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In “cassa” i lavoratori “Voi City”

La sede di Voi City a Modugno

Boccata d’ossigeno per 12 mesi, ma il problema resta sul tappeto e tra un anno rischia di ripresentarsi in tutta la sua drammaticità se non si troverà una soluzione definitiva in grado di ricollocare l’azienda. La cronaca di una crisi che giorno dopo giorno si è consumata sotto gli occhi dei lavoratori.

Non solo Eutelia…Ordinarie storie di scatole cinesi continuano ad imperversare nel nostro Paese. Le nuove “vittime” sono i circa 2400 dipendenti dei call center dell’ex Omnia Network S.p.A., oggi Voi City s.r.l., che non eroga regolarmente gli stipendi da ormai più di un anno. La società in questione fornisce servizi di call center esternamente per grandi aziende di telefonia, del credito, dei media e non solo. In Puglia è presente con le sedi di Bitritto (rientrata in Omnia), che opera per conto di Inps e Inail, e Modugno (Mediaset Premium e Tele2).

Queste le tappe della vicenda: nel dicembre del 2008 Omnia Network ha comunicato lo slittamento del pagamento delle tredicesime a gennaio. Dal mese successivo, le dilazioni sono diventate sistematiche. I titoli della società sono stati sospesi a tempo indeterminato dalle negoziazioni sulla Borsa Italiana ad aprile, dopo che i revisori della Mazars hanno bocciato i bilanci del 2007 e del 2008. A settembre la Consob ha impugnato dinanzi al Tribunale di Milano il bilancio del 2007. Il 15 settembre è avvenuta la scissione del gruppo Omnia Network.

Omnia Service Center S.p.A., Omnia Group Service e Vox2Web (tre società controllate che gestivano concretamente le attività di call center) sono state estromesse e cedute con operazioni tra parti correlate al prezzo di 29 milioni di euro: le quote di Osc sono state rilevate da Alba Rental s.r.l. A distanza di appena un mese, al posto di Alba Rental è subentrata Voi City s.r.l. L’unico membro ancora in carica del Consiglio di Amministrazione di quest’ultima società è Alessandro Gili (amministratore anche di Omnia Service Center e di Omnia Network). La Consob ha chiesto lumi sull’operazione ed è venuto fuori che il valore reale delle società cedute ammontava ad appena 8 milioni di euro: la cifra gonfiata era effetto della compensazione di crediti.

A Milano la protesta dei lavoratori è sfociata anche in manifestazioni che hanno avuto risonanza nazionale. Il 5 gennaio alcuni dirigenti sono stati bloccati dalle barricate dei dipendenti, il 10 gennaio Annozero ha approfondito la vicenda e subito dopo Teleperformance (multinazionale francese global player nel contact center, outsourcer di Wind) e Call&Call (società milanese di call center) hanno manifestato interesse per alcune commesse e per l’acquisizione di forza lavoro ed è stato fissato un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico.

Al vertice i sindacati hanno chiesto il mantenimento delle sedi produttive, dei lavoratori e dei contratti in essere, attraverso l’amministrazione controllata o un commissariamento, guardando all’esempio di Parmalat e di Agile (ex Eutelia, per la quale, poco prima di Natale, il tribunale ha disposto il sequestro dei beni aziendali e la nomina di tre custodi per gestire l’ordinaria amministrazione). Voi City ha promesso di pagare tutti gli stipendi arretrati entro la fine di febbraio. I rappresentanti dell’azienda hanno spiegato che contavano di recuperare 2 milioni di euro da Tiscali, 2 milioni dalla vendita del ramo d’azienda che lavora la commessa Wind (273 dipendenti) alla società ‘Call & call’ e altri 2,2 milioni di euro da pignoramenti.

Teleperformance e Call&Call sarebbero però uscite di scena e il pagamento degli stipendi arretrati procede a rilento: i conti della società sono stati infatti bloccati dalla Magistratura. La Procura di Milano ha chiesto il fallimento della Omnia Service Center per somme non versate al fisco: la decisione del Tribunale arriverà il 24 marzo. Il nuovo piano industriale presentato al Ministero a gennaio prevede la riduzione di alcune unità produttive.

A Milano lo stabilimento di via Breda è stato chiuso e trasferito a Corsico (ma i lavoratori non hanno accettato), i dipendenti di Napoli e Torino hanno ottenuto la cassa in deroga, e così è stato anche per i 70 dipendenti di Modugno (ormai non più impegnati per conto di Mediaset e Tele2, le quali non ha rinnovato la commessa a Voi City). L’Ugl Telecomunicazioni, in accordo con i lavoratori e la Slc Cgil, ha infatti incontrato l’assessore regionale al lavoro lo scorso 2 marzo ed è stata concessa la cassa in deroga della durata di 12 mesi e dell’ammontare dell’80% dello stipendio.

Andrea Buono

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