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Puglia per tutti, viaggi più brevi

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Intervista all’assessore regionale Silvia Godelli.

 

Con l’assessore a Mediterraneo, cultura e turismo abbiamo fatto il punto sulle iniziative per incentivare il turismo: dall’appeal del prodotto alle leve del territorio per combattere la crisi e diventare più competitivi.

Continua a crescere l’appeal del prodotto turistico italiano all’estero. La più grande testimonianza è la Sardegna, che attrae il 50% dei visitatori internazionali. Ma anche il resto del Sud, in particolar modo la Puglia, prova a difendersi nonostante venda “male” le sue spiagge migliori (il Salento) in termini di marketing. Come potrebbe rilanciarsi questa regione per avvicinarsi ai numeri prodotti dalle tradizionali località italiane?

“Intanto voglio precisare che quest’anno abbiamo ottenuto per una città in più le cinque vele di Legambiente con Otranto, new entry tra le perle del mare pugliese. Noi intendiamo sviluppare una politica di promozione molto intensa soprattutto utilizzando i vettori aerei che congiungono le destinazioni pugliesi agli aeroporti esteri. Questo ci consentirà di sviluppare negli aeroporti dei paesi esteri di riferimento delle attività molto visibili che tengano insieme sia i temi delle offerte territoriali (mare, collina, campagna, bellezze architettoniche, musica, teatro) sia sviluppare un’attrazione che riguardi nuove fasce di pubblico. Certamente la Puglia non si caratterizza ne si caratterizzerà per il turismo di lusso, ma è indicata per il turismo delle famiglie, dei giovani e per alcuni aspetti per quello sociale. I giovani, in particolar modo, arrivano in Puglia con provenienze sempre più diverse e sono in crescita, questo ci dà conforto a continuare in questa direzione. Un’altra ipotesi è quella di proporre il nostro territorio in mercati completamente nuovi, quali sono per esempio, quelli dell’estremo oriente. Uno dei vettori di promozione territoriale in quest’ultimo anno e mezzo è stato rappresentato anche dal cinema, per il fatto che le location pugliesi presenti in film di importanza internazionale hanno permesso un riconoscimento migliore del nostro territorio”.

In diminuzione del 60% nel 2009, quest’anno la domanda internazionale di viaggi organizzati dai tour operator viene rilevata piuttosto stabile (quasi 50%) e per il 21% in crescita, soprattutto nei mercati lontani. Per rendere appetibile il nostro prodotto dobbiamo puntare ancora su questa strada, o ci sono speranze di rilancio anche nei Paesi europei?

“Io credo che ci siano possibilità di rilancio sia nei mercati europei che in quelli più distanti. Una soluzione che intendiamo proporre per valorizzare al meglio la nostra regione è quella di fare la borsa del turismo che preveda anche i be to be cioè incontri con gli operatori. Ovvero promuovere l’incontro di operatori della ricettività alberghiera pugliese e tour operator esteri. Credo che ci siano tutte le condizioni per una svolta, affinché ci sia un salto di qualità”.

Rispetto al passato, l’appeal dell’Italia appare rinforzato sul mercato Usa e Indiano, stabile su quello Giapponese (che ci preferisce la Francia), in lieve ma costante calo in Europa (dove si è passati dall’88,7% del 2008 al 79,2% di oggi). Cosa possiamo fare, nelle nostre città, per combattere questo trend negativo e uscire dalla fase di empasse?

“Innanzitutto monitorare le politiche dei prezzi. In confronto con altri nostri competitor i prezzi italiani sono mediamente più elevati, in percentuale anche non irrilevante, e questo in tempi di crisi determina delle conseguenze. Io ritengo piuttosto che non sia in calo l’appeal ma siano in calo i portafogli dei viaggiatori per questo dovremmo offrire, e in Puglia è un cosa che stiamo già perseguendo, al costo della sola ricettività altri servizi come trasporto locale, accesso a reti museali, a luoghi archeologici, a grandi concerti o attività culturali e artistiche nel corso del periodo della vacanza. Così potremmo perseguire una politica di prezzi con il sostegno di enti pubblici, soprattutto la regione, sta andando in questa direzione, offrendo una sorta di tutto compreso nell’ambito della recettività di tipo alberghiero”.

