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Un’altra discarica della discordia

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Matera – A borgo La Martella esplode la protesta contro i rifiuti provenienti dal Potentino.

Il tour dei rifiuti, in Basilicata, continua inesorabile, in cerca di un luogo che accolga l’immondizia prodotta dai comuni che rientrano nell’area Potenza centro (Avigliano, Brienza, Pignola, Potenza, Ruoti, S.Angelo Le Fratte, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania, Tito, Vaglio di Basilicata, Balvano, Baragiano, Bella, Castelgrande, Muro Lucano, Piperno, Savoia e Vietri). La protesta di Matera è divenuta, oggi, quella di Tricarico dove i camion provenienti da Potenza stanno per arrivare e che, secondo le indicazioni regionali del maggio scorso avrebbe dovuto accettare 7736 tonnellate di rifiuti.

Cittadini e sindaco pronti a non subire ordini che giungono dall’alto, ma la burocrazia potrebbe avere la meglio. Secondo quanto previsto dall’ordinanza del presidente della Regione, Vito De Filippo, poi sospesa, la città che avrebbe dovuto smaltire i rifiuti, in prima battuta, avrebbe dovuto essere Matera. Una successiva ordinanza del presidente della Regione, aveva poi avviato i primi trasferimenti nella discarica del borgo La Martella che il 23 ottobre si è trasformata in una nuova Terzigno. Due gazebo innalzati dai cittadini del rione che confina con la struttura di smaltimento dei rifiuti, hanno chiuso l’ingresso ai mezzi provenienti dal capoluogo lucano.

Il provvedimento prevedeva che nella città dei sassi avrebbero dovuto essere smaltite 4392 tonnellate di rifiuti. «Combattiamo da 16 anni contro la discarica: cattivo odore e malattie provocate dai rifiuti ci impediscono una vita normale – spiega uno dei cittadini che, giorno e notte presidiano i cancelli – mi ero trasferito alla Martella perché volevo una vita lontana dalla città, dal traffico. Invece mi sono ritrovato impossibilitato anche ad uscire in giardino. E ora dovrei anche sopportare i rifiuti di Potenza? Il problema non è di tipo campanilistico – spiegano alcune delle donne – ma riguarda il nostro benessere e quello dei nostri figli». Una protesta caparbia che ha prodotto nei giorni successivi due risultati significativi: i camion giunti da Potenza quattro giorni dopo, infatti, sono stati bloccati pacificamente e, dopo alcune ore di trattative, trasferiti nella discarica di Pisticci.

Successivamente il consiglio comunale, riunito in seduta monotematica e straordinaria ha prima approvato un ordine del giorno che chiedeva la rimodulazione dell’accordo stipulato con la Regione per il trasferimento dei rifiuti. L’unanimità del voto ha provocato tafferugli nell’aula consiliare tra i cittadini che, dopo aver raggiunto la sede dell’assemblea con un corteo che aveva percorso le strade del centro, avevano assistito alla seduta.

Al grido di “Buffoni, buffoni” la chiusura del consiglio aveva registrato prese di posizione completamente opposte tra cittadini e amministrazione comunale e scontri che avevano fatto temere il peggio. Il no forte dei residenti del borgo aveva colpito maggioranza e opposizione nonostante il Comue, poche ore prima dell’assemblea avesse fatto installare una centralina dell’Arpab per avviare il controllo dell’aria nella zona. Sulla reazione dei cittadini il sindaco Salvatore Adduce aveva voluto lavorare incontrando la stessa sera gli abitanti del borgo e raggiungendo con loro un accordo tale da evitare l’invio di qualunque rifiuto da Potenza e da altri comuni e garantendo loro che future trattative li avrebbero visti come parte in causa. Saranno i prossimi giorni, dunque, a dire se nel braccio di ferro fra Regione e Comuni, sarà l’ente di via Anzio ad avere la meglio.

Fa rumore, nel frattempo, il silenzio assordante dell’Aato regionale (riunita in un’unica struttura che comprende Matera e Potenza) e del suo commissario Sabino Altobello che nelle ore calde della protesta a Matera e in quelle successive non ha fatto sentire la sua voce, così come i vertici regionali. Un’assenza che molti hanno notato e che nessuno è disposto a tollerare. I cittadini chiedono risposte, che devono arrivare.

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