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Export in crescita, c’è aria di ripresa

Confindustria – Dati confortanti nei primi tre mesi dell’anno, ma ora serve una strategia.

A sorpresa, le esportazioni della Puglia crescono e lo fanno più velocemente della media nazionale. Forse è presto per parlare di ripresa, con le ferite ancora aperte dopo il tracollo del 2009, ma c’è di nuovo che nei primi mesi di quest’anno il sistema economico regionale ha registrato un incremento del 13.7% negli scambi commerciali, praticamente il doppio del trend italiano e con un’impennata ancor maggiore, pari al 21%, nella sola provincia di Bari. Numeri che fanno ben sperare, ma che esigono strategia politica e programmazione economica di ampio respiro.

 

Lo ha sottolineato il presidente degli industriali delle province di Bari e di Andria, Trani e Barletta, Alessandro Laterza, in occasione della presentazione alla stampa dei contenuti dell’ultima assemblea generale dei soci di Confindustria, svoltasi lo scorso 14 luglio per discutere dello scenario economico attuale regionale e delle prospettive possibili, in tempi di crisi globale. I segnali incoraggianti, secondo il rappresentante degli industriali, stanno proprio nella crescita dell’export di cui è capofila il distretto calzaturiero del Nord barese, che nell’ultimo rapporto elaborato dall’ufficio studi di Intesa San Paolo risulta in crescita del 21.6%, nei primi tre mesi del 2010, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Non a caso, è uno dei migliori dieci agglomerati produttivi in Italia, insieme a realtà come l’abbigliamento del riminese, l’alimentare di Parma e il distretto del vino di Verona. Segnali, dicevamo, che possono concretizzarsi in risultati duraturi solo se inseriti in una strategia d’azione energica e coerente della politica. E qui Laterza ha chiamato in causa, auspicando la fine “dell’ossessione elettorale”, il governo regionale di Nichi Vendola, soprattutto a proposito di alcuni temi ritenuti prioritari dall’assemblea dei soci.

Su tutti, la necessità di rimettere in moto la programmazione di area vasta, in primis quella della terra di Bari, in cui Confindustria ha registrato “un palleggiamento tra la Regione e i Comuni, che impedisce di promuovere un programma di progetti cantierabili che sia ragionevolmente percorribile”. In fatto di energie alternative, per esempio, Laterza non ha risparmiato critiche al governo regionale, accusandolo di avere ingranato “una brusca retromarcia sullo sviluppo dell’eolico e del fotovoltaico, che rischia di mandare in tilt il sistema”, se si considerano “i tanti progetti già in corso degli imprenditori”. Il sistema economico pugliese, del resto, si appresta a tentare la ripartenza dopo un 2009 terribile: calo dell’occupazione del 3.8%, aumento della disoccupazione di un punto percentuale (raggiungendo il 12.6%) e la cassa integrazione di massa (+150% nel primo quadrimestre 2009 rispetto al 2008). La manovra da 25 miliardi di euro del Governo, poi, giudicata “positiva nel complesso”, rastrella secondo gli industriali ben il 60% dell’importo attraverso interventi non strutturali, come per esempio il blocco degli stipendi per i dipendenti statali e il restante 40% dalla lotta all’evasione fiscale. Un’operazione che non assicurerebbe, però, alcuna certezza di successo.

Luca Barile

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