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Giornalismo nell’era del Web il sapere oggi è collaborativo

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La Rete ha cambiato il modo di pensare degli utenti introducendo il concetto di scambio.

 

“Aprite un blog, andate per strada con una telecamera, diffondete i vostri video su YouTube e Facebook. È un passaggio necessario per chi oggi vuole fare giornalismo”. Così T. Tessarolo, general manager di Current TV Italia (il social news network globale di scambio d’informazioni e attualità, fondato nel 2005 da Al Gore ex vicepresidente degli Stati Uniti), a febbraio 2009 al Festival del Giornalismo di Perugia per riassumere ciò che è diventata oggi la professione giornalistica. Aveva proprio ragione. La professione giornalistica è stata tra quelle che più di ogni altra ha risentito dell’avvento della comunicazione globale nel giro di pochi anni: con Internet, infatti, ha dovuto rivedere e organizzare nuove tecniche e pratiche per vincere la sfida che questo nuovo medium impone. Oggi infatti si sente parlare sempre di più di società dell’informazione e di economia dell’informazione per indicare una società in cui il sapere è diventato davvero il bene più importante delle comunità.

La rivoluzione di Internet

Grazie al diffondersi progressivo di internet come strumento commerciale e di comunicazione si è rivoluzionato il rapporto utente-servizio rendendolo più immediato, semplice e pervasivo. Ovvero attraverso il web, gli utenti possono sviluppare, promuovere la conoscenza. In particolare un nuovo stadio dell’evoluzione della rete ha aperto il campo a numerose opportunità di interconnessione e comunicazione che favorisce la collaborazione e offre la possibilità di esprimersi e soddisfare gli interessi: questo è il web 2.0. È cioè l’ambiente in cui si sono sviluppati dei siti web o delle applicazioni, le quali mettono il controllo del contenuto, (che sia generato direttamente dall’utente o no), direttamente nelle mani del consumatore. Sono loro i veri protagonisti: il 56% dei navigatori italiani (a Gennaio 2009) pari a 11 milioni 380 mila persone, hanno visitato almeno una volta i siti del web 2.0. Il cuore del web 2.0 è il contenuto, fruibile in tutte le sue applicazioni multimediali, prodotto dall’interazione degli utenti tramite piattaforme ad hoc il cui filo conduttore è la collaborazione.

Interazione sociale

Questo è il w2.0: interazione sociale realizzata grazie alla tecnologia. Le caratteristiche fondamentali delle applicazioni 2.0 sono il contenuto generato dagli utenti e le community che vi si creano intorno, e i concetti alla base di questi elementi sono la condivisione e la partecipazione. I servizi e gli strumenti del web 2.0 trasformano ogni utente da consumatore a partecipante, da utilizzatore passivo ad autore attivo di contenuti, da consumer a prosumer. Questi utenti mostrano dati di consumo della rete più elevati rispetto alla media (27 ore e 50 minuti contro le 18 ore e 36 minuti della media), in virtù del frenetico bisogno di collegarsi assiduamente alla rete (44 collegamenti mensili contro i 29 della media). Esistono diverse forme di applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente: blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Myspace, Gmail, Wordpress e altri. Tra le tipologie di siti web 2.0 si nota che Portali, Giant e Blog (che raccolgono oltre un terzo dell’audience) hanno un maggiore impatto sugli utenti internet (in quanto ci trascorrono più tempo). La categoria più visitata, i Giants, raggruppa i 3 siti che hanno trainato il fenomeno divenendo marchi noti globalmente: Wikipedia, My Space e specialmente YouTube. E non è un caso che i più grandi fenomeni mediatici e di consumo facciano esplicito riferimento, già nel naming scelto, ad una componente personale e sociale come My-space, You-tube o nei prodotti come l’I-pod e la Wi-i, per risaltare l’importanza centrale del consumatore. Ecco perché viene chiamato My Internet. Tutte queste applicazioni favoriscono la condivisione del sapere. Un esempio è Wikipedia ovvero l’enciclopedia online multilingue gratuita redatta grazie alla collaborazione di volontari. “Il World Wide Web è il luogo dove si sperimenta la condivisione delle intelligenze empiriche”.

