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Francesco Delzio - La scossa

La copertina del libro

Le sei proposte di Francesco Delzìo per la rinascita del sud.

L’Italia del Duemila ha dimenticato il Mezzogiorno. Proprio negli anni in cui, dati alla mano, risulta l’area italiana più incisiva per la vittoria nelle elezioni, il Mezzogiorno è stato cancellato dall’agenda politica, marginalizzato dalle strategie e dagli investimenti dei governi nazionali e dimenticato nel dibattito pubblico dalle elite culturali.

Tutto questo ha generato due partiti. Quello della rassegnazione etnica, di chi pensa che è inutile tanto il Sud non ce la farà mai a risorgere perché troppo invischiato da criminalità, illegalità, corruzione, lassismo, e quindi i soldi investiti verranno sicuramente sprecati. E il partito della speranza dal basso, di chi non si rassegna e spera in un terapia shock che liberi energie, creatività e capacità di intrapresa dei meridionali. Francesco Delzìo appartiene a questo secondo partito. Nel suo libro “La scossa. Sei proposte shock per la rinascita del Sud”, accanto a dati statistici che evidenziano l’oggettivo fallimento delle politiche di sviluppo adottate dalle Regioni meridionali e della loro gestione delle risorse pubbliche, propone sei soluzioni per dare una scossa e riportarle sulla scena economica europea.

Tra le soluzioni suggerite, quella di mettere fine all’era degli incentivi, che non hanno generato nessun tipo di crescita, e trasformare il Sud in una No Tax Area. Del resto in Europa una delle regioni depresse che è cresciuta di più è l’Irlanda, dove i soldi europei sono stati utilizzati come incentivi fiscali e non sono stati distribuiti a pioggia o su progetti che si sarebbero fatti lo stesso, come ha dichiarato l’80% degli imprenditori meridionali che hanno usufruito di agevolazioni. Una legge obiettivo che preveda la valutazione dei progetti di investimento da parte di un organo ministeriale, bypassando tutta la giungla burocratica locale, potrebbe rilanciare il turismo. E mettere fine al paradosso per cui le spese turistiche sostenute dalle Regioni meridionali sono le più alte in Italia, eppure nel 2007 hanno registrato meno della metà degli arrivi rispetto alla Francia meridionale e solo un decimo di quelli della Spagna mediterranea.

L’idea di recuperare un modello centralizzato per la gestione dei fondi e la programmazione degli interventi, sul tipo Cassa del Mezzogiorno, piace a Delzìo, che sposa una ipotesi già prefigurata dal Ministero dello Sviluppo Economico: una Cabina di regia composta da presidente del Consiglio, ministro dell’Economia e ministro dello Sviluppo Economico, capace di superare le intermediazioni clientelari e di stimolare i motori della innovazione e dell’efficienza presenti nelle nostre regioni.

“Agire per il Sud” è l’appello finale che l’autore lancia ai giovani meridionali emigrati che non devono dimenticare la loro terra di origine. Così da affiancare quei giovani imprenditori coraggiosi, preparati e combattivi che sono rimasti.

 

 

 

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