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Nel mare “illegale” la Puglia è seconda

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Legambiente – Svettano abusivismo edilizio e scarichi di fogna.

Quando il mare è “monstrum”, principalmente a causa di abusivismo edilizio, inquinamento e cattiva depurazione, diventa un po’ meno “nostrum”. E allora, per “riappropriarcene”, occorre conoscere, capire e combattere i nemici di un patrimonio tanto importante e troppo spesso e facilmente maltrattato, con danni per l’ecosistema e l’economia.

Al riguardo sono interessanti i riscontri dell’edizione 2010 del Rapporto Mare Monstrum, l’annuale dossier sullo stato di salute di coste e mari italiani curato da Legambiente e presentato a Bari il 15 luglio in concomitanza con la diffusione dei risultati della campagna di monitoraggio delle acque marine di Goletta Verde, da poco terminata in Puglia (prima presentazione a Venezia il 26 giugno in occasione della partenza di Goletta Verde). Ne emerge che le regioni meridionali dominano la classifica del mare illegale in Italia. La Campania si conferma “leader” di questa poco lusinghiera graduatoria, seguita dalla Puglia che nel 2009 ha scavalcato la Sicilia per numero di infrazioni accertate (1.338: 1,5 per Km di costa).

La Basilicata è invece in coda insieme al Molise. L’abusivismo edilizio sul demanio è l’infrazione più ricorrente e cresce del 7,6% rispetto al 2008, anche se il “passo in avanti” più significativo (+44,8%) lo fa registrare l’inquinamento derivante da scarichi fognari illegali, cattiva depurazione e idrocarburi.

Calano invece i reati accertati nel campo della pesca (-72,4%) e della nautica da diporto (-76,6%). Complessivamente, le infrazioni rilevate sono state 8.937 nel 2009, a fronte delle 14.544 del 2008 (-38,6%): si tratta di un dato influenzato non solo dal lavoro di prevenzione delle forze dell’ordine, fa notare Legambiente, ma anche, e forse soprattutto, dalla diminuzione dei controlli effettuati dalla capitanerie di porto (-14,3%: si è passati dalle 618.126 ispezioni del 2008 alle 529.700 del 2009), determinata dalla riduzione delle risorse destinate alle attività investigative e repressive.

Andrea Buono

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