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Economia della conoscenza tra ricerca e capitale umano

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Le strategia dell’Unione Europea per riforme, coesione e occupazione nei Paesi membri.

L’elaborato cerca di mettere in risalto il ruolo cruciale della ricerca, dell’innovazione e della creatività quali basi fondamentali per la crescita e lo sviluppo dell’uomo. Ricerca non da intendersi quale bene accessorio di un paese, ma una scelta obbligata, l’elemento catalizzatore per il percorso formativo, ossia quello che riesce a renderlo competitivo. Il lavoro si sviluppa analizzando l’attuale contesto europeo, descrivendone un esempio di successo come il Fraunhofer- Gesellschaft in Germania e mettendo in risalto l’attività del consorzio CETMA, centro di ricerca localizzato nel Mezzogiorno per molti aspetti degno di analisi approfondita.

Componente essenziale della ricerca sono poi i ricercatori, sottolineato con più forza anche nella Strategia di Lisbona, un capitale umano spesso “insoddisfatto” in termini di stabilità e di riconoscimenti, per questo motivo ho integrato l’argomento sottoponendo un questionario ai ricercatori del consorzio, mirante ad analizzarne bisogni e aspettative.

L’ Europa della conoscenza

Nel Marzo del 2000 si è tenuta una sessione straordinaria del Consiglio Europeo per definire un nuovo obiettivo strategico dei Paesi Membri, in particolare si sottolineava l’importanza di un’economia basata sulla conoscenza, da raggiungere attraverso un forte sostegno all’occupazione, alle riforme economiche e alla coesione sociale. La spinta nasceva soprattutto dall’aver riscontrato un forte ritardo dell’Europa nei confronti di Stati Uniti e Giappone, quindi si cercò di puntare sulla capacità di innovare e di generare conoscenza. In Italia il rallentamento è ancora più evidente attraverso un ampliamento del differenziale di crescita del PIL.

Il livello di competitività globale del sistema produttivo italiano, risente soprattutto di un insufficiente grado di innovazione scientifica e tecnologica a sostegno delle imprese e di una carente concorrenza nell’ambito dei servizi, soprattutto quelli pubblici. Nonostante, infatti, essa presenti tutti i caratteri di un’economia avanzata, con elevati livelli di benessere, esistono dei freni, non adeguatamente contrastati dalle azione dei policy, che compromettono la sua capacità di innovare nel pubblico e nel privato, ripercuotendosi negativamente sulla crescita potenziale di sistema. Tra i driver dell’innovazione figurano : il volume degli investimenti in ricerca e sviluppo, la conoscenza tecnico scientifica, il capitale umano, espresso in termini di numero di laureati, ricercatori e nella spesa a sostegno dell’educazione, le caratteristiche generali del contesto economico e istituzionale, le dotazione delle strutture di base.

Il sistema di innovazione tedesco e il Fraunhofer

L’economia tedesca è caratterizzata da alti livelli di intervento dello Stato, da protezionismo e regolamentazione del business, risultando una potenza con un forte peso sull’economia europea. In Germania la ricerca è totalmente finanziata dai fondi pubblici, mentre R&S sono finanziati dai privati, come le industrie. Il Fraunhofer- Gesellschaft viene fondato nel 1949, nasce come organismo nonprofit, diretto ad attività di ricerca a sostegno delle industrie, viene poi qualificato dal ministero della ricerca come destinatario di fondi istituzionali, divenendo un organismo flessibile ed efficiente capace di mediare enti pubblici e industrie. In Germania gli investimenti in R&S rappresentano il 4% del prodotto nazionale tedesco, il quale continua a crescere grazie ai continui supporti da parte del governo, in termini sia di finanziamenti, sia dal supporto degli obiettivi politici che garantiscono alti livelli di innovazione scientifica e tecnologica.

Il consorzio CETMA

Il progetto CETMA si inseriva nell’ambito del programma STRIDE della Comunità Europea, lo scopo era quello di rafforzare il potenziale delle regioni meno progredite in materia di ricerca, tecnologia e innovazione, in modo da poter attirare e mantenere nei vari settori produttivi attività tecnologicamente avanzate e personale altamente qualificato. Il 31 gennaio 1994 l’iter di approvazione formale del progetto trova la sua conclusione siglando la convenzione stipulata tra ENEA e il Ministero dell’Istruzione e Ricerca.

