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Alla faccia della crisi economica 39 milioni di italiani in partenza

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Ferie estive – Mete più vicine, soggiorni più brevi, ma al “viaggio” proprio non si rinuncia.

Nonostante la crisi, gli italiani andranno in ferie. Le vacanze escono “promosse ma provate” dalla situazione economia: partiranno in 39 milioni (1,5 milioni in più dell’anno scorso), ma la durata dell’uscita sarà più breve.

Questo quanto emerso dall’indagine della Confesercenti sul prossimo periodo di ferie. Il 38% degli intervistati ha dichiarato che non cambierà i programmi a causa della crisi, il 22% andrà in vacanza ma spenderà meno scegliendo mete più vicine, pernottando in strutture di livello inferiore ad esempio, il 14% andrà in vacanza ma per meno giorni del solito mentre il 13% non andrà in vacanza.

Aumenta del 3% (dal 76% al 79%) rispetto al 2009 la percentuale di italiani che andranno in vacanza, aumento che rispecchia il trend degli ultimi anni (erano il 70% nel 2008), scende dal 24% al 21% la quota di chi, invece, non andrà. Per il 43% di coloro che hanno deciso di non concedersi un periodo fuori casa il motivo è quello economico (costa troppo) seguito da esigenze professionali (15% dichiara di dover lavorare), il 12% ha problemi familiari. Tra il 6% e il 7% la quota di chi o non va mai in vacanza o va in vacanza in altri periodi dell’anno.

Il reddito a disposizione è il fattore che influirà nelle scelte delle vacanze del 35% degli intervistati, seguito dalla preoccupazione per la crisi economica e dal gruppo di persone con cui si partirà (al 14% entrambe), il 12% si preoccupa della sicurezza della destinazione. Le previsioni climatiche e il costo del carburante quest’anno non preoccupano mentre negli anni scorsi sì, il 4% considerava sia nel 2008 che nel 2009 il costo del carburante un fattore influente mentre il clima si attestava tra il 10% e il 12%. Di contro aumenta la percentuale dei rischi climatici (5% quest’anno, nulla negli anni scorsi), e la possibilità di portare con se i propri animali (dal 4% del 2008 al 6 del 2010%). Il 10% ha dichiarato che nessuno di questi fattori influirà sulla scelta della vacanza. Si abbassa del 7,7% il valore medio relativo al numero dei giorni in cui si rimane fuori casa; 12 in media, il 15% trascorrerà una settimana in vacanza,il 19% da 7 a 13 giorni, il 14% due settimane. Al 4% rispettivamente la quota di chi trascorrerà un mese o più di un mese fuori porta.

Spostarsi in un’altra regione d’Italia è la scelta del 51% degli intervistati, il 20% ha deciso di rimanere nella stessa regione di appartenenza, il 13% preferisce l’Europa mediterranea contro il 9% che preferisce quella del nord, l’11% si dice indeciso sulla destinazione. La località di mare riceve il 47% delle preferenze in calo rispetto al 2009 del 2%, seguita dalla montagna al 16% che invece guadagna 4 punti percentuali. Le città d’arte si attestano al 12%, l’8% preferisce le vacanze al verde (parchi, riserve ecc), il 6% le metropoli, mentre al 3% ci sono campagna, terme e mete esotiche. Sulla compagnia per le vacanze non ci sono dubbi, è la famiglia a farla da padrone col 46% (trend in crescita negli ultimi tre anni, era il 44% l’anno scorso e il 43% nel 2007), segue il viaggio in coppia o con la comitiva di amici, rispettivamente al 24%.

I solitari sono il 4% e solo il 2% trascorrerà la villeggiatura con nuove conoscenze. L’automobile resta il mezzo favorito per il spostamenti (64%), seguito dall’aereo al 23% e dal treno all’8%. Solo il 6% userà navi o traghetti.

Alessandro Schirone

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