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Dalle cave pugliesi l’export che funziona

Il settore lapideo – Sul mercato arabo aumento di richieste del 37%.

Settore tradizionale dell’economia pugliese, il lapideo dimostra una certa vivacità sul fronte dell’export, caratterizzandosi anche sul mercato nazionale per l’alta qualità.

I volumi di materiale estratto, il numero di cave e la capacità di commercializzazione fanno della Puglia una regione leader nel settore, seconda solo alla Toscana, con un fatturato di quasi 234 milioni di euro nel 2008.

L’export regionale nel corso del 2009 ha superato il valore di 19 milioni di euro, e nei primi mesi del 2010 la pietra pugliese ha fatto registrare sul mercato arabo un aumento di richieste del 37%.

Si riscontra un interesse crescente in Russia e negli Emirati Arabi, dimostrato anche dalla partecipazione della Regione alle fiere di settore del “Mosbuild” di Mosca e al “The Big 5” di Dubai.

Quanto ai bacini estrattivi che, nel complesso, occupano una superficie di oltre 3.800 ettari, si va dal marmo di Apricena nel foggiano, a quello di Trani e Bisceglie nel Barese, dalla calcarenite di Mottola nel Tarantino, al calcare di Fasano in provincia di Brindisi.

E ancora, dalla pietra leccese della zona di Cursi e Melpignano, al carparo di Gallipoli, all’argilla di Cutrofiano. Aree estrattive di un certo pregio e di antica tradizione, accanto alle quali vanno considerate le numerosissime cave da cui si estraggono inerti e altri materiali per l’industria.

ARIANNA GENOVESE

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