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Nel paniere Istat entra il cellulare esce il fiammifero

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Cambiamenti significativi, elementi storici andati ragionevolmente in pensione e persino qualche polemica. Nel paniere 2010 c’è proprio tutto, un minestrone di sorprese da assaggiare cucchiaio dopo cucchiaio.

Nelle rilevazioni ISTAT  entra il cellulare

Il check up, effettuato dall’Istat ogni fine anno, tiene conto della rappresentatività dei prodotti, della loro evoluzione tecnologica, delle tendenze degli specifici mercati e delle differenze regionali. E proprio tenendo conto di tutto questo viene fuori il calcolo dell’inflazione, il cui risultato è composto da 521 posizioni rappresentative (nel 2009 erano 530). La stima dei prezzi al consumo deriva proprio dall’analisi di questo campione. A gennaio il numero dei beni e servizi inclusi nel paniere è aumentato, passando da 1.143 a 1.206, poiché molte posizioni rappresentative comprendono una vasta gamma di prodotti.

La rilevazione territoriale

In totale, le quotazioni dei prezzi evidenziate sono 565.000. Di questo numero, la maggior parte (500.000) viene raccolta sul territorio e inviate dagli uffici comunali di statistica all’Istat. Il 2,3% delle attuali referenze di prodotto deriva dall’aggiornamento annuale dei piani di rilevazione distrettuali. La restante parte, invece, spetta alla rilevazione diretta dell’Istituto Nazionale di Statistica, la cui incidenza sul NIC è pari al 19,7%. In tutto, sono 41.000 i punti vendita considerati territorialmente, mentre le abitazioni prese in esame per la rilevazione dei canoni di affitto ben 8.200. Diminuisce di una sola unità la lista dei comuni capoluogo di provincia (83) che concorrono al calcolo nazionale. Rispetto al 2009 manca L’Aquila, reduce dagli effetti devastanti del terremoto.

Le principali novità del 2010

Rispetto all’anno scorso, entrano nel paniere le nuove posizioni di collaboratrice familiare con compiti di assistenza alla persona, profilo che si identifica nel ruolo di badante, e intervento medico in regime privatistico. Ma non è tutto. Perché tra le new entry spiccano gli apparecchi per la telefonia mobile più evoluti, i cosiddetti smartphone, e i nettop per la navigazione ad internet. Una posizione di primo piano, inoltre, viene occupata anche dai voli nazionali low cost, già presenti nella lista dei viaggi aerei europei. Escono dal paniere dopo anni le lampadine a incandescenza, i fiammiferi e la riparazione dell’orologio. Segni inequivocabili del cambiamento di un’epoca. Metamorfosi testimoniata anche dall’aumento, rispetto al 2009, del peso di altri sette capitoli che vanno a incidere sulla struttura di ponderazione. Ricreazione, spettacoli e cultura, servizi ricettivi e di ristorazione, altri beni e servizi, quelli sanitari e spese per la salute, comunicazioni, istruzione ma anche bevande alcoliche e tabacchi, assumono una posizione di primo piano nell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC). Il capitolo dei trasporti testimonia la diminuzione più rilevante in termini assoluti.

La frequenza mensile

Uno degli aspetti più interessanti del nuovo paniere riguarda la frequenza di rilevazione, che d’ora in avanti non sarà più trimestrale ma mensile, per migliorare la tempestività degli indici e misurare i movimenti dell’inflazione nel breve periodo. Quest’anno sono 494 le posizioni rappresentative i cui prezzi vengono confrontati mese per mese, a fronte delle 27 per le quali, invece, la stima viene effettuata due volte ogni trenta giorni. A imporre questa metodologia di misurazione è l’elevata variabilità di prezzo di alcuni settori, soprattutto quelli riguardanti prodotti freschi, carburanti, servizi di trasporto aereo e marittimo.

La struttura di ponderazione

Il nuovo meccanismo d’indagine si basa su tre indici di prezzi al consumo, che consentono di valutare singolarmente ogni capitolo di spesa. E soprattutto le loro differenze spesso rilevanti, se si considera l’indice armonizzato europeo (IPCA) da un lato, e quelli nazionali (NIC e FOI) dall’altro. Se valutati tutti e tre insieme, però, balza agli occhi un dato in comune. Il capitolo che pesa maggiormente sulla struttura di ponderazione risponde alla voce “prodotti alimentari e bevande analcoliche”, con incidenza pari al 16,5% del NIC, al 17,4% dell’IPCA e al 16,3% del FOI. Le principali differenze tra le loro strutture di ponderazione sono riconducibili principalmente alla definizione dell’aggregato economico dei tre indici. E questo ha implicazioni significative soprattutto nella determinazione del peso relativo ai servizi sanitari, con particolare riferimento ai prodotti medicinali.

Alessandro Schirone

Ulteriori approfondimenti su "La Gazzetta dell'Economia" num. 14 del 10 aprile 2010, pag. 4

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