You are here:

Centrale Turbogas: ultimo atto

Modugno – Dopo il sì di dicembre.

Turbogas ultimo atto, salvo strascichi giudiziari. Il Ministero dell’Ambiente lo scorso 28 dicembre ha “rinnovato” a Sorgenia (gruppo Cir) l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per la centrale da 760 megawatt tra Modugno, Bitonto e Bari.

Finalmente, l’impianto (a un anno e mezzo dall’accensione) è tenuto ad adeguarsi entro giugno prossimo (per alcuni adempimenti entro dicembre) alla direttiva Ue del ’96 (riscritta nel 2008), recepita in Italia solo nel 2005, di prevenzione e controllo dell’inquinamento generato da centrali da oltre 300 mw. Finora, e dal giugno 2009, la turbogas ha funzionato con un’Autorizzazione unica (Au) concessa nel 2004 (con l’ok della Regione guidata dalla giunta Fitto) e fondata su una documentazione priva di contenuti essenziali imposti poi dal d.lgs 59 del 2005 ma anche di altri elementi fissati dalla direttiva Ue in vigore al rilascio dell’Au (e dunque vincolante per il nostro Paese).

Quell’autorizzazione, in altre parole, fissava (e fissa) meno paletti e meno garanzie di un’Aia. Ma è stata equiparata ad essa per decreto (“sblocca centrali”, 55/2002) e nella solita logica dell’emergenza (“Per evitare il pericolo di interruzione di fornitura di energia elettrica sul territorio nazionale […] l’Au sostituisce autorizzazioni, concessioni e altri atti di assenso previsti dalle norme vigenti”).

Il decreto “sblocca centrali”, dunque, ha consentito a Sorgenia il rinnovo di un’Aia che non c’era e la convalida di una Via (Valutazione d’impatto ambientale, integrata nell’Au) in cui si prescriveva che prima dell’avvio della centrale si monitorasse la qualità dell’aria. Tuttavia, non si prevedevano divieti se dal monitoraggio fossero emersi problemi. Infatti, si è registrata una situazione ambientale critica ma la Via è stata formalmente rispettata. Mentre, per ottenere un’Aia ex novo si sarebbe dovuto sottoporre con più criterio impianto e ambiente circostante a nuove verifiche e l’investimento sarebbe stato più a rischio.

Concedendo l’Aia, il Ministero ha accolto la delibera della conferenza dei servizi, convocata a Roma, favorevole al “rinnovo” alle condizioni dettate dalla commissione istruttoria dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che hanno imposto alla turbogas importanti miglioramenti.

Tra i compiti dell’Ispra c’è anche quello di segnalare eventuali problemi ambientali (ad esempio sullo stato della qualità dell’aria o dei suoli nei dintorni dell’impianto) alla commissione Via, a sua volta tenuta ad appurare il rispetto delle prescrizioni e la veridicità delle dichiarazioni della società. Ma finora nessuna delle due ha rilevato nulla. Solo l’Ispra forse, quando riceverà da Sorgenia l’esito di monitoraggi e controlli, potrà chiarire questioni rimaste in sospeso: ad esempio la denuncia (nel lontano 2007) dell’Agenzia per la prevenzione e protezione dell’ambiente Puglia (Arpa) di non essere stata coinvolta (come controllore indipendente previsto per legge) da Sorgenia nel 2004 nello studio di contaminazione del suolo su cui sorge la turbogas; o la legittimità dell’impianto in un’area molto inquinata da particolato, stando ai dati certificati da Arpa, rilevati da Sorgenia nel 2009 (in modo inefficiente stando al decreto 60/02) e acquisiti nell’istruttoria Aia.

Giuseppe Daponte

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna