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C’è meno ottimismo il 2010 finisce in calo

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L’indagine – I dati mondiali del rilevamento trimestrale Nielsen.

La speranza di una piena ripresa economica nel 2010 è ormai tramontata e aumentano i consumatori con problemi di liquidità. Questi i risultati diffusi dalla Nielsen Italia, sulla fiducia del consumatore in un momento storico abbracciato dalla crisi. Dai dati si rileva che a settembre 2010 la fiducia dei consumatori a livello globale è scesa di tre punti, con l’indice che ha toccato quota 90. Questo valore è indicazione chiara di come i consumatori di tutto il mondo siano pessimisti in merito alle prospettive di occupazione, alla situazione finanziaria personale, alle possibilità che avranno di acquistare ciò che desiderano e di cui hanno bisogno nel corso del prossimo anno.

Inizialmente invece, nel primo semestre di quest’anno, il livello di fiducia globale era leggermente superiore ma ha cominciato a calare a partire dal terzo trimestre in 20 dei 53 mercati globali. Ciò che ha influito, secondo l’indagine stilata dalla Nielsen, sono le cifre invariate sull’occupazione negli Stati Uniti e il numero crescente di disoccupati in alcuni mercati europei. Infatti, il 64% degli americani e il 70% degli europei descrive le proprie prospettive di lavoro nei prossimi 12 mesi come discrete o non buone.

L’economia, dunque, sta spingendo i consumatori a fare compromessi e di conseguenza a comprare meno. Si spende meno per tutto e si fanno rinunce tranne che sul cibo: i reparti “no food” sono stati sono i primi a registrare il crollo delle unità di vendita, che nel corso dell’ultimo anno sono invece aumentate in tutti i reparti di alimentari. In questo modo i consumatori continuano a cercare valore nell’acquisto, ma l’innovazione resta il fattore trainante per i marchi e i rivenditori.

La situazione in Italia

La preoccupazione per l’aumento dei prezzi degli alimentari in Italia, agevolata anche dalle strategie promozionali e di prezzo della distribuzione, è molto bassa. L’aumento delle bollette e la sicurezza del posto di lavoro rimangono la prima fonte di preoccupazione per gli italiani. Secondo la ricerca Nielsen, tra i consumatori che dispongono di reddito discrezionale, sono aumentati coloro risparmiano: il 41% rispetto al 36% di un anno fa.

Negli ultimi due anni, gli italiani hanno assistito alla fase più acuta della recessione globale, seguita un anno fa da un periodo di speranza ed ottimismo, ma gli ultimi sei mesi di peggioramento delle condizioni economiche ora fanno sentire il loro effetto. Il mese scorso infatti l’83% degli italiani ha dichiarato che il Paese è in recessione, lo stesso numero di un anno fa. Solo il 12% ritiene che le proprie prospettive occupazionali per i prossimi 12 mesi siano buone, rispetto al 26% di un anno fa.

La situazione in Europa

Il continente nell’ultimo trimestre ha mostrato livelli di ripresa molto diversi, con una crescita economica di ritorno nel Nord Ovest europeo che contrasta con un Sud dove persiste un atteggiamento mentale da recessione. I mercati di Grecia, Italia, Spagna e Portogallo fortemente colpiti dalla crisi hanno continuato ad indebolirsi. L’indice della fiducia dei consumatori italiani è sceso a 64, nel terzo trimestre. I livelli bassi di spesa, la peggiore disoccupazione dal 2003, il rallentamento delle esportazioni, l’incertezza politica hanno fatto sprofondare la fiducia dei consumatori. Le vendite di prodotti di largo consumo sono rimaste immobili nel terzo trimestre.

Nel Nord Ovest dell’Europa, invece si registra una crescita economica stabile e forte. La fiducia dei consumatori tedeschi (87) ha toccato il massimo dal terzo trimestre del 2005, il livello in Austria (94) è tornato quello del terzo trimestre 2006 e in Belgio (92) continua a crescere dal terzo trimestre del 2009. Mentre i livelli della fiducia in Francia (67) e in Estonia (70) continuano ad essere sotto la media, registrano però una leggera crescita dalla fine del 2009.

La situazione nel resto del mondo

La fiducia dei consumatori in America Latina continua a registrare livelli stabili, il che significa un ritorno alla normalità dopo il crollo dell’inizio del 2009. A livello geografico, la regione Asia-Pacifico è sempre stata quella con l’indice di fiducia più alto, 98 punti, seguita da Medio Oriente/Africa con 97 punti. Delle 10 nazioni con il livello di fiducia più alto, 9 sono Paesi dell’area Asia Pacifico: India (129 punti), Thailandia (117), Australia e Indonesia (115), Filippine (114), Singapore (113), Cina (104), Malaysia e Hong Kong (103).

La Thailandia ha registrato il maggiore aumento trimestrale della fiducia raggiungendo un indice pari a 117 nel terzo trimestre. Per molti consumatori, quest’anno la spesa per i beni non di prima necessità è più limitata, rispetto al picco della recessione globale di due anni fa. Oltre la metà dei consumatori globali pensa che la recessione sia tuttora in atto e il 48% non pensa che verrà superata nei prossimi 12 mesi.

Oltre ai problemi dell’economia, molti consumatori in Asia ed Europa sono alle prese anche con ulteriori preoccupazioni dovute all’aumento dei prezzi. In Europa, le bollette sempre più care hanno sostituito l’economia nella classifica delle preoccupazioni per i prossimi sei mesi.

Alice Milia

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