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Prospera l’usura spinta dalla crisi

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Eurispes – Uno studio sul fenomeno in rapida espansione.

eurispesFavorita dalla persistenza di condizioni di obiettiva difficoltà economica sia per le famiglie sia per le imprese, la diffusione dell’usura sta assumendo dimensioni sempre più ampie concentrandosi inevitabilmente nelle aree più deboli (le regioni meridionali) e colpendo con maggior durezza le categorie più fragili (le famiglie povere e quelle quasi povere, le piccole e le piccolissime imprese).

Questo è, per sommi capi, il quadro tratteggiato dall’Eurispes in uno studio pubblicato recentemente su un fenomeno sempre esistito ma oggi ancora più preoccupante che in passato. Lo studio di Eurispes parte da alcuni dati ricavati da un sondaggio condotto all’inizio di quest’anno nel quadro del Rapporto Italia 2010 per arrivare ad affermare che una quota importante dei nuclei familiari vivono una condizione di “sofferenza”.

Il 28% delle famiglie – sottolinea lo studio – dispongono di un reddito che non consente loro di arrivare alla fine del mese, il 43% per far quadrare i conti sono costrette a far ricorso ai propri risparmi, il 23% hanno difficoltà a pagare le rate di mutuo per la casa e il 18% a coprire l’importo del canone di affitto dell’appartamento che abitano. Considerato – scrivono i compilatori dello studio – che l’usura è un fenomeno molto difficilmente quantificabile facendo riferimento alle statistiche giudiziarie poiché le vittime, per paura di ritorsioni, non denunciano gli usurai, uno strumento di misurazione più aderente alla realtà è costituito dalle richieste di informazioni e di assistenza alle associazioni anti-usura e a quelle di categoria. E comunque anche questo è insufficiente. Così che Eurispes ritiene più producente, per la conoscenza e per l’analisi del fenomeno, far riferimento a una serie di variabili (il contesto economico, il sistema bancario, il tessuto imprenditoriale, la criminalità) che, tutte insieme, concorrono a formare un parametro definito “indice di rischio usura” (IRU).

Sulla base di questo parametro, Eurispes ha compilato classifiche per regioni e per province, che vedono i territori del Mezzogiorno ai primi posti quanto a rischio. Nella graduatoria per province – guidata da Vibo Valentia (che presenta un IRU pari a cento) e chiusa da Trento (a quota zero) – sono tutte nel Sud le 17 province considerate a rischio usura alto (con valori fra 80 e 100), seguite subito dopo da altre province meridionali. E in quella per regioni, i primi otto posti sono occupati dalle otto regioni del Mezzogiorno. Le regioni e le province del Centro occupano invece posizioni di mezza classifica. Mentre quelle del Nord si trovano agli ultimi posto in entrambe le graduatorie.

Sono dati, questi, che confermano drammaticamente l’esistenza di due Italie. L’una costretta a convivere con un fenomeno eticamente odioso ed economicamente devastante per un territorio già appesantito da cronici limiti di sviluppo. L’altra non del tutto immune dalla presenza dell’usura, ma comunque forte di uno sviluppo economico di ben altro livello, che funziona anche come “vaccino” nei confronti della diffusione del fenomeno. Il dualismo Nord-Sud emerge poi con altrettanta chiarezza dalle risposte a un’altra delle domande poste dagli intervistatori di Eurispes a un campione rappresentativo della totalità della popolazione nazionale. Conoscete persone – è la domanda in questione – che si sono rivolte ad usurai per ottenere un prestito? Il 25,2% degli intervistati hanno risposto di sì. Ma questa è la media nazionale risultante da percentuali abbastanza differenziate nelle differenti aree del Paese. La quota più elevata di risposte affermative (30,7%) è stata rilevata nel Mezzogiorno continentale, bilanciata però da un 25% nelle isole; con l’aggravante rispettivamente di un 6,6% e di un 5,9% di “non so” (risposta che potrebbe essere il segno di una certa ritrosia a sbilanciarsi). I “sì” hanno raggiunto il 29,1% nel Centro e il 24,8% nel Nord Ovest, ma nel Nord Est si sono fermati al 15,2%. Quanto poi alle categorie di soggetti che al Sud come al Centro o al Nord sono considerate più vulnerabili e quindi più soggette al rischio di finire nelle mani degli usurai, Eurispes indica principalmente i commercianti, soprattutto i piccoli; ma anche le famiglie più povere, gli anziani, i piccoli imprenditori.

La concessione di prestiti ad usura agli imprenditori costituisce inoltre – sottolinea Eurispes, in consonanza con le affermazioni del commissario anti-usura nell’intervista qui accanto – “un altro canale attraverso il quale la criminalità organizzata si infiltra all’interno dell’economia legale, riciclando e investendo le ingenti somme di denaro provenienti da attività illecite”.

Oreste Barletta

Ulteriori approfondimenti su "La Gazzetta dell'Economia" num. 21 del 29 maggio 2010, pagg. 16-17

Commenti  

 
0 #1 Silvano 2010-06-01 22:18
TRATTO DA A.R.T. TANGOBOND

ALTRA "FREGATURA" TANGOBOND

http://www.youtube.com/watch?v=Z0-q-3s2g2A

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO !! -
ALTRA "FREGATURA" DA PARTE DELL'ARGENTINA IN SINTONIA CON LE BANCHE ,DI CONCERTO CON LA CONSOB,DA CONSUMARSI FRESCA FRESCA NEI CONFRONTI DEI BONDHOLDERS CHE ACCETTERANNO IL CONCAMBIO DEI BOND.

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FORCONI & FORCHE

http://www.youtube.com/watch?v=Em5KDLbOHXs

In questi giorni si sta' perpretando il piu' grosso raggiro nei confronti di 350.000 piccoli risparmiatori Italiani rimasti vittime dei tangobond,
il sistema !!!! per salvarsi obbliga il risparmiatore in fase del concambio a sottostare a clausule vessatorie che non gli consentiranno in seguito di adire nei confronti ne' dellArgentina ne' nei confronti del FISCAL AGENT... la banca !!
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