Il prodotto “città d’arte” resta quello più venduto in quasi tutti i mercati internazionali, seguito dal prodotto “mare”, ma non possiamo ancora parlare di vero e proprio business. L’aumento dell’offerta aeroportuale italiana, con l’introduzione di tratte low cost più variegate ed efficienti, può creare nuovi introiti per il turismo e l’economia italiana?

“Io direi certamente si. Il turismo è un prodotto e come ogni prodotto va innalzato sotto il profilo della qualità, controllato dal punto di vista dei costi e fortemente promosso sui mercati interni all’Unione Europea e sui mercati internazionali. Io mi permetto di dire che a livello nazionale in questi ultimi anni questo tipo di politiche sono state disattente e deboli e questo accanto al periodo di crisi ha determinato il calo di presenze estere”.

La maggior parte dei vacanzieri dichiara di informarsi, prima di partire, sul luogo di destinazione e sui rischi de territorio. Cosa si può fare per migliorare l’immagine della nostra città/ regione?

“Penso che i rischi del nostro territorio sono molto limitati, certamente inferiori ad altre realtà dove si va abitualmente, tipo la Turchia. I rischi sono legati principalmente alla piccola delinquenza, quindi nemmeno organizzata, cioè scippi o piccoli reati. Il controllo sociale del territorio può aiutare tantissimo e in questo senso la consapevolezza della collettività nei confronti del turismo quale risorsa di sviluppo può aiutare e ridurre questo tipo di pericoli. Altri rischi veri e propri non ce ne sono, anzi il nostro territorio è anche piuttosto vergine sotto il profilo biologico, della salute degli alimenti, per cui penso che questo aspetto non è tra quelli che ci penalizzano”.

Il 43 % degli intervistati in un’indagine Confesercenti dichiara che il motivo per il quale rinuncia all’uscita è il motivo economico, lo ha citato anche lei prima. Cosa si può fare per diventare competitivi?

“Offrire pacchetti integrati di trasporto aereo, trasporto locale e alloggio a prezzi molto bassi, ma soprattutto offrire questi pacchetti di breve durata (media di tre giorni) in periodi che non siano di altissima stagione e che siano alimentati da attività previste sul territorio. Maggio, settembre, ottobre sono mesi particolarmente favorevoli anche dal punto di vista climatico che se ben nutriti di attività, di offerte, di visite di natura archeologica, artistica, monumentali e architettoniche possono aiutare ad incrementare i flussi. Quindi la risposta è: grande organizzazione, pacchetti, viaggi brevi”.

Quali iniziative ci sono in cantiere a livello regionale per rilanciare i nostri prodotti?

“Una già praticamente pronta è il cartellone unico degli eventi. Verrà creato un sito e verrà pubblicizzato anche nelle maniere più tradizionali, ivi compresi i vettori aerei. Il cartellone abbraccia tutti i tipi di attività presenti sul territorio durante tutto l’arco dell’anno non solo per il periodo di punta della fase estiva. Permetterà di integrare l’interesse per il luogo a quello relativo alle attività che in esso si svolgono, dai grandi festival dalla Taranta alla Valle d’Itria, alle sagre locali, a quelle enogastronomiche, alle manifestazioni di arte contemporanea, sostanzialmente tutto quello che è possibile offrire per motivare il viaggiatore. Sappiano che il viaggio è sempre più legato alle motivazioni e incuriosire, far conoscersi, spendersi sull’offerta territoriale quindi diventa estremamente importante. Oltre a questo bisogna curare la valorizzazione dei siti messi in rete, faccio riferimento al portale “viaggiare in Puglia” e degli altri siti collegabili o linkabili, pubblicità sugli aerei e nei terminali. Immediatamente dopo, ma parliamo del 2011, borsa del turismo e b2b con collegamenti tra offerta e potenziale domanda”.

Santa Colella

Commenti  

 
0 #1 Larae 2014-12-18 22:59
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