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L’Italia in crisi si dà al gioco

E’ di 54,4 miliardi di euro il mercato dei giochi in Italia. La Puglia è quarta tra le regioni italiane. Intanto cresce anche il mercato illegale e l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) e la Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) hanno firmato un accordo per rendere ancora più efficace la lotta all’utilizzo illegale degli apparecchi da divertimento e intrattenimento.

Vestiti a saldo, spesa al discount, cinema il mercoledì. Cento e più trucchi per risparmiare in tempi di crisi economica, con una sola eccezione: guai a fare il braccino corto con la dea bendata. Il 2009, anno della terza settimana a cui non si riesce ad arrivare, a dispetto delle difficoltà economiche degli italiani è stato l’anno dei record per il mercato dei giochi. L’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) ha comunicato che la raccolta complessiva è passata da 47 miliardi e 554 milioni di euro (2008) a 54 miliardi e 410 milioni, con una crescita del volume di affari pari al 14,4%. In pratica, nel 2009 la spesa media degli italiani per scommesse, Gratta e Vinci, slot machine, SuperEnalotto e giochi vari ha superato i 900 euro pro capite. E a gennaio 2010 i dati presentano ancora il segno positivo: +15,5% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

Win for life

L’incremento della raccolta – spiega l’AAMS - è per larga parte il risultato del costante recupero di quote di gioco illegale e irregolare”. La passione italiana per il gioco non è aumentata dunque, è stata solo direzionata verso la legalità attraverso un’offerta sempre maggiore e sempre più attraente. Quello da poco concluso è stato infatti l’anno di Win for Life, il concorso lanciato da Sisal che può far vincere 4mila euro al mese per 20 anni (dall’introduzione, a settembre, raccolti oltre 430 milioni) e del gioco on line (3,7 miliardi di euro di raccolta, +868% rispetto al 2008), che ha trovato nel Poker il prodotto principe.

Tuttavia i giochi per cui si spende di più sono gli apparecchi da intrattenimento e divertimento, da quelli senza vincita in denaro come videogiochi, biliardo, flipper ecc., alle NewSlot: con 25 miliardi e 525 milioni, rappresentano quasi la metà dell’intera raccolta. Il volume d’affari degli apparecchi nel confronto con il 2008 è cresciuto del 17,7%. Aumenta del 50,5% la raccolta dei giochi numerici a totalizzatore nazionale (SuperEnalotto, SuperStar, Win for Life), nel 2009 attestata a 3 miliardi e 776 milioni di euro. Crescono anche le lotterie (comprendono i Gratta e Vinci), che con un +1,7% si confermano la seconda tipologia di gioco per raccolta (9,434 miliardi di euro), e i giochi a base sportiva (+2,1%).

Accusa una lieve flessione il gioco del Lotto, -3,2%, che si conferma comunque la terza forza per raccolta (5,664 miliardi). Più pesante il calo del Bingo, -7,6%, preoccupante quello dei giochi a base ippica: -12,8%. Con 1,512 e 1,981 miliardi, sono gli ultimi due della lista.

Il dato positivo della raccolta complessiva è derivato anche dalla riduzione negli anni delle imposte sulle scommesse sportive e ippiche, sui concorsi a pronostico su base sportiva, sulle lotterie, sui gioco opzionali del lotto e del SuperEnalotto e sugli apparecchi da divertimento e intrattenimento. L’aliquota media dell’imposizione sul gioco è passata infatti dal 22,6,6% del 2003 al 16,2% del 2009.

E per i giocatori? La liberazione delle risorse dovuta alla diminuzione delle imposte – riferisce l’AAMS - è stata destinata all’incremento delle vincite dei giocatori, quest’anno pari a oltre il 69% della raccolta”. Su 54,4 miliardi di euro giocati, oltre 37 sono stati distribuiti in vincite. La media italiana è di poco più di 600 euro su 900 spesi. Ma è solo una media. E la dea bendata non ne fa. Ce lo ricorda bene la vincita al SuperEnalotto da 147,8 milioni di euro a Bagnone realizzata con una schedina da soli 2 euro.

Alessandro Di Pierro

Ulteriori approfondimenti su "La Gazzetta dell'Economia" num. 10 del 13 aprile 2010, pagg. 2-3

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