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L’Agenda digitale è la volta buona?

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La strategia si muove lungo sei assi per allineare il Paese a standard di sufficienza. Si va verso la banda ultralarga.

E-government, E-commerce e Smart communities, alfabetizzazione informatica, ricerca e investimenti, infrastrutture e sicurezza. Sono questi i sei assi su cui si articola l’Agenda digitale italiana, la cui cabina di regia, insediatasi il 9 febbraio, ha il compito di accelerare il percorso di attuazione dell’agenda in raccordo con le strategie europee, predisponendo una serie di interventi normativi da attuare tra marzo e giugno prossimi.

 

I sei gruppi di lavoro, suddivisi in base ai principali obiettivi della strategia, agiscono in raccordo diretto con i Ministeri dell’Economia, dello Sviluppo Economico, della Funzione Pubblica, dell’Istruzione e della Coesione Territoriale. Ognuno di essi è coordinato dai referenti del Ministero maggiormente coinvolto, per quel determinato tema, ma vede la collaborazione di tutti gli altri dicasteri che partecipano alla cabina di regia. Inoltre, possono partecipare anche esponenti di altri Ministeri. In aggiunta, sono organizzati gruppi di lavoro tematici che coinvolgono, di volta in volta, i principali attori del settore. Sia pubblici che privati. Ciascun gruppo di lavoro deve, preliminarmente, censire le iniziative in corso.

Quindi recepire l’agenda europea, individuare le migliori pratiche, ricostruire una visione strategica, definire il quadro finanziario di riferimento, predisporre le azioni normative e progettuali e valutare le relative ricadute.

Tra gli obiettivi prioritari semplificazioni per la realizzazione di infrastrutture a banda larga e, coperture permettendo, sgravi fiscali per le imprese che sviluppano il business attraverso il commercio elettronico. Si spera, in questo modo, di ridurre il divario digitale italiano, che riguarda il 5,6% della popolazione e mettere le basi dello sviluppo della banda ultralarga. Ad attendere con ansia i primi risultati della cabina di regia sono soprattutto le imprese di telecomunicazione e informatica, che aspettano da anni una vera strategia per l’innovazione digitale.

Fabio Traversa

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