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Stefano Denicolai - Economia e management dell’innovazione

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Da uno studio del 2009 di Pricewaterhouse Coopers emerge che le aziende “non hanno scelta: nonostante l’esiguo margine d’errore, l’attenzione per il breve termine, che garantisce la sopravvivenza durante la crisi, deve essere attentamente bilanciata con una pianificazione orientata all’innovazione e allo sviluppo di nuovi mercati”.

Tuttavia chi è impegnato nel concretizzare questi obiettivi necessita di un budget adeguato e deve impegnarsi in termini di tempo, attenzione, sperimentazioni, processi di apprendimento, ricerca di alleanze, sviluppo di talenti, e così via. Il giusto livello di flessibilità strategico-organizzativa deve, poi, sposarsi con “best practices” ben precise e un presidio mirato, consapevole e strutturato dei processi di innovazione.

Il libro di Stefano Denicolai, docente di Management dell’Innovazione all’Università degli Studi di Pavia, analizza i modelli strategici per un’innovazione continua e focalizza due dimensioni: “generazione versus intermediazione della conoscenza” e “open-innovation versus ego-innovation”.

Tra gli esempi riportati il caso di Che banca! che ha saputo sfruttare la domanda di investimenti alternativi e nuovi players a cui affidarsi: oggi la sua raccolta ammonta a 7,9 miliardi (il 15% di quella complessiva del gruppo Mediobanca).

Fabio Traversa

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