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Marino Cavallo, Federico Spadoni - I social network

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Anobii, Badoo, Bebo, Facebook, Linkedin, My Space, Netlog, Orkut e Twitter: nove tra i più importanti social network diventano oggetto di un’analisi approfondita e ricca di dati nel libro di Marino Cavallo e Federico Spadoni (edizioni FrancoAngeli). Si parte dal concetto di rete sociale, definito su Wikipedia come “una struttura sociale fatta di nodi (che sono in generale individui o organizzazioni) legati gli uni agli altri da una o più specifiche tipologie di interdipendenze, come valori, visioni, idee, scambi finanziari, amicizie, affinità, avversioni, conflitti o accordi”.

Il risultato è un complesso intreccio di legami che tengono uniti, in modo più o meno saldo, i diversi soggetti e che, se rappresentato graficamente, assume la forma di una rete. In questa raffigurazione si individuano due elementi costitutivi del social network: i nodi e i legami che li collegano.

I primi, che rappresentano le unità di base, non sono altro che gli attori che recitano nella rete, e possono essere individui, gruppi o istituzioni. I fili che tengono uniti questi soggetti sono le relazioni che intercorrono tra essi. Da questa definizione il social network diventa un aspetto fondamentale della società e ne determina la struttura. Ma qual è il rapporto tra la realtà, dove le reti sociali sono sempre esistite, e il mondo di internet, che solo da pochi anni ha visto nascere strumenti appositi per la creazione di reti personali? Ci troviamo di fronte a una trasformazione del modo in cui la socialità trova espressione? E quali sono le conseguenze che questo cambiamento ha sulla cultura e sulla comunicazione? Aspetti della società come l’individualismo, l’aggregazione in gruppi, la circolazione delle informazioni e le questioni aperte riguardo politica, potere e controllo, portano ad assegnare ai social network una posizione di grande rilievo per quanto riguarda il rapporto tra internet, gli individui e i processi sociali. Ma quale sarà il futuro di questi innovativi strumenti? Come si evolveranno e in quale misura diventeranno parte della quotidianità degli esseri umani? Che relazione esiste tra i nuovi media e i processi di mutamento sociale in atto?

Il volume tenta di rispondere a questi interrogativi utilizzando gli strumenti dell’indagine sul campo. Si scopre così che sono tre le aree qualitative per l’home page di un social network: l’immediatezza con cui il sito allaccia un primo rapporto con il visitatore, il contenuto che viene comunicato e la possibilità di offrire anteprime a chi non è ancora iscritto.

Il primo aspetto viene facilitato dalla presenza di foto o immagini, da un layout semplice che rende gradevole una prima lettura e da un eventuale messaggio o logo efficace. Il secondo è valutato in base alla presenza o meno di descrizioni sul funzionamento del sito. Il terzo, invece, è concretizzato grazie alla presenza di motori di ricerca o alla possibilità di esplorare contenuti come, ad esempio, i profili personali. Anobii, ideale per chi cerca libri e recensioni, risponde pienamente ai tre canoni. Badoo segue la stessa linea anche se la descrizione delle funzioni è sostituita da frasi d’effetto che cambiano di volta in volta. Bebo e Netlog scelgono di non mostrare immagini degli utenti iscritti e informano sulle funzioni principali del sito. Facebook ha una pagina di presentazione semplice e di immediata comprensione e comunica all’utente che il social network funziona come strumento di comunicazione aggiuntiva per estendere e approfondire conoscenze ed esperienze già nate offline (Badoo, invece, vuole mettere in contatto persone diverse, che non necessariamente si conoscono, ma sono accomunate dal desiderio di divertirsi, organizzare feste, incontrarsi e suscitare l’approvazione dell’altro sesso).

Anche Orkut, largamente diffuso in India e in Brasile, punta sulla semplicità (“comunica”, “conosci”, “condividi” gli elementi presenti sullo schermo) e in più sul contenuto. Twitter ha un effetto comunicativo vincente grazie alla semplicità della sua home page. Rispecchia questo modello pure Linkedin ma cambiano completamente le frasi di descrizione inserite (l’obiettivo è far aumentare ali utenti le opportunità lavorative). Straripa, infine, di informazioni, immagini e link My Space, che si rivolge a un pubblico interessato a creare una pagina personale inserita a una rete di contatti ma che vuole anche inserire contenuti propri ed essere aggiornato sulle novità musicali e cinematografiche: un sito ex numero 1 al mondo e sempre più in declino perché incapace (per ora) di rinnovarsi.

Commenti  

 
0 #1 Pearl 2014-06-19 08:24
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