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La pianificazione strategica è diventata più “sostenibile”

Il Piano strategico per il golfo di Milazzo nasce dall’esigenza di accelerare un processo di trasformazione verso la direzione di Sostenibilità di tutte le attività umane del territorio del Golfo di Milazzo. Uno strumento che può aiutarci è sicuramente un “buon piano strategico”; uso l’aggettivo buono perché di piani strategici, oggi più che mai, se ne stanno facendo, ma mirano davvero al bene comune o restano solo un concetto astratto?

Si sente parlare tanto di Pianificazione strategica, ma cos’è esattamente? Roberto Lorusso coordinatore del progetto “Di.Mo.Stra.”, progetto di ricerca sulla pianificazione strategica verso la sostenibilità finanziato dall’Anci, la spiega attraverso l’immagine di una comunità che, consapevole di ciò che ha, intraprende un cammino che le consente di risolvere e trasformare alla radice i singoli problemi, con una visione unitaria sostenibile in funzione dei propri valori e principi.

Per raggiungere una visione unitaria sostenibile è necessario utilizzare strategie; la visione deve necessariamente essere sostenibile poiché come rilasciato dal rapporto Bruntland 1987, si ottiene sviluppo solo se soddisfiamo i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle prossime generazioni di soddisfare i propri bisogni. Se fosse così, la pianificazione strategica, non servirebbe solo ai territori che presentano situazioni di disagio o a quelli che devono prepararsi ad un evento straordinario, ma potrebbe diventare il mezzo con il quale una comunità esprime la propria identità.

L’esperienza didattica del piano strategico per il golfo di Milazzo vuole palesare una metodologia che ha come elemento predominante la partecipazione. È attraverso questa logica che le persone sentono il bisogno di riconoscersi e di appartenere ad un luogo, di condividerne le tradizioni e le emozioni. Una città, un piccolo insediamento, diviene attraente attraverso i modi in cui i diversi luoghi urbani sono distribuiti, o meglio come sono articolati, giustapposti, contrapposti. Come gli operai di una fabbrica, i singoli appartenenti ad una comunità conoscono perfettamente i problemi e le esigenze; chi meglio di loro sa risolvere quei problemi? La partecipazione sarà caratterizzata da un approccio “diretto”, limitata solo alla costruzione di due strumenti (Questionario e Intervista) e un approccio “mediato” fondato sulla raccolta delle istanze sociali, attraverso strumenti on-line e strumenti a stampa. Da questi approcci sono emersi dei temi sintetizzati e codificati successivamente. Le tematiche rappresentate hanno dato vita ad una serie di “analisi tecniche”, che rappresentano le medesime tematiche emerse dall’approccio “mediato”.

L’idea guida che ha ispirato il Piano strategico “Milazzo oltre le Eolie” è nata dalla consapevolezza che il territorio compreso nel golfo di Milazzo è stato soffocato e condizionato negativamente da investimenti e scelte sbagliate, che hanno deturpato e violentato questo territorio che, per la sua posizione strategica e per le sue bellezze naturali, possiede delle potenzialità straordinarie. Il territorio accusa l’assenza di vocazioni complementari tra territori comunali o ambiti intercomunali; l’affollamento di funzioni concentrate su aree sovraccariche di popolazione; lo spopolamento di una fitta rete di piccole città interne che non dialogano più con i loro diretti riferimenti costieri; un rapporto con il mare e le isole Eolie perso, a volte, dal disordine costiero, altre, dal contesto industriale dell’A.S.I.; un degrado ambientale inconsapevolmente generato dall’uso irresponsabile del territorio; la carenza di pianificazione territoriale; l’assenza di strategie legate al turismo e al commercio; la mancanza di partecipazione nei processi di trasformazione territoriale da parte della comunità. A ciò si associano politiche basate su interessi di partito e clientelismo. Il tema ambientale è certamente quello più sentito nel comprensorio di Milazzo, ambito che vive ormai da più di cinquanta anni in un rischio incontrollabile.

L’area del golfo di Milazzo è costituita da più di 20 km di costa, da un’ampia zona pianeggiante (la piana di Milazzo) e da una serie di vallate in corrispondenza di altrettanti corsi d’acqua. In quest’area rientrano quattro aree protette: Riserva Naturale Orientata Fiumedinisi e Monte Scuderi; Affluenti del Torrente Mela; Fiume Fiumedinisi, Monte Scuderi; Capo Milazzo. I rischi individuati nelle linee guida del piano di risanamento ambientale sono di natura atmosferica, idrogeologica, acustica, ed agiscono sulla qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo, con una forte incidenza complessiva sulla qualità della vita. Il comprensorio, però, ha innumerevoli risorse di carattere ambientale; basti pensare al paesaggio agrario, ricco di elementi significativi e patrimonio indiscusso; il paesaggio marino, non dimentichiamo che il mare è una delle principali risorse, sia da un punto di vista economico, sia da quello naturalistico e turistico; ad essi si aggiungono i borghi marinari che rappresentano la testimonianza di un passato che è anche espressione del presente. Dopo aver analizzato, in maniera mirata, il contesto del golfo di Milazzo ed aver individuato gli obiettivi e le relative azioni da intraprendere, tenuto conto delle istanze sociali, è stato strutturato un adeguato quadro di indirizzi strategici.

Le strategie individuate riguardano “l’ambiente”, valorizzando il paesaggio costiero e quello agrario; mitigando i rischi derivati dall’inquinamento, attraverso una riconversione del polo industriale pesante. “Le attività produttive”, potenziando il settore della pesca e dell’agricoltura; utilizzando nuove tecnologie che mirino alla sostenibilità anche attraverso la ricerca e la promozione delle produzioni tipiche locali; l’incentivazione di attività turistica responsabile. “L’armatura urbana”, rafforzando i servizi sanitari minori, quelli culturali, scolastici e turistici; potenziando il trasporto ferroviario metropolitano, ottimizzando la rete infrastrutturale viaria, pensando anche ad un sistema portuale, che rilanci l’attività produttiva delle piccole imprese. “La qualità dell’insediamento”, migliorando le attività socio-culturali, sportive e per il tempo libero, già presenti; ammodernando le strutture pubbliche attraverso un piano di riqualificazione, basato sull’investimento delle fonti rinnovabili, con un successivo piano di risparmio; progettando nuovi piani per i centri storici, creando nuove polarità nelle periferie, tentando di ripristinare quell’antico legame con una terra compromessa da un’espansione non programmata, che ha prodotto pezzi di città spontanei, dove è una costante l’assenza di identità.

Curriculum

Antonio Santoro è laureato con lode in Architettura all’Università Mediterranea di Reggio Calabria (relatore prof. Sergio Caldaretti), con la tesi “MilazzOltrelEolie – Piano strategico per il golfo di Milazzo”. Nel 2008 vince una borsa di studio in Spagna e collabora con Claus En Kaan Architecten e SELF Arquitectura per un concorso ristretto a Barcellona.
Attualmente lavora presso lo studio NOWA di Marco Navarra.

Commenti  

 
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