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Il vino rosso decolla

Il vino rosso della Puglia decolla

Negroamaro e Primitivo guidano l’avanzata dei rossi pugliesi nella Grande Distribuzione Organizzata. Dopo anni di azioni di marketing i prodotti pugliesi cominciano a fare breccia e a erodere quote di mercato. Merito della qualità, ma anche della capacità di negoziazione. Il settore è in movimento e la competizione è molto forte e deve tenere conto anche di cambiamenti delle normativi e nuovi comportamenti di consumo.

Marketing, e non più solo vino buono. Cambia l’abc nella scelta di acquisto del vino, restano identiche le linee guida del marketing. E i cosiddetti prodotti civetta, venduti ad un prezzo molto basso per attirare la clientela e proporre altro a prezzo intero o maggiorato, restano ancora protagonisti.
Il vino, appunto, non fa eccezione e nella grande distribuzione organizzata (gdo) due vitigni simbolo dei grandi rossi di Puglia stanno facendo da apripista al buon bere del Tacco d’Italia: Primitivo e Negroamaro. Sono loro, seguiti dal Sangiovese che è uno dei vitigni più diffusi in Italia dove ricopre addirittura l’11% della superficie vitata, a piazzarsi ai primi posti nelle classifiche dei vini in maggiore crescita nelle vendite del Belpaese. Attenzione, però, perché ci riferiamo ai volumi di incremento, e non ai valori in assoluto dove le roccaforti dei vini blasonati del Centro Nord sono ancora ben lungi dall’essere scalfite.

È scattato il conto alla rovescia per il Vinitaly che, dall’8 al 12 aprile, porterà il mondo del vino a Verona nella più importante kermesse  internazionale di settore. E, allora, i nostri produttori su cosa dovrebbero puntare per attirare i compratori? Una risposta da prendere in considerazione, non legata all’intuito o peggio al sentito dire, può venire dall’analisi dei dati della ricerca che Veronafiere ha commissionato all’istituto IRI-Infoscan sull’andamento del mercato nel 2009 e che verrà presentata a Vinitaly.

In anteprima “La Gazzetta dell’Economia” li presenta per poterli utilizzare in vista del rush finale delle circa 180 aziende che, fra Puglia e Basilicata, si stanno preparando per la grande sfida veronese.
Ed ecco che si delinea il ruolo di rilievo che stanno conquistando i nostri vini. Primitivo, Negroamaro e Sangiovese sono nell’ordine i vini più venduti, in volume, nella gdo in Puglia.

Ma se allarghiamo lo sguardo all’Italia intera scopriamo come il Salento stia spopolando: il Negroamaro è il vino che ha fatto registrare il maggior tasso di crescita in Italia, piazzandosi al primo posto nella classifica dei vini emergenti. Le cifre? Da capogiro visto che nel 2009 il balzo in avanti del Negroamaro rispetto al 2008, anno non facile in cui già era cominciata la flessione economica internazionale, ha saputo raggiungere un segno positivo addirittura del 34,7%.

Dai primi dati della classifica IRI-Infoscan è proprio questo vino salentino ad essere la super star assoluta fra i vini emergenti, cioè quelli che in un anno molto difficile come il 2009, comunque, hanno fatto registrare il maggior tasso di crescita. Al primo posto ecco il Negroamaro (unico pugliese) e poi il Syrah (+ 26,5% - coltivato in Toscana, Lazio e Sicilia), Bianco di Custoza (+ 23,2% - Veneto), Morellino di Scansano (+ 23,1% - Toscana), Soave e Prosecco (+17,4% - Veneto), Vermentino (+ 13,6% - Sardegna), Gutturnio (+ 13,3% - Emilia  Romagna), Castelli Romani (+ 12,7% - Lazio), Bonarda (+ 12,1% - Emilia Romagna). In definitiva, considerando la crescita solo in volume ecco che il Negroamaro con una progressione del 34,7% ha triplicato il suo balzo in avanti rispetto al + 12,1% dell’ultimo in classifica. Da precisare che la ricerca fa riferimento solo i vini venduti in bottiglia da 0,75  e che abbiano raggiunto la soglia minima della vendita di 3 milioni di euro nella gdo.

I risultati di questo sforzo che la Puglia ha compiuto nell’ultimo decennio cominciano ad essere lusinghieri. C’è poco, però, da dormire sugli allori e ancora una volta a dirci il perché sono le cifre. In assoluto i vini più venduti nella gdo in Italia, secondo la classifica di IRI-Infoscan, con riferimento al volume sono ben altri. Dall’incrocio dei dati relativi a tipologia di vino e territorio per i vini a denominazione d’origine in bottiglia da 0,75 l. (Doc, Docg, Igt), nell’ordine troviamo i cosiddetti “soli noti”: Lambrusco (Doc prodotta fra Modena, Reggio Emilia e Mantova), Chianti (Toscana),  Montepulciano d’Abruzzo, Barbera (Piemonte), Nero d’Avola (Sicilia), Sangiovese, Bonarda, Trebbiano (dal Nord in giù presente in molte Doc), Chardonnay, Merlot e Cabernet (vitigni internazionali), Vermentino, Muller Thurgau (Tirolo), Prosecco e Dolcetto (Piemonte). Se facciamo un passo indietro al quesito iniziale, ovvero quale vino di Puglia proporre al Vinitaly, probabilmente la risposta giusta è  soltanto in parte la più ovvia.

Oltre al Primitivo e al Negromaro, per attirare i buyers, possiamo e dobbiamo sempre più proporre il territorio e fra i circa 60 vitigni autoctoni che  possediamo c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Antonella Millarte

Ulteriori approfondimenti su "La Gazzetta dell'Economia" num. 11 del 20 marzo 2010, pagg. 16-17

Commenti  

 
0 #1 Ada 2015-12-26 14:30
Scanning through the menu instantly made me smile, as this
place had some of thee exact dishes that I grew up with.
And this made restaurants of different parts of the world to serve Italian food recipes every day.
Italian cuisine is norrmally known for its subtlety, exotic nature and aromatic quality.


My web page :: prodotti tipici italiani [Michel: http://www.foodonclic.it/prodotti-tipici-pugliesi-produttori/confetti-tenerelli-andria-mucci-alberto.html?dir=asc&order=vini_tipologia]
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