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Fra azioni, obbligazioni e derivati Borsa “termometro” dell’economia

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Dietro le quinte di un mercato altamente regolamentato che “misura” le nostre vite. L’immagine che ancora oggi viene alla mente quando si parla di Borsa è quella caratterizzata da gente che si sbraccia e urla a squarciagola per comunicare ad altrettanti indaffarati operatori i prezzi dei titoli e un mosaico di numeri che scivolano via su un tabellone elettronico.

Ma la Borsa valori non è un supermercato aperto al pubblico, non è come un grande magazzino nel quale si può entrare per fare liberamente degli acquisti; essa è un mercato altamente regolamentato dove vengono scambiati valori mobiliari e valute estere, un mercato organizzato per lo scambio di strumenti finanziari a un determinato prezzo.

Le contrattazioni tra coloro che vogliono acquistare e coloro che vogliono vendere titoli si effettuano mediante l’intervento delle Società di Intermediazione Mobiliare, cioè di particolari operatori economici espressamente autorizzati a svolgere questa funzione nella Borsa. Chi intende acquistare o vendere titoli deve rivolgersi alle SIM o alle banche.

Non ci si accorge, o si sottovaluta, che quelle sigle incomprensibili, quei consueti colori rosso e verde, sono fondamentali per l’economia di ogni nazione e condizionano le scelte di ciascun acquirente, da quando ci si ritrova dinanzi agli scaffali dei prodotti alimentari fino all’erogatore di benzina.

È necessario analizzare il ruolo che la Borsa svolge come barometro dell’economia, per capire l’importanza che riveste nelle scelte economiche e politiche dei paesi industrializzati. Azioni e Borsa è il primo binomio che viene alla mente quando nel dibattito politico si discute di strategie finanziarie e piani economici. Questa affermazione è corretta ma parziale perché le azioni sono gli strumenti principali che consentono all’investitore di partecipare dinamicamente all’attività di un’impresa, ma esistono altri strumenti finanziari: le obbligazioni e gli strumenti derivati.

Le azioni rappresentano quote di partecipazione, omogenee e standardizzate, al capitale sociale di imprese costituite in forma di società per azioni, di società in accomandita per azioni o di società cooperativa per azioni a responsabilità limitata.

Il capitale delle società menzionate è suddiviso in un numero predeterminato di parti del medesimo ammontare, ciascuna delle quali costituisce un titolo azionario e conferisce ai legittimi possessori identici diritti, nella società e verso la società.

Le azioni svolgono un ruolo importante nell’economia perché producono dei profitti sia agli investitori sia all’azienda quotata in Borsa; una società le cui azioni hanno un buon valore di Borsa, cioè sono vendute ad un prezzo elevato, sono sinonimo di garanzia e questa valutazione comporta che altri investitori possano acquistare le azioni di questa società mettendo in atto nuove contrattazioni e nuovi scambi economici, che rendono l’economia più dinamica. I profitti guadagnati da un buon investimento azionario vengono nuovamente investiti in Borsa per produrre un’ulteriore ricchezza; questo metodo da uno slancio allo sviluppo economico perché mette in circolo nuove contrattazioni e nuovi scambi. Le società per procurarsi nuovi mezzi finanziari, invece di procedere all’aumento del capitale sociale, mediante emissione di nuove azioni, possono ricorrere all’emissione di obbligazioni offerte in sottoscrizione al pubblico dei risparmiatori. I prestiti obbligazionari possono essere emessi da società per azioni e società in accomandita per azioni.

In termini più ampi fra i prestiti obbligazionari possono essere ricompresi anche quelli pubblici, ovvero i titoli di Stato, come i Buoni ordinari del tesoro, rappresentativi del debito pubblico. Le obbligazioni sono debiti pecuniari che la società assume verso terzi dai quali ha ricevuto un prestito; il prestante, pertanto, ha un diritto di credito alla restituzione della somma mutuata ed alla percezione degli interessi pattuiti. L’andamento del mercato obbligazionario svolge un ruolo chiave nel contesto delle interrelazioni tra i vari mercati, poiché la tendenza dei tassi di interesse indica lo stato di salute dell’economia. Le obbligazioni assicurano un reddito annuo fisso, indipendentemente dall’andamento degli affari della società emittente; un investimento in obbligazioni porta a un rendimento più limitato rispetto a quello che si può ottenere con l’acquisto delle azioni. Infatti, in Borsa esiste una relazione diretta tra rischio e rendimento; gli investimenti che rendono di più sono anche i più rischiosi e gli investimenti meno rischiosi hanno un rendimento basso ma sicuro.

