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Territorio e vino: il "made" che funziona

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di Ennio Triggiani. In vino veritas (nel vino è la verità) dicevano gli antichi romani ed Orazio precisava: «che cosa non rivela l'ebbrezza? Essa mostra le cose nascoste»; nel senso, come è noto, che parecchi bicchieri nel buon nettare allentano i freni inibitori inducendo a rivelare fatti e pensieri che da sobri difficilmente si esprimerebbero.

Ma, per noi italiani e pugliesi in particolare, la frase oggi potrebbe essere letta anche in un diverso significato e cioè che nel vino si riflette la “verità” del territorio sotto più profili. Esso è, infatti, testimone nobile di territori, climi, tradizioni culturali, cambiamenti sociali nonché sincera espressione di un delicato e meraviglioso equilibrio tra natura e cultura. Il vino manifesta la personalità di chi li produce e di chi lo vende attraverso la mediazione di chi lo consuma, un vero e proprio "territorio umano" fatto di persone coinvolte nel viaggio dall'interno di un bicchiere. In tal senso, trasferendosi per il mondo attraverso una bottiglia, contiene un message in a bottle, volendo citare una splendida canzone dei Police, ed è una vera e propria “cartolina” del territorio di cui esprime tutta l'energia. Non intendo, tuttavia, soffermarmi sulla gioia individuale legata al gustare un buon bicchiere.

Voglio invece rimarcare l'importanza strategica della reciproca integrazione tra turismo del vino e turismo del territorio in un reciproco completarsi: un cocktail che lega strettamente il vino non solo con gli altri prodotti gastronomici espressi dal territorio ma anche con storia, cultura, monumenti, arte, eventi, tradizioni locali, sport, spettacolo che esso offre.

Pochi giorni fa in Ateneo è stato illustrato l'inserimento per il 2013 della nostra Regione, da parte dell'importante rivista enologica americana Wine Enthusiast, fra le migliori dieci destinazioni al mondo dal punto di vista enogastronomico Il magazine non solo esalta Primitivo di Manduria, Negroamaro, Nero di Troia ed i piatti pugliesi ma segnala anche l'esistenza di alcune delle spiagge migliori d'Italia oltre a notevoli attrazioni storiche e culturali.

Questo riconoscimento deve farci riflettere sulla necessità, in anni caratterizzati da una grave crisi che prefigura scenari tutt'altro che piacevoli sul futuro dei giovani, di ripensare agli strumenti con cui dare competitività al nostro sistema economico. Lo aveva già compreso, più di cinquanta anni or sono, un grande e poliedrico intellettuale, Mario Soldati, che attraverso i libri e la televisione girò per l'Italia alla ricerca di paesaggi, di uomini, di case e di cose per far riemergere una civiltà autentica, legata alla terra e al clima. E sottolineava come nella cucina c'è tutto e cioè “la natura del luogo, il clima, l'agricoltura, la pastorizia, la caccia, la pesca, nel mondo di cucinare c'è la tradizione di un popolo, la storia, la civiltà di questo popolo”.

Ed allora dobbiamo divenire consapevoli che non potremo alla lunga rimanere ancorati a modelli di competitività internazionali per noi insostenibili considerata la sempre più ingombrante presenza, in gran parte dei settori industriali e manifatturieri, di Paesi ed economie avvantaggiati da costi produttivi di gran lunga inferiori. La sfida può essere vinta sulla “unicità” dell'offerta quale data anzitutto dall'innovazione tecnologica, per la quale tuttavia lo Stato e i privati devono imparare ad investire risorse di gran lunga superiori alle sconsideratamente scarse attuali. L'altro campo, peraltro, è proprio dato da una gestione integrata delle risorse culturali, economiche ed ambientali del territorio fondato sullo sviluppo sostenibile delle aree urbane e rurali, preservando l'ambiente sia culturale che naturale. Sono infatti altissime le ricadute economiche sull'indotto in caso di crescita della domanda di turismo culturale; basti pensare, oltre all'enogastronomia, a trasporti, spettacolo e arte, artigianato e tipicità locali, soggiorno e alberghiero, edilizia e infrastrutture, comunicazione e servizi. Si tratta di settori in grado di costruire o rafforzare nuove professionalità alle quali formare i nostri giovani. Sotto tutti questi profili la Puglia è senz'altro un territorio “fertile”.

Ennio Triggiani

Commenti  

 
0 #1 Felisha 2014-04-21 01:31
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