La costruzione del consorzio CETMA presso la cittadella della ricerca di Brindisi, fu uno degli elementi che ne favorirono l’approvazione da parte della Comunità Europea. Il consorzio è un’organizzazione che lavora essenzialmente per progetti. Una grossa parte della produzione è rappresentato da PAR (Progetti Autonomi di Ricerca), programmi che nascono e si sviluppano in base ad obiettivi determinati in piena autonomia, accrescendone le competenze, ma che necessitano di fonti di finanziamento esterne, da CRS (Contratti di ricerca e Sviluppo) ossia da lavori che vengono realizzati per conto terzi, che possono essere soci o meno del consorzio stesso, da SER (Servizi Avanzati) derivanti da clienti pubblici e privati, da FORM ossia progetti di formazione acquisiti partecipando a bandi pubblici o finanziati da terzi e da AMB, consulenze commissionate dal Ministero dell’Ambiente.

Esso si caratterizza come un centro di ricerca applicata multidisciplinare, che finalizza i propri studi su materiali, processi, tecniche e metodi allo sviluppo ed all’innovazione di prodotti industriali e dei servizi. L’organico è costituito da 76 unità, composta prevalentemente da ingegneri, tecnici, impiegati amministrativi e dirigenti. La struttura organizzativa è multidivisionale, formata da tre divisioni scientifiche, dallo staff di direzione, un comitato per la gestione della qualità, un gruppo si lavoro per l’elaborazione di proposte progettuali e dalla divisione di amministrazione.

Dal 2001 sono stati depositati 4 brevetti relativi a tecnologie e processi innovativi nei settori di ingegneria dei materiali e civile. L’accumulo di know-how generato dai progetti di ricerca si sta traducendo in un crescente incremento delle capacità del CETMA di offrire consulenza tecnico-scientifica ad imprese piccole, medie e grandi, innescando virtuosi processi di trasferimento tecnologico per cui le competenze generate all’interno dei laboratori del centro trovano applicazioni in servizi innovativi offerti ai propri clienti. Grazie alla compartecipazione agli investimenti in R&S da parte dei soci del consorzio si riesce ad attenuare i rischi economici-finanziari e si è potuto creare un capitale umano qualificato.

In conclusione

Nell’attuale crisi finanziaria l’Italia in termini R&S risulta essere indietro rispetto a molte nazioni Europee, gli investimenti continuano a calare, rappresentando solo l’1,1% del PIL rispetto ad una media europea del 1,8%. I soldi sono pochi, ma soprattutto alla classe politica manca quella visione prospettica di lungo periodo; emerge la strategia dei tagli da effettuare, ma quelli alla ricerca dovrebbero essere gli ultimi, essendo essa stessa l’elemento propulsore della crescita economica.

Eppure proprio nel Mezzogiorno opera il consorzio CETMA, una realtà che è riuscita a creare un vasto numero di collaborazioni tra università, centri di ricerca privati e non, aziende di produzione e fornitori di materie prime sia nazionali che esteri. Un centro che si propone come partner delle aziende nello sviluppo del prodotto, nato per accrescere le potenzialità di innovazione nel Mezzogiorno, che riesce a fornire formazione continua, promuove la mobilità, implementa la rete di comunicazione con il mondo accademico e ne sfrutta i risultati ottenuti.

Unico punto debole emerso è inerente la retribuzione e il contratto dei ricercatori, definiti “sufficienti”, soprattutto se paragonati al resto d’Europa, motivo che potrebbe portare ad emigrare all’estero o a cambiare tipo di lavoro. Sarebbe auspicabile per l’Italia riuscire a trattenere la “fuga dei cervelli”, senza la ricerca un paese si impoverisce, e ove manchi una protezione da parte dello Stato per questa, ci si dovrebbe adoperare per attuarla, riuscire a coltivare una cultura dell’innovazione.

CURRICULUM

Laura Greco, 34 anni, di Boncore frazione di Nardò, ha conseguito a Lecce, la laurea triennale in Cooperazione Internazionale con tesi in Politica Economica. Impiegata dal 2003 come assistente amministrativa ha coniugato lavoro e studio e attualmente è iscritta al corso di laurea magistrale
in “Gestione delle attività turistiche e culturali” della Facoltà di Economia di Lecce. Ha frequentato diversi corsi per photoreporter, ed è in attesa di un lavoro inerente alle sue attitudini.

Commenti  

 
0 #3 Malorie 2014-12-30 22:44
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time by reading thes good content.

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0 #2 brei 2013-10-02 13:21
ciao anche io sto scrivendo la tesi sull'importanza della ricerca dell innovazione e del capitale umano per la crescita,e poichè non mi segue nessuno volevo sapere se potevi mandarmi qualche link interessante ti ringrazio
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0 #1 valens 2013-01-14 11:30
ciao stò scrivendo la tesi sull'importanza della ricerca e sviluppo per la crescita di un paese.
mi puoi dare qualche spunto?
grazie mille
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