Il ruolo svolto dall’obbligazione all’interno dell’economia politica è quello di aumentare gli scambi economici garantendo profitti sicuri e incrementando l’espansione del ciclo economico.

A livello politico il ruolo svolto dalle obbligazioni di Stato è quello di incrementare la liquidità e sanare il debito pubblico.

Gli strumenti finanziari derivati svolgono un ruolo chiave nell’economia politica perché contribuiscono ad aumentare la circolazione della moneta nel mercato, incrementare gli scambi economici; i due più noti sono: i futures e le opzioni.

La funzione della Borsa è anche quella di essere un termometro che misura il ritmo produttivo, le situazioni di stallo, di crescita o di calo del sistema economico. Essa facilita l’incontro di flussi di domanda e di offerta di capitali, permette di leggere in trasparenza, a seconda del loro variare, le prospettive e le condizioni della vita economica degli Stati.

La Borsa svolge un ruolo fondamentale nell’economia politica in quanto il sistema economico si sviluppa nel tempo, ma la sua evoluzione avviene attraverso fasi di espansione e fasi di contrazione dell’attività economica. Esistono periodi caratterizzati dall’aumento del prodotto interno lordo che si alternano a periodi in cui avviene il contrario. Le fasi del ciclo economico sono: ripresa, espansione, recessione e depressione.

Tralasciando le prime due fasi, la fase di recessione comporta una minore produzione e vendita di beni e servizi, sia quelli di consumo sia quelli strumentali, una minore occupazione della forza lavoro e una minore distribuzione di redditi monetari alle famiglie, quindi una diminuzione della domanda effettiva, in questa fase si assiste alla caduta delle quotazioni di Borsa. In questo stesso momento essa con i suoi crolli invia un segnale al mondo finanziario, indicando che il ciclo economico si sta esaurendo e che è fondamentale che gli economisti si interroghino sui nuovi interventi da adottare nel settore finanziario. Inoltre, le decisioni di governo possono influenzare l’andamento dell’economia in molti modi: incentivando il risparmio e gli investimenti, promuovendo la ricerca e lo sviluppo nel campo della tecnologia e garantendo stabilità politica. Poiché l’economia sta volgendo verso l’ultima fase del ciclo, la depressione, la Borsa sprona i politici ad intervenire con nuove riforme.

La fase della depressione è caratterizzata da una diminuzione generalizzata della produzione, dell’occupazione, della distribuzione dei redditi alle famiglie, gli investimenti diminuiscono in misura rilevante, tutto ciò provoca una ulteriore diminuzione della domanda effettiva. Tale fase continua fino a quando si verifica un’inversione di tendenza, che corrisponde al punto in cui si passa dalla fase di depressione a quella di ripresa, dando inizio ad un nuovo ciclo economico. Ogni fase può avere una durata di pochi mesi o una durata maggiore, non esistono regole a riguardo.

Il ruolo della Borsa è quello di indicare quando il ciclo economico sta finendo e con esso si chiude una determinata fase finanziaria con le sue caratteristiche economiche e politiche; inoltre la ripresa positiva delle quotazioni di Borsa indica l’inizio effettivo di un altro ciclo, caratterizzato dall’introduzione di un nuovo metodo di produzione, dalla capacità di riorganizzare il settore industriale, continuando gli scambi economici con gli altri Stati.

Quindi si può affermare che la Borsa è a pieno titolo il barometro dell’economia.

CURRICULUM

Michela Minerva, di Grottaglie (TA), 23 anni, ha conseguito, nell’ottobre 2010, la laurea triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, presso l’Università del Salento con una tesi in Economia Politica dal titolo “Il profilo economico-politico della Borsa tra passato e presente”. Attualmente è iscritta al corso di Laurea Magistrale in Scienze dalla Politica presso la stessa Università.

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