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Mercato new media questione culturale

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Il 2010 l’anno della ripresa con l’avvento dei tablet.

Il 2010 sarà ricordato come l’anno della ripresa e delle novità per il mercato dei new media.

Della ripresa perché, dopo un 2009 da dimenticare in cui, a causa della crisi economica mondiale, aveva perso circa il 10% del giro d’affari, lo scorso anno ha fatto registrare una crescita positiva superiore al 3%, anche se i numeri rimangono lontani da quelli del 2008. Delle novità perché mai in passato si erano concentrate in un solo anno così tante innovazioni: il lancio dell’iPad e degli altri tablet, che “inventa” una nuova famiglia di terminali pensati appositamente per la fruizione di contenuti multimediali da internet; la proliferazione delle mobile application per smartphone (si parla di oltre 700 mila applicazioni); l’introduzione anche nel mondo dei pc del rivoluzionario concetto di application store; la diffusione delle Connected Tv che consentono, in modo nativo e con specifici widget, di accedere ai contenuti della Rete.

In questo contesto si inseriscono i risultati dell’Osservatorio su New Media & Tv, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con il Cefriel.

“Siamo convinti che non sia sufficiente cercare di interpretare in modo ‘corretto’ le molteplici potenzialità offerte da tutte queste novità, ma che occorra qualcosa di più. Di più complesso e di più profondo, che va al di là delle ‘mode’ e delle innovazioni del momento – afferma Andrea Rangone, Coordinatore degli Osservatori ICT & Management della School of Management del Politecnico di Milano – Innanzitutto, occorre saper scoprire la propria vera identità digitale, comprendere il proprio DNA in termini di risorse e competenze core (testate, posizionamento, capacità di produzione di contenuti, base utenti e così via) e, coerentemente, inventare una propria strategia digitale, capace di identificare nuove proposizioni di valore e nuove fonti di ricavi.

In secondo luogo, occorre creare un’organizzazione flessibile, capace, in questo scenario digitale così imprevedibile, di sperimentare velocemente e di apprendere criticamente dalle esperienze e anche dai fallimenti per mettere a punto continuamente nuove azioni”. In sintesi, la vera risposta alle sfide del nuovo mondo digitale si trova in un profondo cambiamento culturale che l’Osservatorio New Media & Tv ha battezzato “da Media Company a Media Entrepreneur”.

Fabio Traversa

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