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La “banda larga” al Sud si restringe

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Navigare su internet ad alta velocità. L’Italia è in forte ritardo e un terzo degli italiani dichiara di non essere interessato a internet perché non lo ritiene interessante.

Navigare su internet ad alta velocità, scambiando dati e file di grandi dimensioni e usufruendo di servizi innovativi. Si parla molto della necessità della banda larga negli ultimi tempi e, per capire di cosa si tratta, si può pensare ad un’autostrada, in questo caso telematica. La diffusione di questo strumento è considerata un fattore di crescita economica e occupazionale di un Paese.

Una velocità minima di connessione è un requisito tecnico irrinunciabile per la diffusione di alcuni servizi quali telelavoro, telemedicina, IPTV, teleconferenza, videochiamata, l’avvio di un’attività a distanza. La disponibilità di una connessione a banda larga è praticamente indispensabile in qualunque sede di lavoro che richieda un’interazione via internet con l’esterno. Le Intranet aziendali normalmente già dispongono di collegamenti ad alta velocità, comunque ottenibili con investimenti propri dell’azienda.

La disponibilità di una connessione internet veloce dipende, invece, da decisioni di investimento di terzi, del proprio provider. In presenza di una connessione lenta diventano problematiche operazioni quotidiane come l’invio di un file di alcuni megabyte o l’apertura di una pagina internet che non contiene solo testo. Le aziende non servite dalla banda larga subiscono una perdita di produttività, legata al tempo richiesto per svolgere attività che impegnano molto meno i concorrenti serviti da una connessione veloce.

In Puglia e Basilicata qual è la situazione? Nichi Vendola, riconfermato presidente della Giunta pugliese, ha ricordato recentemente che “il 97% della popolazione è raggiunto dalla banda larga, nei prossimi 5 anni prevista anche per la pubblica amministrazione, integrando tutti i servizi: sportelli unici per le imprese, per la edilizia, la sanità, l’anagrafe, i tributi. Il tutto con tecnologie open source in 258 comuni. Si creeranno migliaia di posti di lavoro per tecnici, fornitori, manutentori. Nel 2011, poi, arriverà il digitale terrestre: nuovi contenuti e servizi innovativi via cellulare che grazie al Wi-Max (accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili) significano più democrazia nell’accesso alle informazioni e ricchezza economica da ridistribuire”.

La sua vice, Loredana Capone, ha sottolineato che “il 94% del territorio è coperto da infrastruttura di banda larga. La Regione ha raggiunto questo traguardo investendo risorse fino ad oggi per un valore complessivo di circa 93 milioni di euro. Per la prossima programmazione le risorse assegnate ammontano a 45,3 milioni di euro e serviranno per il collegamento in fibra ottica dei Comuni con più di 50mila abitanti attualmente non serviti, il potenziamento della banda larga nei distretti industriali e nelle aree interne di interesse turistico e rurale”.

In Basilicata, invece, 28,5 milioni di euro per 68 comuni lucani con un totale di popolazione di 116 mila abitanti rappresentano le macro cifre delle Linee Strategiche per l’accesso alle infrastrutture di telecomunicazioni ad alta velocità e ai servizi a banda larga, approvate l’anno scorso dalla precedente Giunta regionale, su proposta dell’ultimo presidente Vito De Filippo (anch’egli riconfermato).

Il Piano è stato predisposto dall’Ufficio Società dell’Informazione della Regione Basilicata in sintonia con le indicazioni formulate, in ambito europeo, attraverso la strategia di Lisbona e in ambito nazionale dal Piano per l’Innovazione, la Crescita e l’Occupazione. Con tale provvedimento si intende dare attuazione all’asse II del nuovo ciclo di programmazione regionale (Por 2007-2013) che prevede appunto il potenziamento delle reti telematiche regionali e il rafforzamento dei processi di innovazione della Pubblica Amministrazione. Sono previsti interventi strutturali per la diffusione, anche nelle zone rurali, di connettività internet ad alta velocità attraverso l’impianto di reti in fibra ottica o con ponti radio. Tali strutture saranno anche propedeutiche alla diffusione dei nuovi servizi interattivi che potranno essere veicolati attraverso la piattaforma tv digitale terreste.

Ma sono tutte rose e fiori? Sul web spuntano testimonianze incredibili. A Lavello (Potenza) il socio in una tipografia con otto addetti denuncia: “Lavoriamo con il cappotto perché manca la rete del metano. Per il telefono siamo costretti ad arrangiarci con i cellulari, usiamo la chiavetta per internet, ma la linea è quella che è”.

E la precedente Giunta, rispondendo ad un’interrogazione di un esponente dell’opposizione, ha rivelato che nel potentino vi è per tutte le aree industriali la copertura della banda larga o una copertura parziale mentre nella provincia di Matera, ad esclusione delle zone di Jesce e La Martella, non vi è copertura, e anche l’area della Val Basento, dove sono insediate ben 73 aziende, rimane esclusa.

In Puglia Bari è stata la prima città in Italia a sperimentare il Wi-max che è attivo da più di un anno anche se non mancano le segnalazioni degli utenti sui disservizi. E in molti comuni dell’entroterra la velocità di connessione è pari a quella di una vecchia linea analogica 56KB.

Fabio Traversa

Ulteriori approfondimenti su "La Gazzetta dell'Economia" num. 13 del 04 aprile 2010, pagg. 18-19

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