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“La pesca affonda” Urlo da Manfredonia

La grande crisi – Fatale lo stop al bianchetto Sos del sindaco.

 

Un dossier può salvare la pesca del bianchetto e la marineria di Manfredonia, un tempo tra le più imponenti dell’Adriatico. I pescatori restano appesi al filo dell’Unione europea e del governo, che dopo un lungo tirae- molla ha concesso loro la possibilità di deroga (l’ennesima) previo via libera di Bruxelles. Si tratta adesso di capire come si svilupperà questo percorso, ma nel frattempo circa millecinquecento lavoratori sipontini non potranno che vivere di assistenzialismo per i prossimi mesi.

La Regione è già venuta loro incontro autorizzando la cassa integrazione in deroga, la stessa concessa un anno fa ai dipendenti delle aziende industriali finite nel gorgo della crisi. Il resto ce lo metterà lo Stato con l’aiuto “de minimis” a barca di 1300 euro più un contributo aggiuntivo fino a 10mila euro a imbarcazione. Misure che per il momento sono servite a congelare la situazione e a spegnere il “fuoco che cova sotto la cenere” per dirla con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria. Ma a Manfredonia la sopravvivenza della pesca, settore di primaria e storica importanza, andrebbe tutelata attraverso un quadro d’interventi strutturale: quand’anche passassero le misure chieste a Bruxelles avrebbero carattere provvisorio e comunque legate a un’autorizzazione locale. “A Manfredonia – dice il sindaco Angelo Riccardi – stiamo facendo uno sforzo sovrumano per impedire che la tensione sociale sfoci in atti e iniziative che non voglio nemmeno immaginare. I pescatori da due mesi e mezzo non escono più in mare, colpiti dai divieti sul bianchetto e dal caro-gasolio che obbliga le grandi imbarcazioni a fare altrettanto.

Rischiare di non poter mettere il piatto in tavola per queste famiglie è un problema concreto che ci auguriamo di poter scongiurare in fretta con i provvedimenti decisi dal ministero dell’Agricoltura”. Una preoccupazione condivisa dalla Flai-Cgil che sottolinea la necessità di colmare una situazione di stallo che inevitabilmente si sta già producendo a causa del “processo di riorganizzazione che riguarderà i piani di gestione delle risorse ittiche e la relativa riorganizzazione della flotta”. Il tutto richiederà l’impegno dei diversi attori istituzionali, il ministero dell’Agricoltura, l’assessorato regionale, il Comune di Manfredonia. “Ci auguriamo – rileva la Flai-Cgil – anche il coinvolgimento pieno delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali”. Eppure di deroghe la marineria sipontina si nutre sin dal dicembre 2006 quando è entrato in vigore il Regolamento “Mediterraneo” n.1967 dell’Unione europea che ha scritto la parole fine alla pesca del bianchetto riconoscendo tuttavia cinque anni alle marinerie per adeguarvisi. In tutto questo tempo tuttavia non sono state individuate tipologie di pesca alternative, c’è stata forse anche una sottovalutazione del problema.

Sta di fatto che nel 2011 si rincorre ancora una deroga (questa volta l’ultima e forse quella definitiva) per rimettere in sesto un settore che potrà ritornare a vivere nel 2012. Nella riunione del 2 marzo scorso con il capo di Gabinetto, Giuseppe Ambrosio, la delegazione di Manfredonia guidata dal sindaco Riccardi e dall’assessore regionale all’Agricoltura, Dario Stefàno, ha strappato l’impegno al governo di un piano in difesa della marineria manfredoniana e di altre quattro marinerie del Sud (compresa Molfetta) da presentare all’attenzione della Commissione europea “entro il 17 marzo”.

Il governo pensa così di tutelare in deroga la pesca del bianchetto nei cinque bacini in cui è concentrato il 95% di questo tipo di pescato in Italia, comprendendo anche Corigliano Calabro e Sciavonea in Calabria e Salerno in Campania. Cinque macroaree in cui la pesca del bianchetto e del rossetto viene tutelata per legge, in esse vengono riconosciute caratteristiche pedo-climatiche particolarmente favorevoli alla pesca di questo novellame tale da non pregiudicare la salute del mare. A conti fatti la missione romana si chiude con una «soluzione dignitosa», parola del primo cittadino. Se, infatti, la deroga per quest’anno è andata a farsi benedire (e d’altronde sarebbe stata soltanto per pochi giorni, dal momento che il bianchetto si può pescare soltanto fino al 15 marzo), per il 2012 il golfo sipontino potrebbe ottenerla ed a quanto pare non si tratterà di un’autorizzazione provvisoria. “Il dossier che il governo si è impegnato a presentare a Bruxelles – spiega Riccardi – poggia su uno studio dettagliato in cui si sostiene la necessità e l’importanza della pesca del bianchetto in aree particolarmente vocate. Non c’è alcuna volontà di oltrepassare una prescrizione obbligatoria per tutte le marinerie comunitarie, si riconosce però la particolare vocazione di alcune macroaree che non possono essere trattate alla stregua delle altre”. Lo stesso concetto andrebbe ripreso anche per le grandi imbarcazioni da pesca (circa 40 a Manfredonia) che pescano bianchetto, ma vanno per mare aperto. “Siamo obbligati a raggiungere le 20 miglia per trovare il mare pescoso – dice di un peschereccio con 5 uomini di equipaggio – la battuta ci costa solo di gasolio 7mila euro, una spesa non più sostenibile con la crisi in atto nei paesi del Maghreb”.

L’aumento del prezzo del carburante è un’altra tegola che si abbatte sull’economia marittima sipontina, che la crisi del bianchetto ha accentuato in queste ultime settimane. Ufficialmente anche gli armatori tengono le grandi barche ancorate al porto in segno di “solidarietà” nei confronti delle imbarcazioni più piccole dedite alla sola pesca del bianchetto. In realtà i continui aumenti del prezzo del gasolio, rimbalzato negli ultimi mesi da 50 a circa 80 centesimi, pongono inquietanti interrogativi ai pescatori che chiedono misure di sostegno al governo, ma molti dei quali sono tentati dall’idea di abbandonare tutto.

Dunque la battaglia sul bianchetto potrebbe essere solo l’inizio di un piano di rivendicazioni per salvare in toto la marineria sipintina. L’assessore regionale all’Agricoltura apre a una soluzione positiva: “Il nuovo dossier – dice Dario Stefàno – verrà predisposto dal ministero entro il 17 marzo per l’inoltro a Bruxelles, la Regione Puglia verrà tempestivamente informata sull’evoluzione del procedimento, al quale potrà parteciparvi direttamente. Per quanto concerne il rossetto si resta in attesa di una decisione della Commissione europea, che si auspica possa essere positiva”. La richiesta di deroga per il bianchetto tiene conto ovviamente delle prescrizioni imposte dall’Unione europea, ma in un quadro in cui vengono stabiliti criteri di autorizzazioni sulla base del riconoscimento delle cinque macroaree per tutto il Mezzogiorno in cui la pesca del novellame è abbastanza sviluppata. “La richiesta di deroga – aggiunge l’assessore regionale – sarà accompagnata da un piano di gestione più aderente alle indicazioni della Unione Europea e da un procedimento al quale parteciperà direttamente la Regione Puglia”.

MASSIMO LEVANTACI

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