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Segnali positivi, ma solo al Nord. Al Sud produzione e fatturato giù

Piccole e medie imprese – I dati del terzo trimestre 2010 come sempre a due facce.

L’indagine sulle Pmi relativi al terzo trimestre dell’anno realizzata dal Centro studi Unioncamere sulle imprese fino a 500 dipendenti appartenenti ai diversi settori manifatturieri ha fotografato un quadro di fiducia per la fine del 2010. Le pmi industriali registrano il secondo trimestre positivo consecutivo dall’inizio della crisi guardando agli ultimi tre mesi del 2010 con maggiore ottimismo. La produzione industriale che si consolida (+2%), il fatturato che resta col segno positivo (+1,4%), gli ordini che riprendono fiato (+2%) e l’export che continua a “tirare” (+4,1%), confermandosi la leva che sta portando l’Italia fuori dalla crisi.

Ma sulla strada che porta alla ripresa c’è chi resta indietro e chi, invece di avanzare, continua a perdere terreno. Con il +2% fatto registrare nel trimestre estivo, la produzione industriale conferma sostanzialmente l’andamento del trimestre precedente (+2,1%), e archivia il pessimo –12,9% dello stesso periodo del 2009. Resta in campo positivo anche il fatturato che, pur cedendo qualcosa rispetto al periodo precedente (0,6 punti in meno rispetto al secondo trimestre 2010), tra luglio e settembre cresce dell’1,4%. La dinamica positiva interessa unicamente il segmento delle imprese con più di 50 dipendenti (+3,9% per la produzione, +3,1% il fatturato), mentre per quelle al di sotto di questa soglia dimensionale entrambe i valori sono ancora in campo lievemente negativo (rispettivamente -0,1 e -0,4%).

Con riferimento al comparto artigiano, i due indicatori appaiono ancora più in ritardo (-1,1 e -0,8%). La lettura territoriale dei dati offre un quadro della congiuntura produttiva nettamente a due tinte. Da un lato le aree del Nord-Ovest (+3,5 e +2,8% i valori di produzione e fatturato) e del Nord-Est (+2,9 e +1,9%), dove tradizionalmente è più elevata la quota di imprese manifatturiere sul totale e dove la spinta delle esportazioni produce gli effetti positivi maggiori. Dall’altro il Mezzogiorno, dove la minore vocazione all’export e la maggiore dipendenza dal mercato interno hanno determinato un ulteriore calo dei due indicatori pari, rispettivamente, a -4,1 punti percentuali per la produzione e a -2,8 per il fatturato con riferimento allo stesso trimestre del 2009.

In campo lievemente positivo si colloca, infine, la circoscrizione del Centro (+0,8% la produzione, +0,1 il fatturato). A livello settoriale, in termini di produzione le migliori performance vengono da meccanica (+5,8% rispetto a un anno fa), elettronica (+3,9) e chimica (+3,4). In contrazione i due comparti del legno e del mobile (-3,2%) e dell’alimentare (-0,6). Quanto al fatturato, la crescita più consistente si è avuta nei comparti dell’elettronica (+4,7%) e della chimica (+4,6), mentre il segno meno si conferma per legno e mobile (-3,8) e alimentare (-0,1), con l’aggiunta della filiera dell’energia (-0,6%).

Le prospettive per l’ultimo trimestre del 2010 riflettono in modo significativo il ritorno degli indicatori in campo positivo registrato nei trimestri centrali dell’anno. Con riferimento al fatturato, il saldo tra quanti prevedono un aumento e quanti una diminuzione tra ottobre e dicembre è positivo per 13 punti (6 lo scorso anno). A conferma delle difficoltà del comparto, per gli artigiani il saldo resta invece ancorato al valore del 2009.

Santa Colella

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