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Casa Laterza – I talenti per l’impresa

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Raccontare un territorio che si evolve e si trasforma e una dimensione di micro impresa che si esprime attraverso la creatività delle risorse umane è l’esperienza che ha guidato Carlo D’Amicis, uno degli autori de “I Talenti d’impresa”, pubblicato dalle edizioni Laterza.

Il suo racconto, liberamente ispirato alle vicende della Fluidotecnica Sanseverino, è certamente esemplare. Specializzata nel settore della filtrazione e separazione dei fluidi, l’azienda ha brevettato l’innovativo macchinario Oilsep Cc Ecology, la cui particolarità consiste nel fatto che riesce a compiere una separazione netta tra l’acqua e tutti i fluidi inquinanti che galleggiano recuperando l’acqua. Questo consente all’industria un notevole risparmio nel processo di produzione per cui ha trovato immediato riscontro in Oman, nel settore delle industrie petrolifere e sono in corso contatti anche con la Nigeria. Tale brevetto, inoltre, offre grandi potenzialità di applicazione nell’ambito delle bonifiche ambientali.

Perché ha deciso di narrare uno dei racconti di questo libro?

“Mi sono limitato a raccogliere l’idea del Club delle imprese per la cultura di Confindustria Bari e Bat perché sicuramente ha intercettato un mio campo d’interesse che è quello di provare a raccontare questo Paese in continua trasformazione. Mentre il mondo delle grandi imprese in un modo o nell’altro per tante situazioni che si creano è al centro dell’attenzione, mi sembra che soprattutto la dimensione del lavoro delle piccole e medie imprese, legate anche alla creatività e all’invenzione di chi le mette in piedi, quella posta meno sotto i riflettori. Credo che il mondo del lavoro sia uno degli strumenti per poterlo fare e ci sia una fetta d’Italia abbastanza rilevante e poco raccontato. Mi è stata data la possibilità di avvicinarmi a uno degli esempi di questo mondo”.

L’esperienza che ha fatto è stata interessante?

“La vicenda in cui mi sono imbattuto è sintomatica perché l’imprenditore Michele Sanseverino è il testimone ideale. Ha vissuto nella sua vita professionale momenti di forte crisi, ma si definisce un sognatore e ha sempre lavorato in modo che i suoi collaboratori fossero parte del progetto. Per me è la dimostrazione pratica della mia teoria”.

Che cosa ha provato scrivendo questa storia?

“Dall’esperienza che ho fatto con l’impresa Sanseverino e dalla lettura degli altri racconti è emersa l’importanza del fattore umano anche all’interno di contesti imprenditoriali in cui, purtroppo, nel corso degli anni ci si è abituati a pensare come fosse inesistente o secondario. Questo ci porta a considerare in primo luogo a tenere sempre molto connessi il mondo della produttività con quello dei progetti e delle idee. Non c’è produttività senza progettualità. L’elemento inventivo è fondamentale in quasi tutti i lavori. È chiaro poi che per forza di cose si entri in catena di montaggio, esista la dimensione della fabbrica che comporta anche l’alienazione. In questa direzione l’Italia in questi anni è andata un po’ troppo avanti con scelte molto sbagliate. Nei contesti della piccola e media imprenditoria, invece, c’è l’attitudine del lavoro e dell’invenzione”.

Pierluigi De Santis

 

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