Scambio di saperi

L’incontro in rete permette anche lo scambio di saperi tra culture differenti. Oggi, dunque, l’informazione passa attraverso gli utenti che si scambiano idee, emozioni e ricordi. È un’intelligenza collettiva che collega persone separate fisicamente, ma riunite negli spazi del web, dai blog ai social network. Tutto quello che circola in rete creato dagli utenti che stanno diventando i veri protagonisti del web. Ovvero dell’user generated content Il termine sta ad indicare il modello di una nuova generazione di siti web di successo, che si basano non sull’offerta di contenuti prodotti in modo industriale, ma piuttosto sulla disponibilità di strumenti che gli utenti comuni possono utilizzare per pubblicare testi, video, fotografie, condividerli con altri e discuterli. Dall’ugc nasce il citizen journalism, che nasce infatti dalla volontà di condividere con gli altri il proprio lavoro e le proprie passioni, cercando di trovare riscontri positivi, arricchimento, spunti di conversazione, dal contatto con altre persone che hanno i medesimi interessi. Non consiste solo di quello che viene reso disponibile direttamente come articoli, album fotografici, video autoprodotti o recuperati da vecchie videocassette e restituiti a nuova vita, racconti, canzoni, ricerche, saggi, ricette e tutto quanto si ha voglia di far vedere agli altri, ma è parte fondamentale dell’ugc anche il riscontro degli altri a questo: i commenti positivi o negativi, i link a quella determinata pagina, le classificazioni, i voti (dove è possibile darne), l’inserimento in liste personali di social bookmarks, le citazioni, tutto quello che va a completare ed arricchire il contenuto principale, e grazie al quale si può approfondire, ampliare, realizzare ogni nostro interesse in un modo che prima non era pensabile.

Imprese in rete

Dunque, i nuovi media hanno anche un grande impatto sul modo di competere delle imprese, ed in particolare delle imprese ad alto contenuto di informazione e conoscenza. Essi possono accelerare i processi di convergenza, globalizzazione e iper competizione in atto. In questo nuovo ambiente competitivo diventa sempre più necessario e possibile per le imprese costruirsi vantaggi a partire dalla propria capacità di anticipazione del cambiamento nonché dalla capacità di generare apprendimento, qualità, velocità e varietà per il mercato. Internet amplifica questa capacità di generare nuove risorse e cambia le regole in gioco in quanto abbatte le barriere dello spazio e del tempo nel trasporto dell’informazione. E sono proprio l’editoria online ed il commercio elettronico a rappresentare il motore di questo sviluppo in quanto sollecitano l’interesse degli utenti a frequentare la rete. Così le innovazioni tecnologiche unite ai bisogni di una società in continua evoluzione hanno spinto ad un consumo sempre più personalizzato dell’informazione e della conoscenza.

Condivisione collaborativa

Poiché la nuova rete ha cambiato il modo di pensare e di agire dell’utente in rete, oggi il sapere si realizza e si condivide attraverso lo scambio informazioni in tempo reale creando un sapere collettivo e collaborativo. In questa realtà si amplificano gli aspetti personali, ci si sofferma a particolari obiettivi o ad una attitudine specifica. Inoltre, lo spazio illimitato della rete consente all’utente di trasformarsi in autore, di assumere un ruolo da protagonista di interagire e ad esempio di creare un’edizione individuale di giornale in base alle proprie specifiche necessità e curiosità. Ora che sui monitor direttamente da casa o dall’ufficio si può contattare elettronicamente un politico o uno scienziato, accedere al sito di un’istituzione o di un’associazione, al newsgroup sulle novità tecnologiche o alla chat in cui si discute della pena di morte, decidere la prossima pubblicità per una marca famosa, personalizzarsi gli oggetti, pagarsi bollette e multe. Ovvero: tutti sono parte di tutto.

CURRICULUM

Alice Milia, ha 26 anni ed è originaria di Palermo ma vive a Bari da 7 anni. Si è laureata alla triennale in Lettere, curriculum Editoria e Giornalismo, e alla specialistica in Marketing presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Ha discusso la tesi in Internet Marketing e Commercio Elettronico.
È giornalista pubblicista e attualmente collabora con La Gazzetta dell’Economia e con go-bari.it

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