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Truffe alle assicurazioni più stupidi che furbetti

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Scandalosi dati su falsi incidenti incidenti automobilistici e risarcimenti: alla fine paghiamo il 30% in più per le polizze.

Troppo evidente da non passare inosservata. La “questione meridionale” in tema di assicurazioni emersa nei giorni scorsi al convegno “Il sinistro con lesioni in Puglia: cause e conseguenze di un fenomeno anomalo” è un’autentica emergenza sociale. Curato dallo SNA Puglia, l’evento svoltosi nella suggestiva location di Villa Romanazzi Carducci a Bari, ha riunito nello stesso contesto tutti i protagonisti della filiera di liquidazione del sinistro. Perché urge capire quali sono i motivi che hanno proiettato la Puglia al vertice della speciale graduatoria sulle denunce di sinistri con danni alle persone.

Cresce soprattutto l’esigenza di stimolare la riflessione su un tema che spinge le agenzie assicurative ad abbandonare un territorio governato da “Stupidi Furbetti”, proprio come recita lo slogan della campagna di sensibilizzazione lanciata in questi giorni dal Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione.

L’indagine dell’ANIA

A comprovare il fascicolo di accusa nei confronti dei cittadini pugliesi, colpevoli di truffare le Assicurazioni recitando il ruolo dei disonesti, arrivano a supporto i numeri diffusi dall’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), secondo cui su 100 sinistri auto denunciati, 43 presentano lesioni a persone, contro i 21 su base nazionale e i 15 su base europea. Ma spulciando più attentamente i dati relativi alle province pugliesi, si scopre come l’incidenza dei danni fisici presenta questi numeri: Brindisi 41%, Taranto 40%, Bari 35%, Foggia 37%, Lecce 34%. Nel triennio 2005-2008, sempre in Puglia, l’incremento delle denunce con lesioni a seguito di sinistro automobilistico è stato del 68%. Un dato davvero allarmante che, se considerato insieme alla falsificazione dei bollini assicurativi, produce un aumento naturale delle tariffe e dei premi della RC Auto con un incremento medio dei premi assicurativi del 30% (rispetto al 18% su base nazionale).

Puglia e Campania in testa

Basta fare un passettino indietro, andando a considerare gli ultimi dati pubblicati dall’ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo) sull’anno 2007, per entrare nel vivo del problema alla luce di numeri spaventosi. I sinistri riconducibili a fenomeni criminosi a danno delle imprese di assicurazione, infatti, sono stati 83.305 per un importo di 289 milioni di euro (pari al 2,27% dell’ammontare complessivo dei risarcimenti ed all’1,59% dei premi del ramo). L’analisi a livello territoriale, inoltre, mostra che in alcune aree dell’Italia meridionale il fenomeno criminoso continua a mostrare livelli sensibilmente superiori rispetto alla media nazionale. La Puglia, con il 7,4% dei sinistri e il 5,7% degli importi dei risarcimenti, segue a ruota la Campania, dove si registrano l’11,9% dei sinistri e il 9,9% degli importi dei risarcimenti totali.

L’Agenzia Antifrode

Il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione auspica che si riescano a sciogliere tutti i nodi che ancora oggi impediscono la costituzione di un’Agenzia Antifrode in ambito assicurativo, la cui proposta è attualmente al vaglio della Commissione Finanze della Camera. Per questa ragione, è stato appena costituito un comitato ristretto presieduto dall’onorevole Franco Barbato (membro della VI Commissione e relatore della proposta normativa) con il compito di individuare a chi debba essere affidata la gestione del nuovo organismo, che rappresenta una tappa fondamentale nella lotta ad un fenomeno di origini lontane.

Alessandro Schirone

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