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Google News, l’altolà degli Editori

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L’accusa: abuso di posizione dominante.

Un’apertura sì, ma nessun cedimento sul fronte dell’attacco al web gratuito a più riprese lanciato dal mondo dell’editoria. Questa la risposta di Google all’indagine dell’Antitrust, partita lo scorso agosto su segnalazione della Fieg (Federazione italiana editori giornali) con l’ipotesi di abuso di posizione dominante.

Gli editori lamentavano l’assenza di informazione sulle modalità con cui vengono selezionate e indicizzate le notizie su Google News e denunciavano la possibilità di favorire un soggetto a scapito di un altro senza prevedere una remunerazione diretta. In più sostenevano che chi non voleva apparire sul servizio veniva automaticamente escluso anche dal motore di ricerca generale.

google news

Ora, dopo l’intervento dell’Authority, Google garantirà per tre anni l’esistenza di un programma che consenta agli editori di escludere i propri contenuti dal motore News e non da quello generale. Una possibilità che – precisa l’azienda – era già presente in passato, ma che dallo scorso dicembre può essere autonomamente gestita dagli editori di tutto il mondo senza la necessità di inviare una richiesta al colosso web.

Sempre per tre anni Google si impegna a comunicare ai proprietari di siti, che vendono spazi pubblicitari utilizzando l’azienda web come intermediario, la percentuale di introiti a loro spettante. Uno dei punti contestati dagli editori era proprio l’assenza di trasparenza sul guadagno percepito dall’azienda di Mountain View.

Gli impegni saranno sottoposti alle osservazioni delle parti e poi al vaglio dell’Autorità, che dovrà verificare se i comportamenti di Google siano idonei ad incidere indebitamente sulla concorrenza nel mercato, con l’ulteriore effetto di consolidare la sua posizione nell’intermediazione pubblicitaria online. Il termine per le osservazioni è stato fissato per il 30 settembre, quello dell’istruttoria per il 15 ottobre di quest’anno.

In caso di condanna la legge prevede una sanzione che può arrivare fino al 10% del fatturato.

Fabio Traversa

Ulteriori approfondimenti su "La Gazzetta dell'Economia" num. 21 del 29 maggio 2010, pag. 9

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