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Con Zemanlandia il “low cost” torna nel calcio

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Spazio ai giovani. Le grandi squadre pronte a prestare i più promettenti da affidare alle mani del boemo.

E' la giostra dei desideri, il luna park delle passioni. A Foggia riapre Zemanlandia e la città come d’incanto riemerge dall’anonimato e tutti i media nazionali ne parlano. Come effetto mediatico niente male. E così che una città che vive a “pane e pallone” si rigenera. Uno slogan coniato ai tempi di Oronzo Pugliese, il mago di Turi, e della prima storica promozione in serie A nel 1964. A quei tempi il calcio non produceva effetti mediatici e non distribuiva stock options, tantomeno agli artisti della pedata e nemmen

Ma Foggia conobbe il suo primo miracolo economico, arrivarono le aziende delle Partecipazioni statali, la città cominciò da allora ad affrancarsi dall’immagine di paesone del Sud. Oggi il ritorno di Zemanlandia crea i presupposti di un altro miracolo economico? Difficile poterlo prevedere, ma l’entusiasmo tra la gente un primo un effetto lo ha già prodotto.

In una città malata di calcio, il buonumore è diventato contagioso. Nei bar, nei ritrovi abituali non si parla d’altro e anche chi non può permetterselo cerca di mettere i soldi da parte per acquistare l’abbonamento al prossimo campionato.

Il ritorno di Zeman e Casillo dopo sedici anni ha scatenato una reazione a catena i cui primi riverberi sono adesso attesi sugli incassi al botteghino che si prevedono già copiosi, “non meno di 5mila spettatori a partita” pronostica il patron di San Giuseppe Vesuviano. Il Foggia era stato costretto a lasciarlo dall’oggi al domani in un gelido (per lui e per tanti tifosi foggiani) lunedì di aprile del 1994 quando alla porta della sua abitazione bussarono i finanzieri del Gico.

Pasquale Casillo ha impiegato tredici anni per scrollarsi di dosso l’accusa di “associazione a delinquere di stampo mafioso”, assolto dal Tribunale di Napoli con formula piena al termine di un calvario giudiziario che avrebbe ammazzato una mandria di tori. La tempra del combattente però non gli è mai mancata: ora proverà ad applicarla al calcio, il suo chiodo fisso.

Il Foggia lo aveva lasciato nella scala del calcio, ambizioso e vincente, a un passo dalla qualificazione in Uefa. Lo ritrova in Prima divisione, aggrappato per l’ottavo campionato consecutivo a quella che era una volta definita la terza serie del calcio professionistico. Da quando Zemanlandia ha chiuso i battenti (maggio 1994) la tifoseria ha conosciuto soprattutto retrocessioni fino alla serie C2 (dove i rossoneri sono sprofondati per quattro anni), una sola promozione all’attivo, in C1 nel 2003, con una società guidata da una cordata di imprenditori locali e in panchina l’allenatore siciliano Pasquale Marino l’unico che ha provato ad avvicinarsi al Mito. Ma il boemo ha un posto speciale nel cuore dei tifosi rossoneri, all’uomo venuto da Praga sono legate le immagini più belle e scoppiettanti del calcio foggiano al punto da far impallidire anche il mitico mago di Turi.

È bastato che il boemo accettasse la proposta di Casillo perché i foggiani tornassero a infiammarsi come dopo un gol del tridente Baiano-Signori-Rambaudi. Una bella scrollata di ottimismo, dopo tanti annunci negativi. La crisi economica a Foggia ha mandato all’aria molte certezze e il sindaco è corso ai ripari per salvare i servizi minimi essenziali. Persino la raccolta dei rifiuti per le strade viene assicurata con molta fatica, l’azienda Amica è gravata da un deficit di 16 milioni di euro. Così il sindaco, Gianni Mongelli, quando a metà giugno incontrò Casillo a Palazzo di città, era soprattutto allarmato dal timore che anche il pallone potesse subire un pesante ridimensionamento.

Persino la Prima divisione era diventata un lusso per i foggiani. Gli otto soci del Foggia, stremati da 5 campionati di gestioni dispendiose e con pochi risultati, avevano manifestato il proprio disimpegno. Casillo si è dunque inserito in questo scenario di macerie fumanti, ha messo sul piatto la sua proposta di acquisto a costo zero, ma con Zeman e Pavone, l’ideologo di Zemanlandia: prendere o lasciare. La città si è aperta al suo passaggio: i soci, messi alle strette, hanno accettato di pagare tutti i debiti pregressi (1,8 milioni), mentre l’associazione degli industriali ha reso possibile l’iscrizione al campionato garantendo in banca la fideiussione di 400mila euro.

Così oggi il Foggia promette di spiccare il volo, con i personaggi di allora e la formula “low cost” che ventiquattro anni fa, agli albori del calcio champagne zemaniano, ha dato grandi risultati: in campo molti giovani di belle speranze e di poche pretese, sperando che “mastro” Zeman li sappia modellare a dovere. Persino i grandi club si sono lasciati sedurre dall’operazione-nostalgia: sia il Milan che l’Inter hanno prestato al Foggia due promettenti giocatori delle formazioni Primavera. È come se li avessero iscritti alla scuola calcio, l’esperienza con il boemo, maestro di tattica e disciplina, non sarà di sicuro sprecata.

Massimo Levantaci

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