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Per la tutela del consumatore servono trasparenza e sicurezza

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In ambito comunitario l’etichettatura continua a essere un campo in costante evoluzione.

Oggigiorno sono tantissimi i prodotti alimentari presenti sul mercato e, il più delle volte, il consumatore effettua una scelta per così dire “di convenienza”, ovvero cercando il prodotto quanto più compatibile e in grado di soddisfare le proprie esigenze, siano esse alimentari, fisiche, psicologiche ed economiche, anche se non del tutto conforme al prodotto più idoneo. Il più delle volte tale scelta, è il frutto altresì di una sana ignoranza circa il carattere merceologico dei prodotti, che accomuna un gran numero di consumatori: in realtà molti di essi non sanno cosa differenzia un prodotto dall’altro. I consumatori possono, infatti, godere degli effetti positivi della concorrenza soltanto se sanno che cosa effettivamente acquistano. Per poter decidere liberamente e in modo consapevole cosa acquistare, essi devono poter beneficiare di un’informazione obiettiva e veritiera sul contenuto e sulla qualità dei servizi offerti.

La tutela dei consumatori

La politica di protezione dei consumatori dovrebbe seguire tre linee essenziali:

  • l’elaborazione di un mercato aperto e trasparente che permetta ai consumatori di beneficiare di una grande offerta di prodotti di qualità e di effettuare la loro scelta in funzione del prezzo, del modello e dell’offerta;
  • la promozione e realizzazione di un’informazione obiettiva e indipendente, garantita dalla partecipazione attiva delle associazioni di categoria che consenta ai consumatori di scegliere con maggior libertà;
  • la presa in considerazione degli interessi dei consumatori nei diversi ambiti politici, mi riferisco in particolare alla sicurezza alimentare, alla tutela ambientale o al controllo delle formule contrattuali più comunemente usate.

L’UE conta oggigiorno oltre 370 milioni di consumatori. Gli Stati hanno elaborato politiche finalizzate a difendere gli interessi specifici dei consumatori, garantendo loro un certo numero di diritti fondamentali attuando politiche intese a ridurre le disuguaglianze, a lottare contro le prassi sleali, a promuovere la salute e la sicurezza e a migliorare il tenore di vita in generale. Alcuni Stati hanno scelto un approccio regolamentare, per trattare i problemi relativi ai consumatori fanno capo a una vera e propria struttura amministrativa. Altri invece hanno adottato un approccio più pragmatico, che promuove un certo grado di autoregolazione dei mercati e dei settori. Infine, se per alcuni governi è stata prioritaria la legislazione sui prodotti alimentari, altri hanno preferito concentrarsi sulle denominazioni commerciali o sulla fornitura di beni e servizi.

Il ruolo dell’Europa

Il ruolo principale dell’UE consiste nel fissare un livello minimo di tutela dei consumatori nell’ambito del mercato unico. Essa ha emanato direttive nei settori della pubblicità ingannevole, del credito al consumo, della sicurezza dei prodotti e delle condizioni generali dei contratti stipulati con i consumatori. L’UE sostiene e completa con delle azioni specifiche la politica degli Stati membri in materia di protezione della salute e di sicurezza dei consumatori, di difesa dei loro interessi economici e di promozione dei diritti individuali all’informazione, al risarcimento dei danni subiti, all’accesso alla giustizia, alla rappresentanza degli interessi collettivi e all’istruzione. Gli Stati membri possono comunque fissare sul piano nazionale dei livelli di tutela superiori a quelli stabiliti a livello europeo, a condizione che le misure adottate non costituiscano un ostacolo al commercio. Le direttive emanate dalla UE sono state il vero motore per la realizzazione di un diritto dei consumatori negli ordinamenti nazionali in cui questa branca non era sviluppata o era appena agli inizi.

