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Nel mercato macedone si entra con… l’AMICO

L’iniziativa, aperta alle aziende italiane operanti soprattutto nel settore della tecnologia “verde”, punta a creare relazioni con il Paese balcanico, più chiuso rispetto all’Albania. L’occasione sarà la Fiera di Skopje in programma dal 19 al 23 ottobre.

 

Il progetto AMICO (acronimo di Albania, Macedonia, Italia: Collaborazioni Operative) si appresta ad entrare nel vivo, cercando di favorire l’ingresso e il radicamento delle imprese italiane, soprattutto di quelle specializzate nella tecnologia “verde”, nel mercato macedone, a partire dalla prossima Fiera di Skopje, in programma dal 19 al 23 ottobre.

Ce ne ha parlato G. Massimo Lupis, project manager di Amico e amministratore delegato di Fiera del Levante Servizi, l’ente che con i fondi stanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico in attuazione della legge 84/2001 (“partecipazione italiana alla stabilizzazione, alla ricostruzione e allo sviluppo di Paesi dell’area balcanica”) ha promosso il progetto.

“La Fiera di Skopje rappresenta per la Macedonia quello che per l’Italia è la Fiera di Milano – spiega Lupis – Nell’ambito di tutte le iniziative fieristiche stagionali, quella di ottobre è la più importante. Si chiama Technoma e ha a che fare con la tecnologia.

La kermesse di quest’anno è organizzata in cinque grandi padiglioni. Fdl ne allestirà uno, il numero cinque, che sarà quello italiano. Al suo centro ci sarà un grande spazio per il Progetto Amico: uno spazio che starà ad indicare la volontà del Governo Italiano, e in particolare del Ministero dello Sviluppo Economico, di aprire un percorso privilegiato per le piccole e medie imprese italiane che vogliano entrare e radicarsi nel mercato macedone, attraverso una strategia di collaborazione con le imprese locali”.

Ma perché la Macedonia?

“A differenza di quanto accade in Albania, in Macedonia le imprese italiane non sono così di casa. Le collaborazioni internazionali più diffuse sono con le imprese austriache, tedesche e slovene, oltre che con quelle serbe. Noi vogliamo attrarre l’attenzione delle istituzioni e degli imprenditori macedoni sulle opportunità della collaborazione con il mondo produttivo italiano”. Decisivo sarà il “biglietto da visita” della rappresentanza italiana al seguito di Fdl Servizi:

“Nel nostro padiglione – precisa Lupis – ci sarà una piccola area allestita ad anfiteatro dove si terranno, per l’intera durata della Fiera, seminari tecnici, presentazioni di imprese, tecnologie e prodotti italiani, convegni e brevi rappresentazioni teatrali sull’ingegno dell’imprenditore italiano.

La strategia di comunicazione che stiamo predisponendo per raggiungere il nostro obiettivo, che è quello di incuriosire l’imprenditore nonché le istituzioni economiche macedoni a voler collaborare con noi italiani, è basata sulla consapevolezza di dover scalzare i concorrenti di riferimento, che sono di matrice culturale mitteleuropea. Per fare ciò dovremo non soltanto usare le loro stesse armi, ma utilizzare anche l’altra metà del cervello. Punteremo molto, cioè, proprio sulla creatività imprenditoriale degli italiani, sulla capacità di risolvere problemi con soluzioni innovative ma insieme economiche, cioè efficaci ed efficienti”. L’amministratore delegato di Fdl Servizi illustra poi ulteriori importanti dettagli: “Intorno alla zona del progetto Amico avremo l’evento fieristico più tradizionale, “I tech biz”.

Presenteremo il meglio della tecnologia delle piccole e medio imprese, soprattutto nei settori del nostro evento fieristico “Eco Biz Expo” (su tecnologia verde, ecologia, energie rinnovabili), che negli ultimi due anni abbiamo presentato alla Fiera del Levante a Tirana riscuotendo grande successo. La Macedonia, poi, sta avviando una politica di sviluppo delle centrali idroelettriche, con la scelta strategica di mini-centrali. Il nuovo progetto Amico, quello per il 2011, proporrà già al governo macedone soluzioni tecniche targate Italia per risolvere il problema dell’ottimizzazione della resa dei salti idrici. Ci sarà l’occasione per presentare anche tecnologie per l’industria agroalimentare, su espressa richiesta della Macedonia”.

Lupis si augura di coinvolgere molte imprese italiane nell’iniziativa: “Si tratta di un’opportunità. I grandi mercati tradizionali sono ormai saturi. Le barriere all’accesso di mercati storici, forti, grossi come quelli britannico, tedesco e francese sono talvolta invalicabili. Questi piccoli mercati sono invece maneggevoli, permeabili e attenti al nostro Paese. Ci sono meno concorrenti ma possiamo, anche con sforzi relativamente modesti, creare grande interesse verso le nostre imprese tramite una strategia congiunta delle istituzioni e del sistema imprenditoriale. Puntare su questi Paesi relativamente piccoli ma nei quali possiamo entrare con un’immagine di Amico, ovvero di Paese amico, è una scelta molto probabilmente vincente, lo è stata in Albania e la dinamica potrebbe ripetersi in Macedonia. Questa è la nostra scommessa, che nasce sulla strategia della conoscenza dei mercati e della individuazione di opportunità reali, non sulla strategia della speranza”.

La Regione Puglia sarà capofila delle imprese italiane nella missione in programma ad ottobre: “Abbiamo avuto già la conferma della sua partecipazione con il sistema dei distretti nel nostro padiglione in Fiera. Per il resto prevediamo di portare cinquanta imprese da tutta Italia. Questo è un progetto italiano. Capita che a guidare il progetto ci sia la Puglia o Bari, ma è un evento nazionale. Tutti i partner di Progetto (Confindustria, Cna, Confartigianato, Lega Nazionale Cooperative e Mutue, Confapi) si impegneranno a divulgare informazioni nei loro circuiti nazionali per ottenere il massimo coinvolgimento possibile”.

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