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Il mercato auto è fermo ai box A ottobre -29%

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Finiti gli incentivi 7 mesi fa, il settore è entrato in serie nera.

Motivi per prevedere una ripresa del mercato dell’auto in Italia non ce ne sono stati neanche a ottobre, e proprio per questa ragione gli ultimi dati rilevati dal Centro Studi Promotor GL events di Bologna hanno confermato un trend negativo la cui parabola non conosce risalita da aprile. Basti pensare che, il mese scorso, sono state immatricolate 139.740 autovetture, con un calo (rispetto all’ottobre del 2009) del 28,82%. Contrazioni più forti si sono registrate soltanto nella grande crisi del 1993 e nel momento più nero degli ultimi anni, cioè a cavallo tra il 2008 e il 2009. Queste indicazioni così negative si inseriscono nella serie nera che non conosce soste da circa sette mesi, quando c’era ancora la possibilità di immatricolare vetture ordinate usufruendo degli incentivi statali.

L’inchiesta negli showroom

La situazione generale resta dunque grave, e trova conferma nei giudizi espressi dai concessionari nell’ambito dell’inchiesta congiunturale condotta nei giorni scorsi dal Centro Studi Promotor. A ottobre, infatti, i concessionari che giudicano bassa l’affluenza di visitatori negli showroom sono il 75%. Di questi, l’85% denuncia anche un basso volume di raccolta ordini e aumenta fortemente il numero di concessionari che si attendono un ulteriore peggioramento della situazione. Se a settembre erano il 40%, nello scorso mese la quota sale al 52%. Ottobre a picco anche per quanto riguarda l’indicatore di fiducia degli operatori del settore auto, che secondo il Centro Studi Promotor GL events scende da 26,80 a 24,40. Volendo quindi azzardare ipotesi per i mesi successivi, le prospettive non sembrano affatto positive perché, in mancanza di interventi, il quadro generale non dovrebbe modificarsi fino alla prossima primavera.

Il momento della verità

Sul risultato del mese scorso ha però influito anche il fatto che molte case hanno fortemente ridotto il ricorso ai chilometri zero, pratica costosa che le attuali condizioni del mercato non consentono più di seguire. Questa situazione ha fatto apparire il quadro complessivo molto più cupo di quello dei mesi precedenti in cui però la situazione era già fortemente negativa. L’aspetto positivo è che i dati di ottobre mettono bene in luce la reale situazione del mercato automobilistico. In questo momento della verità, le prospettive per le vendite di autovetture italiane sono legate essenzialmente all’andamento dell’economia e alla politica delle case automobilistiche. Per quanto riguarda le case auto va detto che molte stanno affrontando la crisi rinnovando profondamente la loro gamma ed offrendo al mercato nuovi modelli in grado di esercitare una spinta su una parte importante della domanda.

Anche Fiat in retromarcia

La crisi del mercato italiano dell’auto non risparmia il Lingotto, che ad ottobre ha immatricolato oltre 38mila vetture, con una flessione del 39,9% rispetto all’anno precedente quando erano in vigore gli incentivi alla rottamazione. Ad ottobre, Fiat Group Automobiles ha ottenuto una quota del 27,5% contro il 32,6% del 2009.

Nei primi dieci mesi dell’anno, Fiat ha venduto quasi 509mila autovetture, cioè il 15,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2009 per una quota del 30,2%, in calo rispetto al 33,1% dell’anno precedente.

Le misure per risolvere la crisi

Quanto all’economia è forte l’attesa per la stima preliminare del Pil del terzo trimestre 2010, che verrà diffusa dall’Istat il 12 novembre. Se dopo le due variazioni congiunturali positive (registrate nel primo e secondo trimestre di quest’anno) vi fosse un altro incremento, lo scenario del nostro Paese si confermerebbe in crescita sia pure moderata e quindi la prospettiva di una ripresa del mercato dell’auto nel 2011 apparirebbe possibile. Se, invece, come ipotizzato dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) vi fosse una contrazione, ci troveremmo in una situazione di stagnazione aperta ad evoluzioni ancora più negative che interesserebbero anche il mercato dell’auto. Una speranza di vedere la luce in fondo al tunnel, intanto, giunge dal Salone di Parigi svoltosi lo scorso mese. Tante le novità presentate in Francia, che i consumatori italiani potranno visionare al Motor Show di Bologna in programma a dicembre. Tra queste, la svolta rappresentata dall’auto elettrica, che sarà inserita nel listino a partire dal 2011. Ovviamente resta l’incognita del prezzo, che senza incentivi dovrebbe attestarsi su livelli piuttosto alti. Una grana difficile da risolvere se contestualizzata in un momento così difficile per il mercato internazionale dell’auto.

Alessandro Schirone

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