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Meno infortuni sul lavoro (ma restano troppi)

Inail – In Puglia nel 2009 36.231 incidenti, l’8% meno del 2008.

Sono stati 36.231 gli infortuni sul lavoro denunciati all’Inail in Puglia nel 2009. Un calo dell’8% rispetto al 2008 che ne aveva registrati quasi 40mila. La provincia più ‘infortunata’ è quella di Bari con circa 15mila casi registrati l’anno scorso, contro i quasi 16mila di quello precedente. Oscillano solo, si fa per dire, tra i 4.200 e i circa 7.000, invece, nelle altre province pugliesi.

Sono questi i dati diffusi dall’Inail nell’ambito della 60ma edizione della Giornata Nazionale delle Vittime degli incidenti sul Lavoro, celebrata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e organizzata dall’ANMIL Onlus, associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro attiva da quasi settanta anni. Per la maggior parte di tratta di uomini, di capofamiglia in nuclei monoreddito. Si tratta di casi che balzano agli onori della cronaca per pochi giorni, per poi cadere nel dimenticatoio, lasciando le famiglie nella disperazione e nelle difficoltà economiche.

Qui da noi al Sud è quasi sempre il capofamiglia a subire l’infortunio – spiega Giuseppe Cedola presidente dell’ANMIL della provincia di Foggia – l’unico ad avere un reddito più o meno stabile, e questo significa la riduzione drastica del reddito principale della famiglia. L’ANMIL ha lottato in questi anni perché anche gli orfani e le vedove rientrassero tra i soggetti svantaggiati in base alla legge n. 68 del 1999 relativa al collocamento al lavoro delle categorie protette, ma a tutt’oggi non ha ancora trovato concreta applicazione.

È il settore dell’industria e servizi a far registrare l’incidenza maggiore, seguito da quello dell’agricoltura. In aumento anche i casi di infortunio denunciati dai dipendenti statali: dai 2.214 del 2008 si è passati ai 2.294 del 2009. Da non dimenticare anche che non di rado l’infortunio occorre quando i livelli di contribuzione sono ancora piuttosto bassi, soprattutto quando bassa è l’età dell’infortunato, tra i 30 e i 35 anni. In caso di incidente mortale l’Inail assicura una rendita pari al 90% dello stipendio percepito dal dipendente deceduto, di cui un 50% spetta alla vedova/o, mentre il restante 40% ai figli minori: quando questi ultimi raggiungono la maggior età, perdono ogni diritto, ma soprattutto alla famiglia rimane solo quel 50% per il sostentamento.

Non molto dissimile è la situazione in Basilicata. Le cifre sono inferiori, ma il tenore è lo stesso. Quasi 6.000 casi nel 2009, poco meno di 6mila e 200 nel 2008. Qui il calo più consistente è stato registrato a Matera (quasi 2000 nel 2009, circa 2200 nel 2008), mentre a Potenza è rimasta – purtroppo – sostanzialmente invariata, attestandosi in entrambe le annualità intorno ai 4mila di infortunio. Dal 1° giugno 2010 è attivo su tutto il territorio nazionale il patronato ANMIL, che si differenzia dall’attività dell’associazione, senza stravolgerne gli obiettivi e le finalità che le sono connaturate: servizi gratuiti di assistenza fiscale, di reinserimento professionale, di previdenza e assistenza sociale.

Enza Moscaritolo

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