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Daniel Rigney - Sempre più ricchi, sempre più poveri

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L’effetto San Matteo la spirale senza uscita.

“…a chi ha sarà dato e nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”. Questa frase del Vangelo è la perfetta sintesi della teoria del premio Nobel per l’economia Robert K. Merton, che da essa ha preso il nome di “Effetto San Matteo”: i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri, i vantaggi e gli svantaggi tendono ad accumularsi, accrescendo le disparità economiche, sociali e culturali. Un fenomeno codificato, che ci coinvolge tutti, e di cui spesso si parla sulla stampa e nel dibattito politico.

In questo libro, per la prima volta, Daniel Rigney, economista e professore di Sociologia nonché direttore dell’Honors Program alla St. Mary’s University a San Antonio (Texas), valuta la teoria di Merton estensivamente e, con un linguaggio chiaro anche per i non tecnici, ne illustra le implicazioni nella scienza e nella tecnologia, in economia, nella politica e nel sociale, in educazione e nella cultura, chiedendosi se le disparità sono veramente un fatto ineludibile o si può (si deve) cercare un approccio alternativo. La risposta svela sorprendenti nuove cause di ingiustizia e riesamina le nostre convinzioni profonde su di noi e il mondo che ci circonda.

Basti considerare l’esempio su due bassotti nani, Brownie e Cinnamon, che appartengono alla stessa cucciolata. Brownie, un maschio, è un po’ più grosso della gemella. Se tutte le mattine, quando si dà da mangiare ai cani, si mette più o meno la stessa quantità di cibo nelle ciotole, Brownie mangia in fretta e spazzola in un attimo la sua razione. A quel punto spinge da parte con il muso la sorella che mangia più lentamente e le sottrae tutta la pappa che può, ringhiando minacciosamente se cerca di fermarlo. In assenza di intervento esterno che cosa accadrebbe? Già più grosso e più forte, con il tempo Brownie diventerebbe ancora più grosso e più forte. Userebbe il vantaggio iniziale dovuto alla taglia e alla forza per consumare una quota di cibo sempre più sproporzionata. Nel frattempo Cinnamon morirebbe lentamente di fame.

Slogan e Dunham nel 2004 hanno esaminato queste tipologie di effetto san Matteo nella competizione biologica che avviene all’interno delle specie e hanno affermato che questi effetti derivano dalla “amplificazione delle differenze”, ossia “il processo attraverso il quale differenze di base tra due appartenenti allo stesso gruppo in competizione vengono amplificate dal risultato della competizione”. Questo processo induce un ciclo adattivo di successo per il vincitore e uno disadattivo di insuccesso per lo sconfitto, rinforzando le gerarchie basate sul dominio e sulla subordinazione che sussistono in tante specie. Piccole differenze genetiche sono amplificate attraverso la competizione intraspecifica, che conferisce uno status più elevato ai maschi dominanti e concede loro un accesso privilegiato alle risorse più apprezzate. I maschi dominanti hanno anche un accesso privilegiato alle femmine, che promuove la sopravvivenza differenziale de loro geni. Questo tipo di effetto san Matteo è solo una delle tante varietà di circuiti positivi di feedback che si incontrano in natura. Le esplosioni demografiche sono un’altra e si determinano quando i tassi di fertilità superano nel tempo quelli di mortalità, mettendo in moto un trend di accelerazione nella crescita della popolazione. Su questo e altri esempi si concentra l’interessante libro di Rigney secondo cui l’effetto san Matteo può portare la qualità del dibattito pubblico a un livello più alto tra studiosi di scienze sociali, politici e cittadini.

FABIO TRAVERSA

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