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La Puglia del volo fa gli straordinari

Alenia Aeronautica – A pieno regime Foggia e Grottaglie.

L’economia del volo è forse uno dei pochi segmenti che macina utili e inanella prospettive di crescita per i prossimi vent’anni. Secondo uno studio reso noto dalla Boeing qualche settimana fa a Roma, le compagnie aeree avranno bisogno di 7330 nuovi aerei nei prossimi vent’anni. In Italia la tendenza si tocca con mano: l’incremento del trasporto aereo è cresciuto del 9,3% negli ultimi dieci anni nonostante il calo di Alitalia che resta comunque il vettore di riferimento incalzato dalla irlandese Ryanair. Una premessa utile per inquadrare lo scenario dell’industria aeronautica “made in Puglia” sempre più dipendente da tali dinamiche.

Puglia leader

La Puglia è oggi la regione italiana con il maggiore indice di penetrazione di manodopera specializzata sui velivoli commerciali con oltre 3mila addetti. L’investimento di Alenia Aeronautica su Foggia e Grottaglie determina uno scatto in avanti in termini di produttività e mercato, fattori competitivi sui quali gli stabilimenti del gruppo sono abituati a misurarsi ma non nelle dimensioni che si prospettano ora. L’Alenia ha da vent’anni a Foggia il centro ricerche sulla carboresina, una fibra con la quale si fabbricheranno gli aerei del futuro. E Boeing è il principale cliente della società italiana specializzata finora nella produzione delle parti mobili degli aerei di linea (oltre che su una vasta gamma di velivoli militari). Eppure il campanello d’allarme suonato qualche giorno fa nello stabilimento foggiano di borgo Incoronata obbliga a un’attenta riflessione. Alenia pensa di realizzare una seconda linea di produzione degli stabilizzatori di coda del nuovo Boeing 787 perchè gli ordini rischiano di non essere evasi in tempo. Dopo due anni di ritardi infatti il colosso americano vuole ora imprimere un’accelerazione ai livelli di produzione per non perdere l’appuntamento con la nuova domanda che avanza dalle compagnie. Il nuovo velivolo 787 – conosciuto anche come Dreamliner – è la scommessa aeronautica di tutta la Puglia perchè costruito quasi interamente fra Grottaglie (l’intera fusoliera) e Foggia (gli stabilizzatori di coda). Lecito attendersi che per il varo del nuovo Boeing (fine anno) gli impianti pugliesi saranno messi sotto pressione ancor più di quanto non lo siano stati in questi ultimi mesi.

Salto di qualità

Quando la scelta di realizzare il nuovo jet cadde sulla Puglia, nel 2003, l’Alenia aveva individuato in questa regione il punto di partenza per il suo salto di qualità: per la prima volta gli americani affidavano a un partner esterno la produzione di un aereo intero. E che aereo poi: il B787 (250 passeggeri) è destinato a condizionare pesantemente il fatturato delle compagnie aeree per i prossimi vent’anni in virtù della sua spiccata compatibilità ambientale. Grazie alla struttura in carboresina (molto più leggera della struttura in alluminio) il costo del volo per ogni singola compagnia permette un risparmio pari al 20% di carburante e di coprire rotte oltre i 10mila chilometri.

alenia

La Boeing punta tutto sul 787 per recuperare quote di mercato rispetto all’eterno rivale europeo Airbus che nel 2009 ha ricevuto più ordini e scommette su una filosofia commerciale opposta rispetto a Boeing, concentrata sul lancio del mastodontico A380 a due piani con un carico di 555 passeggeri in configurazione massima. Una doppia sfida ad alto potenziale economico (nonchè in grado di condizionare l’andamento delle Borse), che si gioca nei cieli di Puglia. Quando i vertici di Alenia hanno manifestato la necessità della seconda linea da trasferire peraltro a Grottaglie, i sindacati foggiano non l’hanno presa bene (leggi l’articolo in basso). Ma in queste condizioni sarà molto difficile proclamare anche solo uno stato di agitazione: il mercato impone ritmi forsennati di produzione, difficile per l’industria aeronautica pugliese non poterli assecondare. Si rischierebbe il fallimento di un’operazione molto ambiziosa anche per l’affidabilità del tessuto industriale locale.

L’Alenia oggi non è più l’azienda statale che investe al Sud su mandato politico. La proprietà del nostro principale costruttore aeronautico resta pubblica (Finmeccanica è al 100% dello Stato), ma questo non significa per Alenia l’obbligo di sottostare a logiche clientelari non più praticabili. Si spiega forse anche così la chiusura dello stabilimento di Brindisi in un’area ad alta vocazione imprenditoriale. Oggi Alenia si pone sul mercato come un’azienda di alto profilo manageriale, i cui ordini svariano da Boeing, ad Airbus, fino alla ruspante canadese Bombardier e alla Lockheed Martin per citare anche le commesse sul piano militare (l’aereo da trasporto C27 è stato acquistato pure dagli americani). Con certi clienti non si scherza a maggior ragione se mettono fretta sulle consegne perchè ravvisano che il mercato è in ripresa (2011).

Stare al passo

Dunque se Boeing accelera, Alenia deve stare al passo se non vuole correre il richio di compromettere l’importante partnership industriale con l’esigente cliente. Siamo perciò alla vigilia di un cambiamento epocale anche per i ritmi, le procedure, l’organizzazione dei livelli occupazionali pugliesi? A Foggia come a Grottaglie la situazione resta sotto osservazione da parte dell’azienda e dei sindacati. A fine giugno è prevista la convocazione di un osservatorio (outlook) con l’obiettivo di analizzare le problematiche emerse o che potranno emergere nei prossimi mesi. Nulla può essere lasciato al caso. A Foggia, qualche settimana fa, è saltata la testa del direttore di stabilimento e la cosa ha suscitato un certo scalpore tra i circa 900 lavoratori. È sembrata una risposta vigorosa alle richieste di Boeing nello stile della cultura maoista: “colpirne uno per educarne cento”.

Massimo Levantaci

Ulteriori approfondimenti su "La Gazzetta dell'Economia" num. 22 del 05 giugno 2010, pagg. 6-7

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