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Un consumatore su due oggi compra multicanale

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La ricerca – I risultati di un’indagine mostrano il trend in forte crescita.

Sono 23 milioni i consumatori multicanale italiani, pari al 44% della popolazione e ben 2,6 milioni in più rispetto all’anno precedente: persone che vivono il processo di acquisto e la relazione con la marca attraverso più punti di contatto e con un maggior coinvolgimento nel processo e nelle decisioni di acquisto. Una crescita a ritmo serrato che conferma i trend registrati la scorsa edizione e che è la conseguenza di diversi fattori, tra i quali l’aumento dell’accessibilità alla Rete e il maggior grado di confi denza con le nuove tecnologie e con i nuovi media.

Il Mobile si conferma il device più diffuso tra gli italiani e contestualmente emerge con forza la crescita dell’uso di smartphone per navigare in Rete. È quanto emerge dall’Osservatorio Multicanalità 2010, un progetto di ricerca promosso da Nielsen, Nielsen Online, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano, che dal 2007 studia il ruolo della comunicazione multicanale nel processo di acquisto degli italiani.

Quest’anno è stato scelto come claim la domanda “Reloaded o Revolution?”, a sottolineare l’intento dell’indagine di capire se le imprese e i diversi attori del mondo della comunicazione necessitino di una discontinuità in favore della multicanalità per poter rispondere adeguatamente ai bisogni di un consumatore italiano che vive la relazione con il sistema dell’offerta in modo molto diverso rispetto al passato.

Oggi Internet, il Mobile e i Social Media rappresentano un elemento molto penetrato nella popolazione italiana. L’evoluzione/diffusione tecnologica agisce sui segmenti più tradizionali portando alcuni consumatori a diventare multicanale.

Si assottigliano le barriere alla multicanalità per il consumatore, intese principalmente come mancanza di fiducia ad acquistare prodotti che richiedono un pagamento anticipato e che non si possono toccare con mano prima dell’acquisto. Rimane stabile il numero di consumatori che amerebbe essere attivamente coinvolto nel processo di creazione del prodotto (54% del campione), mentre aumenta di 8 punti percentuali il numero di consumatori che si attiva per segnalare alle aziende le proprie considerazioni circa i prodotti che acquista (47% del campione nel 2009 contro 39% nel 2009). L’effetto della crisi spinge in generale verso un maggior coinvolgimento nella decisione di acquisto.

FABIO TRAVERSA

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