You are here:

Ferrosud: il futuro di 144 lavoratori sul binario della cassa integrazione

Matera – Tavolo per scongiurare la chiusura. Il Gruppo Mancini: “Disponibili a vendere”.

Il futuro della Ferrosud di Matera si scriverà, molto probabilmente, dopo l’assemblea dei creditori del 7 ottobre e alla luce della firma del concordato che potrebbe sbloccare il futuro delle famiglie dei 144 dipendenti dello stabilimento materano di Jesce.

È questo in sintesi il risultato giunto al termine di una mattinata movimentata davanti alla sede della Prefettura all’interno della quale sindaco, rappresentante del Gruppo Mancini, esponenti della Regione, della Provincia e sindacati si sono seduti attorno allo stesso tavolo per scongiurare la chiusura definitiva di una realtà produttiva di straordinaria rilevanza sul territorio.

A far rumore, in tutta questa vicenda, è stato soprattutto il silenzio dell’azienda, che nel vertice in Prefettura finalmente è stato almeno in parte squarciato dalla disponibilità qualora se ne creassero le condizioni, di cedere Ferrosud ad imprenditori interessati a rilanciare l’attività.

A viva voce, intanto, viene chiesto che la fase di chiarimento sia accompagnata dalla definizione di un piano industriale, elemento imprenscindibile per comprendere In ballo c’è la speranza delle 144 famiglie dei dipendenti per i quali si sono moltiplicati, nei giorni scorsi, gli appelli di sindacati e istituzioni per i quali la proroga di un anno della cassa integrazione rappresenta un palliativo troppo debole.

Convocati dal prefetto Monteleone, i principali attori di questo film che rischia un tragico finale. Per Giuseppe Giannella (Fiom-Cgil: “Diventa fondamentale salvare un pezzo di storia dell’industria materana”.

Per il sindaco Adduce è importante giungere, dopo l’assemblea del 7 ottobre, ad una chiarimento definitivo della vicenda. L’Ugl, nel frattempo, si dice disponibile ad avviare relazioni sindacali improntate al rilancio a condizione che l’alternativa alla gestione diventi l’unica strada percorribile insieme all’attenzione delle istituzioni. All’incontro in prefettura erano presenti il sindaco Adduce, Pietro Mancini della Ferrosud, il dirigente del Dipartimento attività produttive della Regione, Vito Laurenza, l’assessore provinciale Gianni Rondinone e gli esponenti delle sigle sindacali. I segretari di Fim-Cisl, Fion-Cgil e Uilm Uil (Evangelista, Giannella e Greco),nei giorni precedenti avevano sottolineato la necessità di giungere ad un chiarimento in attesa dell’assemblea dei creditori prevista per la prima settimana di ottobre e prepara azioni di protesta per la difesa dei posti di lavoro.

Duro il commento di tre consiglieri regionali del Pd, Luca Braia, Vincenzo Santochirico, Vicenzo Viti e Giuseppe Dalessandro che in una nota avevano sostenuto che “La gestione della Ferrosud appare affidata a responsabilità imprenditoriali di cui non si conoscono né i progetti né le concrete intenzioni, in palese inosservanza degli impegni assunti all’atto del trasferimento degli impianti al gruppo Mancini”. E il presidente della Provincia di Matera, Franco Stella aveva chiesto “Chiarezza sulle inadempienze del gruppo Mancini e sulle intenzioni rispetto alla gestione dell’azienda che attualmente versa in uno stato di crisi”.

Il paradosso sta nelle dichiarazioni diffuse in una nota ufficiale del gruppo Mancini che a maggio di quest’anno, sottolineando l’interruzione delle commesse di Trenitalia scriveva: “ll percorso del concordato e l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale sono una scelta obbligata per superare l’attuale stato di difficoltà dell’Azienda e sono gli unici strumenti utili a consentire la prosecuzione dell’attività, elemento qualificante, quest’ultimo della procedura concordataria, anche nella finalità della tutela del ceto creditario”.

Una dichiarazione che, all’epoca, lasciava già prevedere il difficile percorso di risalita che attende oggi l’azienda.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna