interagiscono per produrre il risultato finale). Quindi un ricco capitolo sul controllo interno e direzionale, sul sistema normativo di riferimento, sul risk management (il complesso di metodologie e processi volti alla misurazione e al controllo integrato del rischio finalizzato all’efficiente gestione in chiave dinamica del capitale proprio a disposizione) e sul Var (value at risk: un metodo di misurazione finalizzato alla quantificazione delle diverse tipologie di rischio supportato dall’intermediario). Ma parlare di rischio con riferimento all’attività di intermediazione significa anche valutare la possibilità che l’intermediario subisca una perdita conseguente al verificarsi dell’evento negativo a cui quel rischio è connesso. Sicuramente, allora, un fondamentale aziendale è il problema della stima delle perdite attese e inattese.

C’è, poi, da considerare gli indicatori delle performance corrette per il rischio: RAP esprime un indicatore di redditività costruito a partire dalla misura di un risultato economico generato da una singola operazione, da un insieme coordinato di operazioni o da un’area di business e da una misura del capitale a rischio a essa associato; CAR (capitale a rischio di perdita); RORAC che sta per risk adjusted return on capital e rappresenta una misura di performance ottenuta dal rapporto tra il rendimento atteso da un’attività aggiustato per i rischi e il capitale impiegato per finanziare l’attività stessa.

Il reporting, invece, nel linguaggio aziendale indica, secondo Terzani, “il sistema dei rapporti di gestione”. Questa definizione include non solo la struttura dei prospetti che prendono questo nome ma anche la fase dinamica del processo di raccolta e comunicazione delle informazioni che vengono indirizzate ai soggetti interessati. Albergo inquadra gli elementi costitutivi di un reporting e le finalità, i sottinsiemi informativi, la costruzione di un report commerciale in un’azienda finanziaria, il risk report, la valutazione, il controllo e l’analisi di un investimento. Un manuale davvero utile per gli addetti ai lavori.

Fabio Traversa

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