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Telefonino? Sì, grazie ma occhio al prezzo

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Il decremento della spesa mensile è del 10%. Crescono gli smartphone.

Tutti pazzi per il cellulare? Sì ma facendo anche attenzione al risparmio. L’ultima analisi “Mobile insight”, riferita al secondo trimestre 2010 e realizzata da Nielsen Mobile Media su un campione rappresentativo degli utilizzatori, evidenzia come la crisi economica abbia frenato l’utilizzo del cellulare e modificato il modo di usarlo.

Il decremento della spesa mensile è in media del 10% e interessa in modo trasversale tutte le fasce di clienti: quelli che utilizzano i modelli basici, gli appassionati di smartphone e perfino i cosiddetti big spender (la cui bolletta supera i 100 euro mensili). In particolare, per l’uso del telefonino, sono stati spesi in media 29 euro contro i quasi 32 dell’anno precedente. Aumenta di 10 punti percentuali il numero di chi preferisce la ricarica, considerata ad hoc per tenere sotto controllo i consumi. Per gli smartphone, utilizzati dal 30% degli italiani, la spesa tra telefonate, messaggini e traffico dati, è scesa da 41 a 36 euro.

In due anni, che corrispondono al tempo di possesso medio di un cellulare per utente, tra acquisto e ricariche, si versano circa 750 euro, che salgono a 1.100 nel caso in cui si abbia uno smartphone. Per quest’ultimo apparecchio il maggior costo del traffico dati (circa 10 euro al mese) e la maggior spesa per l’acquisto (lo scontrino medio è di 220 euro) spingono alcuni a sottoscrivere pacchetti “all inclusive” per la parte dati.

Il prossimo anno gli smartphone, che per ora abbondano tra chi ha un reddito superiore ai 50mila euro, tra gli studenti (36%) e tra chi ha un lavoro a tempo pieno (32%), potrebbero sorpassare i classici telefonini. Inoltre, secondo la società di ricerca Idc, verso la metà del 2012 tablet e smartphone venderanno 462 milioni di pezzi contro 448 milioni di pc.

Fabio Traversa

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