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Mercato, promozione, giovani e donne nel bilancio della Camera di Commercio.

Luigi Farace

Intervista al presidente uscente Luigi Farace.

“Bisogna lasciare ‘il mattone’, dico sempre, per sintetizzare l’opera, l’eredità che ciascuno di noi, ai vertici delle istituzioni, ha l’obbligo morale di consegnare alla comunità”. Per Luigi Farace, presidente della Camera di Commercio di Bari in scadenza di mandato, è tempo di bilanci. Il 26 luglio si rinnoverà il vertice dell’ente camerale. E anche se queste settimane sono balzate alla cronaca le vicende del bando per un posto da dirigente a tempo indeterminato a cui si è iscritta ‘Lady Asl’ Lea Cosentino, il Codice etico presentato da nove organizzazioni confederali, e il toto-nomi dei possibili successori, il decano del palazzo di Corso Cavour preferisce non parlarne e concentrarsi sul lavoro svolto e su quello da svolgere ancora. Perché, spiega, “ho l’abitudine di guardare avanti, di pensare alle cose da fare più che alle cose già fatte. E molto c’è ancora da fare”.

Presidente, quali mattoni lascia?

“Da presidente della Camera di Commercio di Bari lascerò il ‘mattone’ del Mercato Agricolo Alimentare (MAAB), un’opera importantissima che è anche una vision per il mondo dell’agricoltura, per i valori che sottendono l’opera e per le finalità che si propone al di là degli aspetti più materiali della riorganizzazione dell’incontro fra domanda e offerta. Poi ci sono tanti altri progetti realizzati con le associazioni di categoria. Sarebbe impossibile elencarli tutti”.

Ne citi qualcuno.

“Posso parlare della filosofia politica che li ha sostenuti e cioè la volontà di creare legami intersettoriali, di fare maggiormente sistema, affinché i vantaggi del singolo progetto non ricadessero sulla categoria promotrice, ma anche sulle altre. Abbiamo quindi prediletto iniziative che avessero visioni più ampie, che coinvolgessero più settori. Il sostegno all’agricoltura doveva cadere anche sul turismo e viceversa, ma anche sui consumatori, quello sul turismo anche sull’artigianato, l’industria andava premiata nelle eccellenze e soprattutto abbiamo voluto migliori condizioni operative per le imprese, affinché avessero punti di partenza meno ‘ostili’ anche a livello del credito”.

Per il 2010 è previsto lo stanziamento di 9 milioni di euro per attività promozionali, una cifra raddoppiata. La politica di incentivazione della progettualità nei settori portanti dell’economia sta pagando?

Sta pagando la visione d’insieme, ripagano le politiche di rete, anche a livello istituzionale, le collaborazioni con gli altri enti, dalla Provincia al Comune alla Regione. Le risorse non sono tantissime quindi devono rispondere a criteri ben precisi di indirizzo. Le aziende hanno bisogno di visibilità e di servizi che soprattutto in tempo di crisi pesano maggiormente sui bilanci. Per commercio e turismo si favorirà l’associazionismo e l’ammodernamento aziendale anche sul fronte della sicurezza, nonché il raccordo e l’armonizzazione del settore distributivo con i settori produttivi, l’ampliamento della gamma di servizi offerti, il potenziamento delle infrastrutture urbane. Per l’industria si punterà sull’aumento della competitività e della capacità innovativa delle imprese. Nell’artigianato verranno sostenuti i consorzi di sviluppo per le attività promozionali, le iniziative espositive (come le mostre permanenti), la Comunità delle Micro e Piccole Imprese del Mediterraneo, favorendo la realizzazione di strumenti attuativi dello Small Businnes Act adottato dalla Commissione della UE nel 2008. Agricoltura e agroalimentare verranno promossi incentivando in particolare la ‘filiera corta’ e dando ulteriore impulso al MAAB. Verranno promossi i prodotti tipici locali e la realizzazione di progetti salutistici. Ultimi, ma non meno importanti, saranno gli interventi di tipo trasversale con l’attivazione di servizi e la realizzazione di progetti mirati al rafforzamento del tessuto economico-produttivo locale. Tali interventi riguarderanno gli ambiti delle infrastrutture, credito, innovazione, tutela del mercato, formazione e comunicazione istituzionale”.

Da più parti viene evidenziato il limite delle imprese del Mezzogiorno – comprese quelle della provincia di Bari – nell’utilizzo delle opportunità che derivano da Internet.

“Le nostre PMI non sono ‘immature’ o ‘impreparate’ in materia di nuove tecnologie. È un luogo comune ormai superato. Il mercato pugliese dell’Itc è molto ampio: calcolato come somma degli acquisti di componenti hardware, di licenze software e di servizi IT da parte delle imprese fino a 500 addetti nel corso del 2008, la domanda ammonta, secondo uno studio della School of Management del Politecnico di Milano, a circa 320 milioni di euro. In terra di Bari ci sono eccellenze che operano ormai sul mercato europeo: Exprivia spa che ha sede a Molfetta, 1200 dipendenti e 100 milioni di fatturato, è quotata al segmento Star di Borsa italiana”.

In questi anni vi siete spesi sul tema dell’imprenditoria femminile e il numero di “imprese rosa” nel 2009 è cresciuto. Oltre alle donne, come incentivate le diverse categorie sociali, come i giovani o gli immigrati?

“A proposito di giovani di recente ho accolto con piacere la proposta di alcuni gruppi giovanili delle associazioni di categoria della provincia di Bari di costituire una Consulta Giovanile Camerale, per creare una rete locale tra il mondo giovanile imprenditoriale e il sistema delle istituzioni pubbliche, facendo emergere una nuova generazione di idee. Una rappresentanza under 40 aperta a tutte le altre rappresentanze, per sperimentare lo scambio di conoscenze con gli enti pubblici e privati che operano sul territorio. Per gli immigrati molto fa la nostra azienda speciale Ifoc, attraverso percorsi formativi mirati”.

Alessandro Di Pierro

Ulteriori approfondimenti su "La Gazzetta dell'Economia" num. 8 del 27 febbraio 2010, pag. 19

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