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“Sarà autunno pesante siamo troppo indietro”.

Il punto – Il segretario della Cgil Bari, Colonna, non ha dubbi.

Un miliardo di ore di cassa integrazione in Italia entro l’anno. E in provincia di Bari siamo già a quota 13 milioni”.

Per il Segretario di CGIL Bari Pietro Colonna, i segnali di ripresa sarebbero solo degli aneliti, mentre la realtà parla chiaro: ci prepariamo ad un autunno dalle tinte fosche , soprattutto al Sud.

Segretario, come sarà questo autunno? Caldo, tiepido o freddino?

“Sicuramente difficile. Buone notizie non ce ne sono. C’è chi parla di timida ripartenza ma i dati sulla disoccupazione - 8,5 % in Italia e 14% in Puglia - ci dicono altro”.

Qual è lo stato di salute delle aziende pugliesi?

“Le grandi non sono interessate al momento da gravi fenomeni. Ma è anche vero che il 90% del nostro tessuto produttivo è formato da piccole imprese, dove si avverte il peso della crisi. Tra l’altro in molti casi non si hanno i requisiti per accedere agli ammortizzatori”.

Quali sono i settori più colpiti ?

“La meccanica e le costruzioni innanzitutto, ma anche l’agroalimentare e i servizi. Si tratta delle nostre produzioni più tradizionali, e questo deve far riflettere. Così com’è, il nostro modello non è in grado di competere globalmente. Bisogna favorire nuove produzioni e innovazione tecnica. I distretti produttivi vanno in questa direzione, pur con mille difficoltà”.

Cioè?

“Diciamoci la verità: c’è una certa indole culturale che impedisce di fare sistema e spinge le imprese a perseguire una politica individualistica e familiare. Ed è necessario abbandonare un modello di sistema produttivo assistito che chiede prebende a Stato e Regione: è ora che i privati mettano mano ai capitali”.

Ma le imprese sono più interessate ad abbassare il costo del lavoro, più che a investire.

“Il costo del lavoro è alto, ma non è la questione primaria. Se facciamo la battaglia sul costo del lavoro, non vinceremo mai perché ci saranno sempre Paesi in grado di batterci. La sfida è sulla qualità e sull’innovazione. Siamo l’Europa, non altro”.

La zona industriale di Bari però non sembra tanto europea, vero?

E' assolutamente depauperata. Insieme con Confindustria abbiamo più volte denunciato il suo stato di abbandono e chiesto al sindaco Emiliano un tavolo concertativo che tracci una strategia di riqualificazione. Bisogna creare le condizioni per attrarre nuovi investimenti”.

Dario Bissanti

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