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La cultura? Produce economia Il network Valle d’Itria insegna

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Il patrimonio territoriale, con una strategia ben studiata, è una concreta possibilità di sviluppo.

Nell’ultimo secolo, l’economia della cultura ha assunto sempre più rilevanza con riferimento all’analisi economica dei Paesi più avanzati.

La presenza in uno spazio territoriale molto limitato di numerose realtà di successo può creare un vantaggio competitivo attraverso l’uso di strategie di valorizzazione del territorio vincenti. L’economia della cultura in Valle d’Itria dimostra come le caratteristiche territoriali, qui costituite dalla presenza nel medesimo luogo dei Trulli ad Alberobello, delle Grotte a Castellana e del Carnevale a Putignano, associate ad una corretta pianificazione strategica, possano portare alla creazione di vantaggi competitivi per il territorio.

Con il Piano Strategico “La Murgia dei Trulli: dal mare alla Valle d’Itria”, le 8 amministrazioni interessate, con a capofila il comune di Monopoli, e la Regione Puglia hanno scelto di conferire concretezza finanziaria alle strategie di valorizzazione del territorio, destinando ad esso – in relazione alla programmazione dei fondi strutturali ed agli altri fondi nazionali (FAS) e comunitari (FESR, FSE) – risorse ed autonomia per l’attuazione dei principali interventi di marketing territoriale. Il piano ammonta complessivamente a 400 milioni di euro, di cui 200 finanziati con fondi comunitari e 200 con fondi nazionali, che servono per realizzare oltre 200 interventi. Tali interventi sono stati selezionati pensando alla necessità di costruire un “sistema di regole comuni” per le amministrazioni interessate. Tra gli obiettivi principali che si mettono in campo con il Piano ci sono la tutela del capitale paesaggistico, storico, architettonico, culturale e dell’identità locale.

La forte presenza di un patrimonio culturale ha portato alla creazione di una vastissima gamma di network con lo scopo di creare un vantaggio competitivo che favorisca tutte le località del circondario: tra i più operativi, rientrano il gruppo di azione locale (G.A.L.) “terra dei trulli e di Barsento” e il consorzio “trulli grotte mare”. Il territorio della Valle d’Itria deve il suo successo all’unicità indiscussa del suo patrimonio territoriale, non reperibile in nessun altro luogo: in 20 km quadrati si trovano i Trulli di Alberobello, dichiarati dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, le grotte di Castellana, il più grande complesso carsico mai esplorato dall’uomo, ed il carnevale di Putignano, il più lungo (inizia ben il 26 dicembre) e longevo del mondo (risale al 1394). In quest’ottica possiamo affermare che ci troviamo di fronte ad un cluster culturale di base, dove assistiamo ad un avanzato livello di specializzazione delle imprese del settore turistico, ma dove ancora sussiste una certa individualità e le reti di relazioni non sono ancora sufficientemente sviluppate per poter parlare di conclamato network tra gli stakeholders dell’industria culturale e turistica.

La mia tesi applica i principi dell’economia della cultura (Luca Scandale, 2006) secondo cui utilizzando come parametri il livello di evoluzione del cluster come misura dell’attrattività del mercato, e la presenza di asset culturali come misura del patrimonio territoriale, è possibile costruire una matrice Boston Consulting Group: nel caso analizzato si possono senz’altro eliminare i casi agli antipodi, cioè “Dog” e “Star”, poiché i cluster non sono sviluppati a sufficienza per poter parlare di eccellenza, ma gli asset non sono al livello minimo. Anzi, è proprio la presenza di un grande patrimonio di asset culturali legati alla presenza di trulli, grotte e carnevale a distinguere il territorio esaminato come “cash cows”, letteralmente “mucche da mungere”. Solo diventando leader indiscussi nel campo turistico si potrebbe fare un salto nella categoria al top tra asset e cluster, ma per quanto sia necessaria una maggiore interazione tra gli attori sociali, non possiamo pensare alla realtà pugliese come una terra in costante evoluzione, visto il forte attaccamento alle tradizioni che sono proprio il punto di forza del territorio.

Il turismo rappresenta, per l’intera area del sud-est barese, una concreta possibilità di sviluppo grazie alle bellezze naturali, al clima mite ed ai tanti beni architettonici e archeologici disseminati nel territorio. Il sistema turistico della Valle d’Itria si regge principalmente sulla capacità di attrarre flussi nei comuni di Alberobello e Castellana, rispettivamente prima e seconda meta turistica per numero di presenze in Puglia. Negli ultimi anni sono sorte una serie di strutture ricettive alternative agli alberghi tradizionali, quali camping, bed&breakfast e agriturismi, con servizi e prezzi competitivi (ben il 57% delle strutture ricettive presenti nell’area è costituito da esercizi b&b). Questo evidenzia l’importanza di potenziare l’offerta turistica affinché sia integrata e destagionalizzata, in grado di valorizzare le risorse naturali, culturali, storiche dell’intera area.

Per formulare le strategie territoriali necessarie per raggiungere un vantaggio competitivo, un chiaro quadro della situazione è offerto dall’analisi SWOT, ovvero attraverso l’analisi della situazione del circondario, vengono definiti i punti di forza (forte presenza di identità e tradizioni locali (antichi mestieri, carnevale, sagre), presenza nel territorio di siti di valore ambientale e paesaggistico, forte vocazione turistica del territorio) e di debolezza (scarso coordinamento tra i soggetti pubblici e privati per la valorizzazione delle tradizioni del territorio, modesta attivazione di politiche di marketing territoriale) e con l’analisi dell’ambiente esterno vengono valutate le opportunità (elevati flussi turistici e crescente attenzione verso un’offerta turistica ecocompatibile, riscoperta delle tradizioni) e le minacce (aggravamento dell’indice di senilizzazione della popolazione e perdita delle conoscenze legate agli antichi mestieri) che possono influenzare la performance degli attori che operano per il territorio.

Di particolare interesse per l’attuazione di interventi sul territorio della Valle d’Itria sono i finanziamenti nazionali e comunitari. Il Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS), è il fondo nazionale per lo sviluppo con cui si dà unità programmatica e finanziaria agli interventi rivolti al riequilibrio economico e sociale fra le diverse aree del Paese. I fondi FAS 2007-2013 riservati alla regione Puglia hanno una dotazione complessiva di circa €. 2.619.000.000 con beneficiari del programma imprese di varia dimensione ed operanti in diversi settori, amministrazioni pubbliche e soggetti del Terzo Settore. Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) è uno dei fondi strutturali utilizzati dall’Unione Europea per la promozione di uno sviluppo sostenibile e la creazione di posti lavoro durevoli. La dotazione dei fondi FESR 2007-2013 per la regione Puglia è di € 5.238.043.956, destinati a ricerca e innovazione, uso sostenibile delle risorse ambientali e occupazione. Il Fondo sociale europeo (FSE) è il principale strumento finanziario di cui l’Unione europea si serve per sostenere l’occupazione negli Stati membri oltre che per promuovere la coesione economica e sociale. La dotazione complessiva dei fondi FSE 2007-2013 per la Puglia è di € 1.279.200.000 e i beneficiari sono imprese, enti pubblici e soggetti del Terzo settore.

Il territorio che racchiude Castellana Grotte, Alberobello e Putignano è senza dubbio fonte di grandi introiti dal punto di vista turistico, grazie ad i punti di forza che le grotte, i trulli ed il carnevale costituiscono per questi luoghi. La chiave del successo è la cooperazione, non solo teoricamente sancita da accordi tra le amministrazioni, ma concretamente attuata attraverso incentivi alla creazione di reti relazionali che permettano al territorio di trarre il massimo vantaggio dall’economia della cultura. Il futuro sta nel valorizzare ciò che ha fatto di queste località una terra unica nel suo genere: la presenza nel medesimo luogo di trulli, grotte e carnevale, che solo qui hanno il marchio dell’autenticità. Unici al mondo, made in Puglia.

CURRICULUM

Walter Bianco, 22 anni, di Monopoli (Ba), ha conseguito a Casamassima presso l’università LUM la laurea triennale in economia ed organizzazione aziendale, discutendo una tesi in economia e sviluppo dell’arte, del cinema e della cultura intitolata “Trulli, grotte e carnevale: unici al mondo, made in Puglia”. Attualmente ha intrapreso un corso di laurea specialistica in International Management.

Commenti  

 
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