Il Codice del Consumo

Per il nostro Paese è stata determinante l’adesione al mercato comune che ha consentito il decollo di questa branca del diritto; infatti il diritto comunitario si è esteso in modo straordinario, entrando in ambiti prima considerati inattingibili, perché riservati al legislatore statale, e comunque alle prerogative degli Stati membri. Le direttive emanate dall’UE e le loro relative attuazioni hanno creato una miriade di leggi disseminate in modo confuso nel nostro ordinamento che il legislatore ha voluto riordinare attraverso la legge 29 luglio 2003, n. 229 che ha delegato il governo “ad adottare uno o più decreti legislativi, per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei consumatori”. La necessità di riordinare e armonizzare la normativa in tema di tutela dei consumatori e degli utenti rappresenta la finalità perseguita con l’attività di compilazione concretizzatasi nel Codice del Consumo, il quale, come si legge nella Relazione illustrativa del Ministero delle Attività Produttive: “... non comprende solo le regole di disciplina del contratto, ma racchiude anche le norme riguardanti ogni fase in cui il consumatore è coinvolto in relazioni giuridiche con i soggetti della catena di produzione e distribuzione di prodotti e servizi”. Con l’entrata in vigore del Codice del Consumo (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206) l’ordinamento giuridico italiano saluta la realizzazione di un impianto di tutela dei diritti dei consumatori organico e strutturato.

Equilibrio domanda-offerta

Il ventesimo secolo, teatro d’innumerevoli scandali alimentari che hanno colpito ma soprattutto allarmato la categoria dei consumatori, ha visto nascere un nuovo tipo di esigenza, del tutto legittima: la richiesta da parte dell’utenza, di un più alto livello di sicurezza e di tutela nei confronti del rischio alimentare. Si è andata sempre più sviluppando l’esigenza di regolazione del mercato e di tutela del consumatore, considerato non più soggetto passivo bensì, soggetto attivo titolare di scelte che, se consapevoli, possono incidere sul comportamento delle imprese, ricostituendo una corretta relazione fra titolari della domanda e titolari dell’offerta. Di fronte a un’offerta in continua trasformazione diviene pertanto indispensabile elaborare disposizioni omogenee per la protezione dei consumatori, migliorando le informazioni da destinare loro. Per soddisfare tale bisogno di crescita del ruolo del consumatore, correlata alla necessità d’informazioni trasparenti e chiare sull’identificazione dei prodotto e sulle loro caratteristiche, ha assunto un ruolo sempre più importante il sistema variegato di etichettature, di marcature obbligatorie o facoltative e di certificazioni di conformità. In particolare l’etichettatura dei prodotti rappresenta una fra le forme di comunicazione più consone a prendere il luogo della parola: la parola si materializza nello scritto e si unisce al prodotto. Questa materializzazione muta anche la forma di linguaggio non solo per la necessità di contrarre il messaggio, ma anche per l’importanza che assume il farsi comprendere in Paesi diversi.

L’etichettatura dei prodotti

In ambito comunitario, in effetti, l’etichettatura dei prodotti pur rimanendo un campo in costante evoluzione, costituisce ormai un dato acquisito per i consumatori. L’evoluzione della normativa a riguardo farà emergere come l’etichetta, realizzata secondo tutti i criteri previsti, possa divenire da vincolo imposto (dalla normativa), un vantaggio competitivo per l’azienda nei confronti del consumatore e mezzo per favorire gli scambi commerciali tra i vari Stati. Trattare il tema della sicurezza in ambito alimentare significa affrontare una serie di argomenti controversi, che richiederebbero ampi spazi di discussione e di analisi al fine di comprendere più chiaramente il carattere di problematicità che li contraddistingue. In questo lavoro sarà analizzato il tema della sicurezza alimentare attraverso lo studio dell’evoluzione delle etichette, ponendo particolare attenzione a quelle applicate ai beni alimentari, perché oggi il cibo è diventato una moda e si sa, della moda bisogna sempre diffidare. Se ieri la sicurezza dei prodotti costituiva una sorta di “valore aggiunto”, utilizzato dalle imprese come strumento per fidelizzare i vecchi clienti e per accaparrarsene di nuovi, essa, oggi, rappresenta un consolidato pre-requisito di tutta la produzione industriale alimentare. La sicurezza dovrà essere garantita non solo attraverso il rafforzamento dei controlli aziendali sui prodotti, ma anche attraverso l’etichetta che, se guardata di fretta sembra sempre la stessa cosa ma, dietro di sé, nasconde una molteplicità di riflessioni.

CURRICULUM

Eufemia Colasuonno, 26 anni, ha conseguito la laurea specialistica in Economia e management presso l’Università degli Studi di Bari. Attualmente frequenta presso la facoltà di Economia di Bari il II anno del corso di dottorato di ricerca in Scienze Merceologiche; grazie ad una borsa Erasmus ha frequentato da febbraio a giugno 2010 la Krakow University of Economics, Polonia, dove si è dedicata al lavoro di ricerca.

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