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Logistica in Puglia una “catena” che genera valore

Trasporti – Opportunità da trasformazioni geopolitiche.

L’Europa cambia, l’Africa si mobilita, il mondo rischia di non essere più lo stesso di quello che era fino a qualche settimana fa. L’instabilità politica nei paesi del Maghreb rimette in discussione governi, scenari e possibilità strategiche di nuovo sviluppo legati alla movimentazione delle merci.

La Puglia intende mettere in campo un poderoso piano di investimenti sulle basi logistiche di Taranto, Bari, Surbo-Tuturano e Foggia-Incoronata (oltre 100 milioni di euro) affascinata dalla tesi che già oggi il traffico dal Nordafrica e dall’Est europeo l’attraversa senza lasciare traccia. Ma gli ultimi stravolgimenti politici, e dunque economici e sociali, rischiano di imprimere un’accelerata a questi processi senza che la regione più esposta geograficamente ai nuovi traffici abbia la capacità e la forza di farsi trovare pronta. Di questi scenari e delle prospettive di sviluppo legate specificatamente al trasporto delle merci da Sud a Nord si è parlato a Foggia, nel corso di un convegno organizzato dalla Lotras, la società di gestione del centro intermodale di Borgo Incoronata considerato dai tecnici dell’assessorato ai Trasporti “un punto d’eccellenza” del nuovo sistema logistico-imprenditoriale che si intende sviluppare.

Sono intervenuti relatori di primo livello come Rocco Giordano, presidente del Comitato nazionale logistico che ha redatto il piano nazionale della logistica sulla rete ferroviaria italiana, che per rendere l’idea della rivoluzione in atto ha fatto l’esempio del canale di Suez il grande snodo della logistica mondiale: “Già oggi le grandi navi che escono dal canale non attraccano più nei porti del Nordafrica in subbuglio, ma cercano nuovi approdi. In questa situazione a mio avviso almeno due porti dell’Italia meridionale posso candidarsi a riceverli”. Taranto e Bari (ma anche Brindisi) sono in preallarme, la politica delle merci arriva prima degli investimenti.

La Puglia è considerata regione di snodo e di scambio intermodale ferro-gomma, una quota significativa di quei 17 miliardi di valore delle merci che ogni anno dall’Italia trovano collocazione nei mercati europei e mondiali proviene da qui. Ma ora si pone un problema di logistica organizzata, quella “aggregazione di domanda” che Giordano sottolinea per ricordare come la “competizione si giochi sulle quote di traffico”. “Basta con l’autotrasporto polverizzato purtroppo specchio di questo paese di piccole e piccolissime imprese, la logistica oggi è in mano alla domanda, va fatto uno sforzo complesso per renderla attraente alle sfide che ci attendono”.

Il responsabile marketing di Trenitalia Cargo, Aldo Maietta, indica la Puglia come “incrocio dei flussi di traffico Est-Ovest”, ma il trasporto ferroviario (più economico e competitivo) detiene una quota ancora poco significativa: “il 9% in Italia contro il 91% del trasporto su gomma. L’Italia figura al 40esimo posto in Europa per tonnellate trasportate per chilometro, anche a causa di una disomogenea applicazione delle direttive Ue: in Francia – dice ancora Maietta – ci scontriamo con difficoltà enormi”.

Dalla Puglia partono ogni anno 5000 treni completi, una quota sicuramente migliorabile se solo si eliminassero una serie di diseconomie sulla rete come sottolinea Giordano: “Finora abbiamo riscontrato 51 criticità sull’intera rete nazionale che determinano 40 miliardi di euro in maggiori spese”.

Rete ferroviaria italiana ricorda come “per decreto” siano stati previsti in Italia 71 terminali pubblici. “Riteniamo – dice Alessandro Andrei, direttore della pianificazione strategica di Rfi – che tutte le altre stazioni e stazioncine oggi prive di una certa operatività siano destinate a scomparire se situate nei pressi di altri scali già funzionanti”.

Parole considerate come il colpo di grazia in Capitanata per l’interporto di Cerignola finora mai utilizzato per una politica miope dell’amministrazione di centrodestra che l’ha voluto, dieci anni fa (50 milioni di euro buttati al vento) e l’area logistica di Cervaro dismessa da Rfi circa dieci anni fa. È sulla linea adriatica che prevalentemente dovranno svilupparsi i traffici pugliesi: “Le gallerie sulla linea sono tutte a grande sagoma – sottolinea Andrei – l’ultimo ostacolo era il diaframma di Cattolica di recente abbattuto”.

L’integrazione Adriatico-Tirreno avverrà con la linea dell’alta capacità già finanziata da Rfi, già in corso i lavori su alcuni tratti come la linea Apice-Bovino (34 km.). “Il collegamento Foggia-Napoli – dice Andrei – è il nostro tratto antenna considerato in grado di incrementare i volumi di traffico passeggeri sulle linee dell’alta velocità”.

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