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Basilicata in affanno. Cantieri col lumicino

Edilizia – I sindacati lanciano l’allarme su una situazione peraltro destinata a peggiorare.

La scure della crisi si abbatte sull’edilizia lucana. E, secondo l’analisi effettuata dai sindacati di categoria, anche quello che può essere considerato l’autentico settore trainante dell’economia lucana comincia a mostrare la corda. E lo fa con segnali preoccupanti. Primo fra tutti, una autentica emorragia di posti di lavoro. Oltre 5000 addetti del settore edile mandati a casa negli ultimi due anni e tre mesi.

Quasi come se avesse chiuso i battenti una fabbrica di grosse dimensioni. La Fiat di Melfi, per intenderci. Questo l’allarme lanciato dai segretari regionali di Fillea-Cgil, Filca- Cisl e Feneal-Uil, Angelo Vaccaro, Michele La Torre e Domenico Palma. E il peggio potrebbe non essere ancora arrivato. Secondo i sindacalisti, infatti, l’andamento negativo nel settore edile “non rispecchia pienamente gli effetti della crisi”, poiché i dati sull’occupazione si riferiscono a cantieri avviati in precedenza, quindi “a diminuzione dei posti di lavoro e dei redditi può essere ancora più pesante nel prossimo periodo». Insomma, per i sindacati del settore edile, nei prossimi anni, quando i lavori già appaltati prima della grande crisi saranno ormai conclusi, potrebbero non aprire nuovi cantieri e la disoccupazione potrebbe aggravarsi ulteriormente.

Il quadro descritto dai sindacati, ricavato dalle iscrizioni alle Casse Edili e alle Edil Cassa di Potenza e Matera è piuttosto diverso da quello recentemente presentato dalla Unioncamere di Basilicata riguardo l’andamento economico del 2009, dove si parlava di un settore che aveva retto l’impatto della crisi, grazie ad un aumento degli appalti pubblici e malgrado la contrazione del mercato immobiliare. Fillea Cgil, Filca Cisl e Ferneal Uil, invece, non hanno dubbi: la crisi c’è ed è pesantissima e i dati del 2010 fanno temere un aggravamento ancora maggiore dell’emorragia di posti di lavoro.

Per questo urgono interventi correttivi, an che considerando che, come è stato ricordato nel corso della conferenza stampa, “il settore edile in Basilicata incide per il 12 per cento sull’occupazione e per il 18 per cento per quanto riguarda l’apporto alla creazione di valore aggiunto”. Quali le possibili soluzioni? I sindacati di categoria hanno chiesto alla Regione Basilicata “l’attivazione di un tavolo di crisi del comparto, con la presenza dei sindacati, degli imprenditori e di tutti quegli enti pubblici che si candidano a diventare stazioni appaltanti, perché ci sono sicuramente una serie di opere ed infrastrutture per le quali si possono accelerare i tempi per indire le gare di appalto, mentre laddove gli appalti sono stati già affidati, è senz’altro possibile accelerare i tempi per la cantierizzazione delle opere, visto che in Basilicata i tempi medi per un appalto sono molto lunghi, nell’ordine dei 24 mesi”. Un’altra mano per superare la crisi potrebbe arrivare dalle energie alternative e dall’edilizia “ecologica”, improntata alla sostenibilità. Quest’ultima però, a detta dei sindacati di categoria, in Basilicata per il momento continua a rimanere ancora lettera morta. Per risvegliare il settore, dunque, occorrerebbero degli incentivi.

Giovanna Laguardia

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