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Pino Aprile - Terroni

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Pino Aprile - TerroniMeridionali non si è nati. E poveri si è diventati per mano dei Fratelli d’Italia colonizzatori e saccheggiatori. In una parola, dai quei giorni dell’unificazione del Paese di 150 anni fa i cittadini del Sud sono diventati i “Terroni”. Questo il titolo dell’ultima opera di Pino Aprile, giornalista e scrittore di Gioia del Colle, oggi residente ai Castelli Romani e spesso a Milano per lavoro.

Mezza vita trascorsa fuori, dopo le esperienze pugliesi. Anni in cui ha scoperto – lui, che pensava di essere semplicemente italiano, “anche più fortunato di altri perché vivevo sul mare” – di essere solo un “meridionale”, nell’accezione dispregiativa del termine. Che sulla linea ideale di separazione fra il Nord e il Sud del Paese è stato in realtà eretto un muro di pregiudizi basati su verità volutamente affossate. “Io non sapevo che i piemontesi fecero al Sud quello che i nazisti fecero a Marzabotto... – esordisce Aprile nel libro – e cancellarono per sempre molti paesi, in operazioni antiterrorismo come i marines in Iraq... e che si concessero libertà di stupro sulle donne meridionali, come nei Balcani durante il conflitto etnico”. C’è un lungo elenco di “non sapevo”.

Dai metodi così poco romantici degli invasori (“Io avevo sempre creduto ai libri di storia, alla leggenda di Garibaldi”), alla scoperta che, in fondo, quel Regno delle Due Sicilie di briganti e poveracci, non era quella terra così distrutta che oggi si crede. Che aveva più chilometri di ferrovie di quanti ne abbia oggi. E che era il terzo posto più industrializzato del pianeta dopo Inghilterra e Francia. Una storia da riscrivere e da aggiornare con i saccheggi trasformati negli anni, fino ai giorni nostri, nella sottrazione di risorse destinate al Sud per continuare ad arricchire il Nord.

È questa la tesi di “Terroni”: nel 1861 i settentrionali ci hanno fatto diventare meridionali di un’Italia unificata solo per garantire la loro sopravvivenza. Un Sud avvilito dalla spoliazione economica, dal trasferimento delle fabbriche al Nord e dalla conseguente emigrazione di massa. E continuano a farlo ancora oggi per mano delle politiche federaliste (o secessioniste?) della lega Nord. Tra il silenzio di tutti. “Terroni” è una storia riscritta da leggere e analizzare. “Perché, prima di voltare pagina, bisogna prima averla letta”. Ma non per continuare a piangersi addosso: per prendere coscienza che quell’appellativo, “meridionale”, può e deve avere tutta un’altra accezione. Un’iniezione d’orgoglio per ripartire. E che fa dire a Pino Aprile: “Credo che non ci sia terra, oggi, in Europa, che abbia maggiore futuro e miglior fortuna da dispiegare, del nostro Sud”.

L'intervista all'autore su "La Gazzetta dell'Economia" num. 18 dell'08 maggio 2010, pag. 29

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